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Mercoledì 19 Febbraio 2020




A Napoli si accende la protesta dei pensionati

older adultRestituire dignità ai pensionati che non elemosinano nulla allo Stato, chiedono soltanto il sacrosanto diritto alla pensione maturata giustamente dopo anni di lavoro e versamento di contributi. Basta briciole, basta tagli. Lo dicono forte e chiaro i pensionati del Movimento dei Gilet Bianchi, chiamato così per i capelli bianchi, appunto, di chi ne fa parte: il gruppo informale e autonomo, in contatto con il Partito Pensionati d’Europa, nasce circa un anno fa per iniziativa di Fortuna Sommella e unisce le istanze di tanti pensionati accomunati dalla voglia di far valere i propri diritti ma senza una precisa appartenenza politica.

Intorno al movimento nazionale a Napoli ruotano tra le 5 e le 6mila persone; mentre in città i pensionati sono circa 300mila su un numero complessivo di 2 milioni di persone in tutta la regione Campania.

“La politica mortifica i diritti e le aspettative delle fasce più deboli – afferma Fortunato Sommella, fondatore del movimento nazionale - Le condizioni di vita degli anziani sono insopportabili: non vengono più loro garantite né la salute né la sicurezza. Dai politici nessun segnale di interesse per la collettività. Noi pensionati dobbiamo fare rumore, per tutelare i nostri diritti e quelli delle generazioni che ci succedono”.

Il movimento promuove per sabato 15 febbraio (dalle ore 10 alle ore 11) a Napoli, in piazza Carità un flash-mob per accendere i riflettori sulle condizioni dei pensionati che sempre più vengono utilizzati come “bancomat” dello Stato e per spronare gli stessi ad aggregarsi, confrontarsi, imporre il loro ascolto agli organi competenti.

“Tra i pensionati e il Governo è muro contro muro. Agli anziani sono concesse solo briciole, a partire dalla rivalutazione degli assegni. I ritocchi sulle pensioni in questi anni non sono stati pochi e così col blocco delle rivalutazioni c'è chi ha perso dal 2011 circa 1500 euro l'anno in termini di potere di acquisto per il mancato adeguamento al costo della vita degli assegni. La sensazione è che il 'trucchetto' del governo di aumentare di pochi spiccioli gli assegni con la rivalutazione piena per gli importi fino a quattro volte il minimo ha acceso ancora di più lo scontro. Si tratta nei fatti di una vera e propria elemosina da parte dell'esecutivo. I pensionati devono fare i conti con il caro vita quotidianamente avendo un potere di acquisto limitato e azzoppato dalla mancata indicizzazione”, si legge nel manifesto del Movimento dei Gilet Bianchi.

“È da 15 anni che si taglia sulle pensioni – insiste Fortuna Sommella – Ricordiamo che le pensioni da contributi fanno parte della previdenza, non dell’assistenza, mentre il messaggio che lo Stato vuole far passare ai giovani è che ci fa l’elemosina. La verità è che le pensioni, dalla legge Fornero del 2012, hanno subito una perdita nell’ordine che va dai 700 ai 2000 euro l’anno. Senza considerare tutte le tasse, come gli addizionali ad esempio, che incidono negativamente sulle pensioni, e che andrebbero riviste. Bisogna ridare la pensione a chi ha lavorato e versato contributi per una vita intera meritandosela”.

M. N.

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