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Mercoledì 19 Febbraio 2020




Monica Priore: cambiare le regole per uno sport accessibile ai diabetici

cover monica prioreMonica Priore è la nuotatrice brindisina affetta da diabete di tipo 1, la prima donna al mondo ad avere attraversato a nuoto lo Stretto di Messina. Questo accadeva nel 2007: da allora, molte cose sono cambiate, altre persone hanno provato la stessa impresa, molte barriere per chi è affetto da questo tipo di diabete sono già cadute nel mondo dello sport, grazie a Monica e a gente come lei costantemente impegnata ad accendere i riflettori sulle difficoltà di chi vive questa malattia.

La Priore, in particolare, è diventata un punto di riferimento: oggi gira per le scuole e per i reparti pediatrici di Italia per sensibilizzare sull’argomento, oltre ad essere diventata una interlocutrice delle istituzioni. Nel 2016 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella “Per la testimonianza dell’importante contributo dello sport nel superamento dei limiti derivanti dalla malattia”. Di recente è stata in Senato per chiedere l’aggiornamento di alcune norme, a partire dalla legge 104, al fine di rendere più funzionali la cura e l’assistenza dei piccoli diabetici.

Che tipo di malattia è il diabete di tipo 1 e quanti ne soffrono in Italia?

In Italia si contano complessivamente circa 4milioni di diabetici, di cui solo il 5,6% è affetto da quello di tipo 1, vale a dire quello più difficile da gestire e più grave, in cui ciò che naturalmente il nostro organismo produce, l’insulina, deve essere introdotto artificialmente dall’esterno con la somministrazione. Parliamo di circa 240mila soggetti che ne soffrono, di cui 25mila sono bambini e ragazzi fino ai 18 anni. Per fortuna, il resto della popolazione soffre del diabete del secondo tipo, una forma di diabete ereditario, collegato alla vita sedentaria e al sovrappeso, che può anche essere prevenuto e addirittura, con i giusti accorgimenti, regredire a differenza del tipo 1, riuscendo così, in alcuni casi, a fare a meno dei farmaci. Naturalmente, oggi non è più come un tempo: alla classica iniezione di insulina si vanno sostituendo i microinfusori, che funzionano come una sorta di piccoli pc, in modo che i ragazzi possono anche essere istruiti al loro utilizzo. In genere, si cerca di renderli autonomi, anche vista la loro predisposizione alle nuove tecnologie. Ma non è sempre possibile e pensabile lasciare i ragazzini soli, per quanto possano essere educati. Anche se io dico sempre che questa è una malattia ‘invisibile’ perché chi ci guarda non si accorge di nulla, in realtà comporta un grande impegno quotidiano da parte del malato, della famiglia, dei medici. 

MONICA PRIORE 1

Quale è il problema maggiore che i piccoli diabetici e le loro famiglie devono affrontare?

In Italia, purtroppo, ci sono ancora genitori costretti a rinunciare al lavoro per seguire i loro figli a scuola. Questo perché ci sono ancora molti dirigenti scolastici che non vogliono prendersi la responsabilità della presa in carico dei bambini con questo problema. In questo settore, è stato fatto un lavoro enorme dalle associazioni nazionali, esiste un protocollo per l’inserimento scolastico che comporta una serie di attenzioni, però quando si parla di ‘somministrazione del farmaco’ i docenti alzano le mani e spesso i genitori, almeno finché i bambini non sono autonomi, devono necessariamente intervenire sia per la somministrazione dell’insulina, senza la quale non è pensabile la vita di questi bambini, sia per fronteggiare situazioni di rischio che potrebbero verificarsi e che oggi, trovano, appunto, impreparata l’istituzione scolastica. Questa è la prima opera di sensibilizzazione che si deve fare, dalla scuola al lavoro, passando per l’agonismo, che è la mia specificità, e dove sono già state portate avanti delle importanti battaglie negli ultimi anni. 

La sfida più grande che ha dovuto affrontare?

La sfida contro l’ignoranza, perché, nonostante se ne parli tanto di più rispetto al passato, il diabete resta un problema attorno a cui ci sono ancora molti tabù, perciò sono così importanti la sensibilizzazione e l’informazione. Più se ne sa, più sarà possibile intervenire nella giusta maniera. In ambito sportivo, io sto portando avanti questa battaglia. Di recente, la Federazione Italiana Nuoto ha accettato, su mia proposta, che venga introdotta come materia dei corsi di formazione per direttori tecnici ed istruttori di nuoto, il diabete di tipo 1, questo per permettere loro, avendo delle nozioni base, di riuscire, laddove ce ne fosse bisogno, a fronteggiare determinate situazioni, e non mandare indietro i genitori di diabetici perché non si sa come rispondere alle loro esigenze. Io lo sto facendo per il nuoto, altri atleti nel loro sport. Oggi la situazione per fortuna sta molto migliorando, c’è una maggiore apertura mentale. 

MONICA PRIORE 2

Come mai sarà a Napoli?

Napoli mi ha visto nel 2010 alla prova con un’altra traversata: ho coperto a nuoto i 21 km che separano Capri da Meta di Sorrento. Sono contenta di tornarci e lo faccio, ancora una volta, all’interno questa opera di sensibilizzazione che mi vede impegnata. Venerdì 24 gennaio, alle 15, sarò all’inaugurazione della nuova sala d’attesa del Reparto di Diabetologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” di Napoli. Come testimonial dell’iniziativa, porterò in dono ai piccoli ospiti dell’ospedale copie della mia favola “Il Grande Salto - Storia di un delfino che ha spiccato il volo” scritta nel 2019, il cui protagonista, un delfino cui manca una pinna, riuscirà dopo varie difficoltà a spiccare il suo salto, questo per trasmettere ai bambini un po’ di positività, perché anche con una malattia in alcuni casi invalidante come questa si può avere una vita attiva e felice.

Maggiori informazioni qui: http://monicapriore.it/

Maria Nocerino

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