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Domenica 27 Settenbre 2020




Il cibo non si butta: la giornata nazionale contro lo spreco alimentare

vegetable basket 349667 1920Il 5 febbraio è la Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare, un’occasione per riflettere su quanto cibo sprechiamo ogni giorno.

Una data importante questa perchè la prevenzione degli sprechi a livello domestico produce un ruolo fondamentale nella protezione dell’ambiente, ed è strettamente legata al valore della produzione agricola.

Il Boston Consulting Group (dati diffusi a dicembre 2018) ha condotto lo studio “Tackling the 1,6 Billion Ton Food Loss and Waste Crisis” per fare il punto rispetto agli obiettivi posti a riguardo dalle Nazioni Unite per il 2030.

Il dato che più colpisce è la quantità stimata di cibo che finisce nella spazzatura ogni anno: parliamo di circa 1,6 miliardi di tonnellate, che valgono 1200 miliardi di dollari.

Il valore di questo spreco è pari a un terzo della produzione globale. Si tratta di una superficie che copre 10 volte l’intera area dell’isola di Manhattan.

Invertire tale tendenza diventa prioritario, considerando che nel 2030 le stime ci vedono cestinare 2,1 miliardi di tonnellate di cibo per un valore che sale a 1500 miliardi di dollari.

Un problema che investe anche il settore ambientale, considerando che il cibo che finisce nella spazzatura produce l’8% delle emissioni globali di gas Serra.

Prevenire gli sprechi significa quindi anche presidiare la salute dell’uomo e quella dell’ambiente ed è perciò è questo un tema molto sentito a livello mondiale.

Tra le cause di questo fenomeno individuate dallo studio anche la poca consapevolezza di aziende e consumatori, che buttano via il cibo perché hanno acquistato troppo o perché non soddisfa i loro standard estetici.

L’appuntamento annuale della giornata contro lo preco alimentare è stato ideato e creato nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente con la collaborazione di alcuni enti per contrastare questo fenomeno che non è solo domestico ma ha preso largamente piede anche nel settore della ristorazione, con pietanze avanzate dai clienti e ovviamente buttate dal gestore del locale, senza considerare l’impatto a livello sociale, economico e ambientale. 

Nonostante l’entrata in vigore della legge 166/16 sugli sprechi alimentari che “promuove l’utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi di cibo”, in Italia  non si prende pienamente in considerazione la soluzione di portarsi a casa gli avanzi del pranzo o della cena.

In Italia il Ministero della Salute ha prodotto nell'aprile 2018 le prime linee di indirizzo rivolte agli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti, affrontando l’argomento con approccio globale e multistakeholder, in linea con l'Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile.

Tutti noi possiamo fare la differenza nel ridurre drasticamente la quantità di cibo che finisce nella spazzatura dalla doggy bag all'utlizzo di app che evitano che del cibo ancota buono  finisca nella spazzatura 

La Doggy Bag in Italia: portare a casa gli avanzi è un diritto

Letteralmente, doggy bag significa “vaschetta degli avanzi per il cane”. In realtà doggy bag è un’espressione idiomatica: anche se chiamata così, la doggy bag non viene utilizzata per portare gli avanzi di cibo del ristorante al proprio cane, ma per mangiarlo a casa.

Secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixè (febbraio 2019) sugli sprechi alimentari in Italia, un italiano su tre (33%) quando esce dal ristorante si porta “talvolta” a casa gli avanzi con la cosiddetta “doggy bag” mentre una percentuale del 18% lo fa solo raramente, il 9% non la chiede perché “non è educato, volgare, da poveracci” e sempre un 9% non lo fa perché non saprebbe “cosa farsene” e il 5% perché “si vergogna”. C’ è però anche un 24% di italiani che non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori.

Un'abitudine dunque che non ha ancora contagiato capillarmente l’Italia dove permangono molte resistenze nonostante la richiesta di portare a casa gli avanzi dei pasti consumati nella ristorazione sia un diritto dei clienti sancito anche dall’entrata in vigore della legge 166/16 sugli sprechi alimentari.

 Too Good To go - l'app che ti trasforma in un vero guerrioro antispreco

 Too Good To go è un applicazione per smartphone che consente a ogni persona di fare la propria parte per ridurre gli sprechi e allo stesso tempo di ottenere pasti freschi e deliziosi sostenendo le attività commerciali locali.

I commercianti riducono i loro rifiuti e i nuovi clienti provano i loro prodotti. Entrambi contribuiscono a creare un mondo migliore.

Too Good To Go , tramite un' App, mette in contatto i commercianti di punti vendita che hanno cibo in eccedenza con utenti che vogliono acquistare il loro surplus.

I clienti prenotato una Magic Box, la pagano ad un prezzo ridotto e la ritirano in negozio all'orario indicato dallo store.

L'idea di creare Too Good To Go nasce da un gruppo di Waste Warrior alla fine di un buffet, quando un sacco di cibo buonissimo e ancora fresco veniva gettato via.

Oggi la rete di Too Good To go comprende 3.143 negozi che combattono insieme gli sprechi alimentari, salvando fino ad oggi oltre 353.009 pasti e 777.794 utenti in Italia.

 Tutte le informazioni qui

 Il cortometraggio

Guarda il video: Chi non spreca... risparmia - un cortometraggio di Simone Manzi.

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