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Mercoledì 29 Gennaio 2020




Bambini prematuri: ecco come li accoglie Napoli

baby 20339 960 720I parti prematuri sono ancora molto frequenti e restano, per certi versi, inspiegabili e imprevedibili, ma a Napoli esistono centri di eccellenza e strutture preparate a risolvere situazioni di emergenza. Ne parliamo con Mauro Carpentieri, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli”, che offre un percorso assistenziale completo, partendo dalla gravidanza (anche a rischio) fino alla nascita e al materno infantile. In questa struttura - che nasce dalle ceneri del più antico punto nascita della città, l’ospedale dell’Annunziata - sono nati nello scorso anno circa 1000 bambini (complessivamente, tra prematuri e nati con parto termine ordinario) e si riscontra la più bassa incidenza di tagli cesarei tra le prime gravide della regione Campania.

Quanti bambini prematuri avete fatto nascere?

Sono nati quasi 1000 bimbi nello scorso anno in questo ospedale, circa il 20% di questi con parti pre termine. Più in generale, la stima è di circa 200 bambini all’anno che seguiamo, sia che nascano da noi sia che i parti non siano avvenuti nella nostra struttura, infatti, la rete della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) ha carattere regionale e, anche se un bimbo nasce in clinica privata può trovare un posto libero qui. Viceversa, può capitare che siano nati qui ma vengano accolti in un’altra struttura. Gli ospedali attrezzati con una TIN a Napoli sono il Policlinico Federico II, Villa Betania, che hanno anche il reparto maternità e, in misura ridotta, il Cardarelli. 

Su questi bimbi quanti poi riescono a sopravvivere e con quali problematiche?

La nostra TIN segue 200 bambini all’anno; circa il 20 percento di questi ha un peso inferiore a un chilo e mezzo. Dei prematuri ci sono quelli più o meno a rischio, il bambino più piccolo che abbiamo accolto nel 2019 pesava 550g, questo bambino è sopravvissuto. Diciamo che la percentuale di sopravvivenza si attesta sul 90/93 percento, in linea con i dati della recente letteratura scientifica. Di questo 90/93 percento, un 20 percento ha esiti più o meno gravi nella vita, del 70 percento di bambini senza gravi ripercussioni, possiamo notare cronicità come problematiche neurologhi e respiratorie, mentre una quota minima ha compromissioni più gravi.

Quali sono le cause principali dei parti prematuri?

La letteratura scientifica sbatte contro da una vita a questo quesito e non si sono ancora purtroppo risposte definitive: i motivi possono essere infezioni materne, sofferenze fetali, anomalie cardiache, ma una grossa quota di parti pre termine che non ha una motivazione precisa.

Come è organizzato il percorso nascita in questi casi?

C’è una buona offerta di percorsi nascita in molte strutture pubbliche, non sono la nostra, ma solo una minima quota di popolazione ne usufruisce perché non è a conoscenza spesso di questa opportunità o semplicemente è poco attenta. Non sempre le gravidanze vengono seguite come dovrebbero per una scarsa attenzione della gestante, che magari non conosce molti servizi, dal consultorio ai servizi territoriali, peraltro gratuiti cui potrebbe accedere, ma, in realtà, la situazione negli ultimi anni è molto migliorata, sia quantitativamente sia qualitativamente.

Quale è il peso emotivo per le mamme quando si trovano ad affrontare questa situazione?

Il parto pre termine è una esperienza emotivamente molto pesante per i genitori, in particolare, le mamme, che lo affrontano, ma ci si può affidare alle strutture pubbliche anche per avere supporto psicologico. Questo è un altro aspetto che si conosce poco o, quando viene proposto, non incontra la disponibilità, l’abitudine o l’attitudine dei genitori, che, invece, avrebbero la possibilità di richiedere l’aiuto di operatori specializzati a gestire questo tipo di situazione, in maniera peraltro gratuita. 

Il 6 gennaio per i piccoli ricoverati dell’AOU Vanvitelli è arrivata la “Befana del prematuro”. Quale è il significato di iniziative del genere?

Queste iniziative servono a far conoscere agli utenti i servizi territoriali e a far capire che qui si possono gestire gravidanze e parti a rischio: a Napoli siamo in grado di risolvere queste emergenze. In particolare, l’AUO Vanvitelli è un punto di riferimento in tal senso, essendo una struttura nuova ma costituita sulle ceneri dell’Annunziata, l’ospedale con la più antica tradizione di neonatologia, quasi 60 anni di storia di assistenza al neonato critico.

Maria Nocerino

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