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Domenica 27 Settenbre 2020




Maria Teresa Giglio, la mamma di Tiziana Cantone: Bisogna mettere al centro l’educazione sentimentale

giglio“Bisogna educare i ragazzi sin da piccoli al dialogo e ai sentimenti. Educare all’etica, all’empatia, alla socialità nel rapporto tra persone per abbattere l’ostilità e l’odio. Si evidenzia un disagio socio-relazionale preoccupante”.

Comincia così la chiacchierata con Maria Teresa Giglio, la mamma di Tiziana Cantone, la bella studentessa napoletana vittima di una disumana gogna mediatica che la spinse al suicidio il 13 settembre del 2016.

Contro situazioni come queste che continuano a essere purtroppo davvero tante e ancora sottovalutate,  il 7 febbraio si celebra la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, un invito a riflettere su un tema così delicato e così tragicamente attuale.

Con tutta l’energia di una madre a cui hanno tolto il bene più prezioso, Maria Teresa Giglio lotta per evitare che ci possano essere ancora altre Tiziana nel mondo.

Grazie al suo lavoro di sensibilizzazione e al suo grido di dolore Maria Teresa è riuscita negli anni a ottenere dei risultati importanti come l’approvazione a luglio 2019 della legge sul revenge porn ovvero la pratica di condividere sul web immagini fotografiche o video intimi senza il consenso della, o del, protagonista dei video. 

Chi mette in pratica il "revenge porn" quindi potrà essere accusato di molestia, violazione della privacy, diffamazione, stalking.

Ma anche di istigazione al suicidio, qualora dalla pubblicazione dei video o delle immagini dovessero derivare atti tragici come nel caso della trentunenne napoletana.

“Tiziana è stata vittima di una cultura sessista ma anche di una legislazione che non l’ha protetta. Internet è diventato un terreno insidioso per fenomeni che hanno come matrice l’odio. I bulli, un tempo, agivano solo fisicamente. Ora il problema si è chiaramente spostato anche sul web, sui social, sulla rete. Virtuale o fisico che sia, il bullismo, va contrastato attraverso strumenti legislativi adeguati, pene esemplari ma anche con un dialogo costruttivo con i più giovani”, continua Maria Teresa.

I dati sul cyberbullismo diffusi dall'Istat nel 2019 parlano di un 85,8% dei ragazzi tra 11 e 17 anni di età che quotidianamente utilizzano il cellulare e il 22,2% di tutte le vittime di bullismo, infatti, è stato colpito da questa particolare forma di violenza.

Una violenza talvolta molto più insidiosa di quella fisica, perché esposta su uno strumento così potente come il web che la mamma di Tiziana così ci spiega: “Il cyberbullismo porta a atti di una tale brutalità che sfociano in una vera e  propria appropriazione indebita della vita della vittima.  Il bullismo e il cyberbullismo sono la conseguenza di un tragico disagio socio-relazionale che ha portato alla costruzione di un muro di odio e di ostilità che va abbattuto. È necessario che la scuola insieme ai genitori  parli ai più giovani, si confronti con i loro linguaggi per educarli all’empatia e all’etica dei rapporti”.

Maria Teresa non ha dubbi: “Ai nostri ragazzi dobbiamo dare prima di tutto il buon esempio. Gli adulti per esempio dovrebbero posarlo ogni tanto il cellulare e poi monitorare la vita virtuale dei propri figli. Controllare la cronologia dei siti visitati su Internet , non lasciarli troppo tempo da soli con il computer sono queste alcune delle cose che potrebbe fare un genitore per controllare i propri figli.  Sconsiglio inoltre l’utilizzo dei cellulari ai ragazzini prima dei 12 anni e credo che in generale l’arte, la musica, lo sport possano in qualche modo aiutare i giovani a canalizzare le proprie energie”.

“Il dialogo da solo non basta; è necessario intervenire in maniera più decisa verso chi questi atti di bullismo li compie. È importante che i ragazzi capiscano la gravità di certe azioni anche attraverso iniziative forti. Non serve a niente sospendere dalle lezioni i ragazzi che vanno a scuola, ma non sarebbe più giusto obbligarli ai lavori socialmente utili?  A Susa, un comune vicino Torino, per esempio è stata presentata qualche giorno fa  un’iniziativa rivoluzionaria: al posto degli allontanamenti temporanei dalle lezioni gli studenti indisciplinati sconteranno le conseguenze della loro condotta svolgendo lavori socialmente utili per la città. Un modo questo che credo possa essere un buon deterrente. Penso anche sia importante spiegare che offendere, denigrare, molestare verbalmente non è libertà di opinione”.

Maria Teresa Giglio ha saputo trasformare il dolore più grande in energia per combattere quella  “ assurda e subdola violenza che viene perpetrata sul web” che le ha portato via gli occhi verdi, belli e delicati di sua figlia.

E noi abbiamo una responsabilità verso i più giovani, verso Tiziana, verso i nostri figli.

Certe date servono a riflettere, a farci delle domande.

Il 7 febbraio è la giornata contro il Bullismo e dovremmo seguire (nono solo oggi) il consiglio di Maria Teresa "l’antidoto contro le più degradanti pulsioni umane è l’educazione all’amore e al rispetto affinchè non lasci più spazio all’odio e alla violenza delle parole".

Perciò posiamo i cellulari e abbracciamoci di più.

Giovanni Salzano

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