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Mercoledì 8 Luglio 2020




Essere migrante al tempo del covid-19

Provvedimenti, misure e punti di riferimento a Napoli

Copertina migrantiIl Governo centrale ha stabilito una proroga per i permessi di soggiorno a giugno, i cittadini stranieri residenti in Italia godono degli stessi diritti degli altri. Ad avere la peggio tutti coloro non hanno un permesso di soggiorno, i lavoratori a nero e chi probabilmente perderà il lavoro con la crisi economica ed è ancora meno tutelato degli italiani.

I provvedimenti del Governo per gli stranieri

Con la Circolare del 21 marzo 2020 “Emergenza epidemiologica da COVID-19 – D.L. 17 marzo 2020, n. 18 ” il Ministero dell’Interno ha diffuso informazioni in merito all’applicazione dell’articolo 103 del D.L. 18/2020 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”. In particolare, l’art. 103, comma 2, il Decreto Legge interviene nell’ambito degli atti amministrativi in scadenza, stabilendo che: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020″. (Sul sito dell’Associazione per gli studi giuridici per l’immigrazione c’è la circolare: https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/03/circolare_ministero-interno_18.pdf)

Tutti i permessi di soggiorno in scadenza nel periodo sopra ricompreso, vengono prorogati di validità fino al 15 giugno 2020, dando la possibilità ai titolari di poter effettuare la domanda di rinnovo dopo tale data, conclude la circolare.

Il successivo articolo 104 stabilisce la validità dei documenti di identità in scadenza dal 17 marzo 2020 che resteranno validi fino al 31 agosto 2020. Pertanto il permesso di soggiorno in quei casi in cui valga come documento di riconoscimento ai sensi del suddetto d.p.r. 445/2000 (natura ribadita anche dall’art. 4, co. 1 d.lgs. 142/2015, riformato dal DL n. 118/2018: “Il permesso di soggiorno costituisce documento di riconoscimento ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.) ha validità come documento di riconoscimento anche se scaduto fino al 31 agosto.

Chi è in Italia senza permesso di soggiorno potrebbe anche fare appello al “Permesso di soggiorno per calamità” rilasciato allo straniero laddove il Paese d’origine versi in una comprovata situazione di “contingente ed eccezionale calamità naturale” tale da non consentire il rientro in condizioni di sicurezza. Ha durata di 6 mesi, è valido solo in Italia, consente allo straniero di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in nessun’altra tipologia di permesso di soggiorno.

Altre informazioni, tra cui la possibilità di inoltrare la domanda di asilo on line sul sito del Ministero dell’Interno che intanto ha pubblicato la guida per la protezione internazionale in altre 6 lingue, 12 in totale: https://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo/protezione-internazionale/guida-pratica-richiedenti-protezione-internazionale-italia

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I migranti invisibili e la Sanatoria

Melting Pot Europa (https://www.meltingpot.org/) si è fatto promotore di una campagna “Siamo Qui, Sanatoria Subito” e giovedì 5 aprile migliaia di mail sono state inviate al governo e alle prefetture italiane chiedendo con urgenza una sanatoria generalizzata per le oltre 600mila persone sprovviste di permesso di soggiorno e attualmente presenti in Italia. “Delineata per sommi capi la situazione attuale e i suoi possibili sviluppi nel breve periodo, dovrebbe apparire evidente a chiunque che non è sostenibile la presenza in Italia di 700-800 mila stranieri sprovvisti del permesso di soggiorno, e quindi deprivati dei diritti elementari della persona e destinati allo sfruttamento intensivo del lavoro nero, a sistemazioni abitative precarie, in alcuni casi alla contiguità con la microcriminalità” si legge nella proposta avanzata al Governo. (https://www.meltingpot.org/+-Siamo-qui-Sanatoria-subito-+.html). Da allora il progetto di comunicazione europe ha tenuto la prima assemblea nazionale telematica della campagna a cui hanno partecipato migliaia di persone tra le quali referenti di associazioni e ong.   Info: Pagina FB: “Siamo qui - Sanatoria subito”, sanatoriasubito@gmail.com, adesioni aggiornate: https://bit.ly/2x5voaQ.

“Ho partecipato per conto di Less, collegandomi alla piattaforma web, mentre la diretta video è stata ripresa dalla pagina facebook raggiungendo migliaia di visualizzazioni, che si aggiungono a tutte le persone che hanno seguito lo svolgimento tramite il sito meltingpot.org e la diretta FM e in streaming su Radio Onda d’Urto. Un risultato estremamente positivo che conferma l’urgenza di una regolarizzazione generalizzata, in un momento in cui la diffusione del coronavirus sta facendo emergere con ancora più drammaticità tutte le disuguaglianze sociali già presenti nella società, l’accesso differenziale alla sanità e alle prestazioni sociali. Assenza di pieno accesso alla sanità pubblica e alla cure sanitarie, negazione della libertà di movimento, sfruttamento, povertà, lavoro nero, abitazioni insalubri o mancanza di alloggio e acqua corrente: una situazione che colpisce più di seicentomila persone e che, a seguito della crisi economica aggravata dal coronavirus, potrebbe colpire coloro che saranno impossibilitati a mantenere i requisiti di reddito e lavoro, oppure a convertire il proprio permesso temporaneo in un permesso di soggiorno stabile. Ma a rischio sono anche le decine di migliaia di persone che si trovano nelle sabbie mobili dei ricorsi, dopo il rigetto delle loro richieste di protezione internazionale” spiega Simona Talamo, referente della Less Onlus che gestisce il progetto Sprar di Napoli.

Per le persone che non hanno il titolo di soggiorno ora è estremamente più complicato avere accesso alla sanità, percepire un reddito, fare la spesa, avere un pasto caldo e mettere in atto tutte le precauzioni necessarie per non contrarre il virus, ma anche per non trasmetterlo. Dunque la Sanatoria sarebbe una scelta civile per tutti stranieri e italiani.

La dura condizione dei lavoratori stranieri: ricatti e lavoro a nero

“Tutti i termini sono stati prorogati a giugno, ma allora cosa accadrà? Siamo in un’Italia in crisi, in un’Europa in crisi, tante persone perderanno il lavoro a fronte del fallimento delle imprese o di aziende che non potranno permettersi di mantenere i dipendenti.  Già stiamo registrando ricatti da parte dei proprietari delle fabbriche nel napoletano che minacciano di presentare all’Inps la domanda per la cassa integrazione dei dipendenti stranieri solo se trattengono per se la metà dell’importo. Purtroppo i lavoratori stranieri sono sempre i più fragili. In tanti senza permesso di soggiorno, lavoratori a nero stanno diventando indigenti e non hanno diritto a cure mediche che in questo momento particolare è pericoloso. Punto di riferimento importante soprattutto per i pacchi alimentari sono le Comunità dei paesi d’origine, ma se questo blocco si prolunga sarà difficile che riescano ad aiutare tutti” denuncia Gianluca Petruzzo, presidente dell’associazione 3 Febbraio.

L’Associazione si sta mettendo al servizio dei migranti attraverso il sito: https://www.a3f.org/ e il numero telefonico 346 5708065 per offrire informazioni e consulenze in più lingue, nonché per mettere in contatto i migranti a nero con associazioni di medici che possano visitarli, con le comunità dei paesi d’origine, con realtà che distribuiscono pacchi alimentari e per informare sulle misure sanitarie e ed i procedimenti per ricevere il bonus di 600 euro per coloro che abbiano partita iva. 

La Less Onlus ha attivato un numero verde Covid grazie al quale fornisce una serie di aiuti e servizi a italiani e migranti: 800-119-477. In particolare i migranti vengono orientati ai servizi pubblici e possono usufruire di assistenza legale e mediazione linguistica. “Ci sono una marea di persone che non lavorano in questo momento a Napoli- conferma Simona Talamo, presidente della Less-. Badanti, lavoratori domestici, braccianti che ora sono fermi. Tanti che non hanno il permesso di soggiorno e quindi la tessera sanitaria hanno paura di andare a lavorare se non perché temono che non potranno essere curati”.

 “Ventuno anni fa ho messo piede in questo paese- scrive Svitlana che lavora per il Patronato Inac di Napoli-. Quel giorno l'autista del pulmino mi disse:" Da questo giorno non sei più un essere umano, ma uno schiavo. Fino ad oggi lotto per i diritti dei lavoratori contro il lavoro nero. Per la regolarizzazione ho aspettato 2 anni, mentre ci sono persone che da 10 anni qua fanno gli schiavi.  Far emergere il problema della regolarizzazione per gli stranieri durante il Covid 19 è un nostro obbligo morale. Irregolari, rifugiati non riconosciuti, domestici che svolgono lavoro nero non hanno diritto a cure mediche, non hanno diritto a nessun sostegno economico, non hanno possibilità di lasciare questo stato”. Questo l’appello sostenuto dalla sindacalista: https://www.change.org/p/ministero-appello-per-la-regolarizzazione-di-extracomunitari?fbclid=IwAR1jRzpLLFGnn2soNJH8ooC10GLqZJM0vg0AT5hPDQwuPGQK0SYdVkZF_Vw&use_react=false

Alessandra del Giudice