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Sabato 4 Aprile 2020




Coronavirus negli Stati Uniti: nessuna corsa alle armi, ma ai ripari

IMG 7874Come ogni sera, anche ieri, giovedì 19 marzo 2020, il sindaco di New York, Bill De Blasio ha dato un aggiornamento sulla situazione in città per l’emergenza COVID-19.

Sono 3.954 positivi così distribuiti:1042 nel Queens, 1038 a Manhattan, 1195 a Brooklyn, 496 nel Bronx e 179 a Staten Island. Nel giro di pochi giorni, le vittime sono passate da zero a 26. E siamo solo nella prima fase, quando la possibilità di abbassare la famosa “curva”, con la quale abbiamo imparato tutti ad avere familiarità’, è ancora lontana, ma i segni di quello che l’espandersi del virus significa sono già palesemente visibili. In una lettera al governo federale, infatti, il sindaco ha chiesto, con urgenza, 3 milioni di maschere N95 (in Italia le Ffp2), 50 milioni di mascherine per sala operatoria, 15mila respiratori e 45 milioni di guanti chirurgici e altrettanti schermi protettivi per il viso. Numeri che da soli descrivono la situazione che si vive nella città degli Stati Uniti che, ormai da settimane, è stata individuata come una di quelle destinate ad essere fra le più colpite e che, come tutte le altre, soffre del disinteresse e dei ritardi enormi del governo federale. Dopo aver ripetuto per giorni che si trattava di uno schema dei Democratici ai suoi danni, Donald Trump, che continua a definire il COVID-19, il “virus cinese”, ha cominciato solo ora, in maniera confusa e approssimativa, a gestire un’emergenza ignorata a lungo, per evitare impatti negativi sui mercati. Intanto, solo nella giornata di ieri, 1700 operatori sanitari hanno accolto l’invito del sindaco mettendosi a disposizione per sostenere il lavoro dei loro colleghi, chiaramente, non sufficienti a gestire una situazione che peggiora di ora in ora.

IMG 7876E mentre scrivo arriva la notizia della decisione  presa dal governatore della California, Gavin Newsom, di mettere in lockdown (isolamento) un territorio di 40 milioni di abitanti seguendo l’esempio che inizialmente era stato preso solo da San Francisco.

L’altra parte di notizie “terribili”, arriva dall’economia, con un numero impressionante di licenziamenti che a livello nazionale potrebbe portare il tasso di disoccupazione dal 3 al 22%.

A New York, intanto, senza lockdown, le persone hanno risposto, nella quasi totalità, alla richiesta di restare a casa e di uscire il meno possibile: qui, come ovunque, non sono mancati gli assalti ai supermercati e le lunghe file, non per comprare pistole come qualcuno ha erroneamente detto (lo Stato di NY ha una delle legislazioni più rigide rispetto al possesso di armi), ma per comprare carta igienica, acqua e cibo di vario tipo. Chiusi i ristoranti, che garantiscono solo servizio di consegna e ogni altra attività “non essenziale” come cinema, palestre, teatri e musei. Persino i parchi, nonostante giornate bellissime di sole e la chiusura delle scuole, sono semivuoti e le persone mantengono quella che qui viene definita “social distance”. Tantissima la solidarietà: ristoratori che offrono pasti gratuiti, gruppi di volontari che fanno la spesa per gli anziani, “sponsor” che adottano persone in difficoltà economica, per aiutarle a superare questo periodo.

Intanto, Anthony Fauci, l’immunologo più rispettato ed esperto del Paese, con severità non tace nessuna delle difficoltà che ci attendono, non parla di due settimane ma di periodi che vanno oltre le sei e ricorda che non è possibile basarsi completamente sull’esperienza di altri  Paesi perché diverse sono le situazioni e diverse le precauzioni messe in atto e i tempi con cui sono state messe in atto. Eppure, sempre, lui che non regala sorrisi o pacche sulla spalla, ricorda che “ne usciremo”, che si sta lavorando per riuscire ad usare medicinali esistenti in maniera efficace (come quelli per la malaria) e che altri saranno sperimentati, più evoluti e mirati e che soprattutto ci sono due elementi: quando e se il virus tornerà saremo più forti per la famosa immunità di gregge e, soprattutto, avremo un vaccino al quale si sta velocemente lavorando, così che fra un anno, un anno e mezzo potrebbe essere disponibile per tutti.

Angela Vitaliano

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