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Sabato 30 Maggio 2020




Innovazione e mission sociale e culturale: la ricetta per far ripartire le aziende

Ne parla Giovanni Lombardi del Gruppo Tecno, in prima linea con le donazioni solidali 

Giovanni LombardiGiovanni Lombardi, Presidente e Fondatore del gruppo Tecno, servizi di consulenza per l’efficienza energetica, e Presidente di ANUPEA (Associazione Nazionale Utilizzatori Prodotti Energetici) è in prima linea nel sostegno sociale in questa emergenza sanitaria dalla donazione di mascherine al Cotugno alle spese per i più fragili. Per l’imprenditore illuminato è “Un piacere e un dovere” essere impegnato socialmente per la collettività così come è fondamentale gestire l’azienda secondo principi etici.

Molti manager pubblici partenopei stanno sostenendo la collettività, cosa stanno facendo i manager privati e in particolare la sua azienda?

Sono tanti i manager privati che si stanno regolando sia con donazioni dirette su conti correnti dedicati sia con la donazione di beni specifici come le mascherine o le spese solidali. Ad esempio l’Unione Industriali, di cui faccio parte, ha creato un conto corrente specifico che sta raccogliendo i contributi di tante aziende. Noi oltre ad aver donato le mascherine al Cotugno stiamo contribuendo a diverse iniziative, come le consegne di pacchi solidali alle famiglie bisognose della Comunità di Sant’Egidio e il progetto “Nessuno si salva da solo” di Padre Loffredo alla Sanità che ha strutturato una pianificazione economica per sfamare oltre 250 famiglie da qui ai prossimi 3 mesi (in questo caso noi abbiamo donato 5mila euro).

Perché un’azienda deve impegnarsi socialmente?

Dovrebbe essere un dovere e un piacere farlo. E’ fondamentale che nella mission di un’azienda ci sia la redistribuzione del valore aggiunto sul territorio della comunità locale e nazionale attraverso opere sociali, cultuali e di innovazione sociale. In questa scelta c’è inoltre il valore aggiunto di risultare appetibili per i lavoratori e gli investitori. Chi sceglie la tua azienda sa di entrare in un meccanismo di tutela del territorio e di appartenere ad una visione sociale e culturale innovativa. Solo così si possono attrarre nuovi giovani dalle alte competenze: i lavoratori qualificati oggi scelgono non solo in base al reddito, ma perché si indentificano in una mission sociale.

Ovviamente è importante che l’azienda rispetti la sostenibilità ambientale ed etica a partire dall’interno della propria struttura organizzativa. Nella nostra azienda di 120 unità, rispettiamo le quote rosa infatti il 50% dei dipendenti sono donne, a volte siamo arrivati anche al 52% tanto che dovremmo quasi pensare alle quote azzurre (n.d.r. scherza il Presidente). Oltre a garantire un equo reddito consideriamo le esigenze delle persone: diamo benefit ai ragazzi per lavorare da casa ogni tanto, abbiamo aree relax con biliardino, play station, giusto per fare qualche esempio.

Quali sono i principali progetti sociali e culturali che la Tecno sta portando avanti?

La Apple che come sappiamo ha creato la prima Accademy a livello europeo, scegliendo orgogliosamente Napoli come sede, vede come fautore il Professor Giorgio Ventre che fa parte del comitato scientifico della Tecno. Ecco che insieme abbiamo creato la Apple Foundation all’interno del Museo di Capodimonte restaurando i locali che erano sede dell’antica fondazione Mele e qui realizziamo corsi sul digitale per ragazzi e per alunni degli istituti scolastici. Crediamo molto nella contaminazione tra digitale e beni culturali infatti dal 2017 finanziamo la Hackathon, una gara no stop di 48 ore in cui 200 ragazzi si sfidano a colpi di app: i vincitori vengono premiati con buoni Amazon di 2500 euro. Le edizioni 2017 e 2018 si sono svolte nel museo di Capodimonte ed è stato incredibile vedere i ragazzi emozionatissimi che hanno finanche dormito nel museo, nel 2019 la Challenge invece si è tenuta nella Federico II nella chiesa di San Marcellino.

In qualità di Presidente dell’Advisory Board di Capodimonte, comitato consultivo a titolo gratuito che il direttore Bellenger ha creato per essere affiancato nelle scelte strategiche, nel 2018 ho portato nel Museo il progetto rivelazione della borsa italiana di Milano: una piattaforma che mette in contatto i musei con gli imprenditori. Con la Tecno abbiamo contributo al restauro del Tiziano e abbiamo finanziato Picasso Parade, la mostra di Caravaggio e infine Napoli Napoli. Sosteniamo inoltre i giovani con borse di studio per chi frequenta la business school e musicisti. (Più dettagli sugli interventi sociali e culturali del Gruppo Tecno: https://www.tecnosrl.it/it/chi-siamo/arte-e-innovazione/)

Tecno

Tutelare la salute e l’economia al contempo è possibile in questo momento in Italia?

Dipende dal tipo di azienda. Ad esempio noi che offriamo consulenza digitale alle aziende per controllare impianti a distanza stiamo continuando a lavorare tanto perché i nostri clienti hanno assoluto bisogno di noi in questo momento. Tutti i nostri lavoratori sono in smart working, pratica per la quale eravamo già attrezzati in precedenza. Tante aziende del digitale e dell’agri-food stanno continuando a lavorare. In generale le aziende innovative stanno continuando a lavorare tanto. Infatti noi a dicembre abbiamo lanciato il programma talent per l’assunzione di 170 persone in 2 anni e mezzo e questo programma è ancora valido.

Come pensa che l’Italia abbia gestito la pandemia e come pensa possa riprendersi economicamente?

Abbiamo pagato lo scotto di essere i primi sui quali si è avventata la pandemia mondiale, siamo andati a tentativi, il virus si è diffuso molto perché non sapevamo come comportarci. C’è un totale choc dell’economia: alcuni paesi hanno messo al primo posto la salute, altri hanno scelto la via più flessibile di lasciare più spazio all’economia e tenere sotto controllo la salute con i tamponi e le mascherine, che noi non avevamo.

La crescita economica dell’Italia era già debole a causa di diverse variabili economiche, tuttavia il nostro paese ha reagito bene: nessuno si aspettava che si sarebbe digitalizzata in così poco tempo dalle scuole alla pubblica amministrazione che offrono i propri servizi in maniera digitale. Storicamente nei momenti più difficili della storia gli italiani hanno tirato fuori le migliori risorse scoprendo flessibilità e adattabilità. Bisogna capire se gli interventi lodevoli di enorme liquidità messa in campo dal Governo si tradurranno in un effettivo beneficio per il mercato e le imprese. Il rischio è che il flusso di denaro essenziale per far ripartire il lavoro, passando per le banche, non arrivi agli utenti finali, a causa di problemi burocratici e amministrativi.

Le distanze sociali si stanno svelando al tempo del corona virus. Crede che sia un buon momento per colmarle?

Non è possibile che in una situazione del genere il 20% della popolazione non abbia modo di arrivare a fine mese. Alla luce di ciò che sta accadendo noi tutti a livello di collettività dobbiamo fare una grande analisi e autocritica alle scelte passate: è importante la capacità di creare ricchezza, ma altrettanto quella di poterla distribuire. Dobbiamo riflettere sui redditi molto bassi dei lavoratori, dovuti da un lato all’incapacità di aumentare la produttività del sistema economico italiano, dall’altro alla mancanza di competenze adatte.  Fino a 10 anni fa se il tuo settore produttivo andava bene, andava bene anche la tua azienda, se il settore andava male anche la tua azienda andava male. Oggi le aziende che hanno la produttività più alta sono solitamente quelle che innovano, anche nel sociale, indipendentemente dal settore. Un problema fondamentale è che l’Italia paga lo scotto della mancanza di un’adeguata formazione diffusa: c’è un completo disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Tanto che spesso noi aziende non troviamo competenze che pagheremmo a peso d’oro perché non vengono proprio create. Ecco che le capacità presenti in abbondanza sul mercato del lavoro vengono pagate poco, le altre tantissimo.

Le due cose che vanno assolutamente fatte per ridurre il divario sociale, alla luce delle fragilità dimostrate in questo periodo dall’Italia, sono: un serio ed enorme piano di formazione e una redistribuzione del reddito.

Alessandra del Giudice

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