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Sabato 4 Aprile 2020




Difenderci dal Coronavirus: il parere di Annamaria Colao

colaoQuando fare il tampone, come comportarsi per evitare il panico e quali regole seguire per difendersi dal virus e proteggere le persone più fragili, come gli anziani. Abbiamo chiesto qualche consiglio e informazione in più alla professoressa Annamaria Colao, scienziata di fama mondiale, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Cattedra Unesco di Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile nell'Università Federico II di Napoli.

 Dottoressa Colao, si discute molto in questi giorni del tampone come misura preventiva. Lei che ne pensa?

 In Italia abbiamo utilizzato un approccio diverso rispetto alla Corea del Sud che ha eseguito i tamponi ad una larga fetta di popolazione, monitorando strettamente i casi positivi. In Italia il tampone per la verifica di positività a CoViD19 è stato fatto solo a persone sintomatiche e/o che avessero avuto contatti con pazienti dimostrati positivi a coronavirus. Questo ha certamente comportato una sottostima di tutti quei casi asintomatici o paupaucisintomatici che hanno contribuito, loro malgrado, alla diffusione del virus. In ogni caso, il test non è una misura preventiva ma diagnostica. Le misure preventive non ci stanchiamo di dirlo sono 1) restare a casa; 2) lavare le mani; 3) mantenere le distanze. Così facendo il virus si isola sempre di più.

Secondo lei il kit fai-da-te che è stato acquistato dalla Regione è più utile o più dannoso? E, nel caso, come andrebbe utilizzato?

 VivaDiag Covid-19 è il test per verificare la positività al coronavirus, a breve in commercio con un prezzo abbastanza basso (25 euro) e tempo di esecuzione circa 15 minuti. Una alternativa al tampone, che ha tempi di analisi ed elaborazione piuttosto lunghi, funziona in maniera semplice e ha bisogno soltanto di una goccia di sangue per determinare qualitativamente la presenza degli anticorpi IgM e IgG. Darebbe un grande contributo a determinare i casi positivi asintomatici o con pochissimi sintomi e potrebbe essere fatto a tappeto.

Stiamo assistendo a una gara di solidarietà per i dispositivi di protezione individuale, che non si trovano da nessuna parte. Sappiamo bene che quelli di stoffa non sono “a norma” tuttavia il buon senso consiglia comunque di coprire bocca e naso. Può darci qualche indicazione su come sterilizzarli adeguatamente, una volta usati?

 I dispositivi non possono essere sterilizzati una volta usati. Va detto però, che le mascherine (almeno quelle che vedo utilizzate dalla popolazione) servono più a coloro che hanno tosse o raffreddore e così limitano il contagio altrui che per proteggere se stessi. Le mascherine che proteggono dal contagio virale sono altre e le utilizza il personale che è a contatto con i pazienti CoViD19 positivi. Purtroppo mancano e questo è un grave problema.

Sappiamo che è quasi impossibile mantenere la calma in una situazione come questa. Tuttavia come si può prevenire il panico individuale da presunto Coronavirus?

 Stiamo vivendo una situazione di grande stress. Ricevere quotidianamente il numero dei malati e, purtroppo dei decessi, come un bollettino di guerra, amplifica la paura verso un nemico invisibile, come appunto il virus. Inoltre, l'essere confinati all'interno delle proprie abitazioni è, di per sé, una causa di stress cronico. Al momento non c'è una alternativa allo stare in isolamento ma quel che da medici possiamo fare è evitare la confusione. L'Italia sta lavorando a contenere il contagio e sta organizzando percorsi sempre più precisi per i pazienti che sono stati infettati e hanno bisogno di aiuto. Se i numeri restano contenuti si riuscirà ad aiutare tutti. Per questo è così importante che il contagio sia frenato il più possibile. Al momento questo risultato possiamo ottenerlo solo restando isolati. La buona notizia è che il protocollo portato avanti dal Pascale e dal Monaldi presentato dal prof. Paolo Ascierto sull'uso del tocilizumab è stato approvato dall'AIFA ed entrerà immediatamente nella sperimentazione. I risultati sono molto promettenti e questo darà ai pazienti con polmonite interstiziale (la complicanza più grave da coronavirus al momento) una terapia aggiuntiva alla terapia antivirale.

Esiste qualche regola utile e semplice per difendersi il più possibile, a parte “restare in casa”?

Come ho già detto restare in casa significa isolamento. Se si esce e si sta con gli amici l'isolamento viene interrotto ed è inutile... Fermarsi a chiacchierare significa non aver capito cosa vuol dire isolamento... Chiacchierare a distanza inferiore al metro e mezzo vuol dire interrompere l'isolamento. Questo atteggiamento vanifica il tentativo di arrestare il contagio. Lavare spesso le mani significa impedire il contatto del virus con la bocca, il naso e gli occhi che sono le sue porte di ingresso dentro di noi. Poi lavare superfici e stoviglie in modo da ridurre il più possibile il contatto con il virus.

Come possiamo "difendere" i nostri anziani?

Gli anziani sono per loro natura più fragili. I dati riportati dall'ISS sull'epidemia da coronavirus dimostrano che i casi che sono andati peggio avevano 1 o più patologie associate. Ciò accade spesso nei pazienti con età più avanzata. Per difendere i più fragili possiamo solo evitare di contagiarli. Quindi soprattutto i nipoti ma anche i figli devono evitare di avvicinarsi oltre il metro di distanza.

Lei è nota anche per i suoi consigli sull’alimentazione sana. Può darcene qualcuno in questo momento in cui si è costretti a restare in casa?

 Non esiste un'alimentazione che protegga dall'epidemie virali ma esiste un'alimentazione che rafforza il nostro sistema immunitario. Frutta e verdura fresche in almeno 4 porzioni al giorno ci daranno sali minerali e vitamine essenziali al buon funzionamento cellulare. Olio d'oliva come unico condimento grasso migliorerà il profilo lipidico e anche la stabilità delle membrane cellulari oltre ad avere una naturale azione antinfiammatoria. Poi una piccola quantità di carboidrati complessi meglio se integrali (pane, pasta, riso o altri cereali) permetterà al nostro intestino di reclutare quella flora batterica che contribuirà al rafforzamento del sistema immunitario (non solo dell'apparato gastrointestinale) ma migliorerà la nostra funzione intestinale. Una quota di proteine nobili come carne, pollo, pesce o uova e latticini (questi ultimi non più di 2 volte a settimana) completerà la scelta. Se possibile evitare la cena troppo impegnativa... Approfittiamone per restaurare una buona crononutrizione con colazione abbondante e cena leggera. Se poi riusciamo ad aggiungere 30 minuti di esercizio fisico ogni giorno raggiungiamo l'optimum.

(Ida Palisi)