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Domenica 27 Settenbre 2020




L’anno che verrà

Copetina anno che verraIl 2019 è stato un anno molto pesante, a livello locale, a livello nazionale, a livello mondiale. Si sono alzati muri, c’è stato un incremento della povertà e un restringimento delle politiche inclusive, oltre 1000 persone sono morte in mare. Nei periodi più difficili chi già è più fragile o è messo ai margini della società perché non si adegua alle politiche dominanti risulta maggiormente schiacciato. Per questo abbiamo chiesto di fare il punto della situazione sulle grandi aree sociali ad esperti e testimonial partenopei di: DISABILITA’ (Luca Trapanese); MIGRAZIONI (Glauco Iermano); DONNE (Lella Palladino); POVERTA’ (Benedetta Ferone); PENSIONATI (Antonio Nocella); DIPENDENZE (Peppe Pennacchio); LGBT (Antonello Sannino); MINORI (Claudio Nardi); SALUTE MENTALE (Virginia Capuano); CARCERE (Luigi Romano).

Il servizio è di: Alessandra del Giudice, Maria Nocerino, Chiara Reale, Giovanni Salzano.

LUca Trapanese

Disabilità: Luca Trapanese, presidente dell’associazione “A ruota libera”, papà adottivo di Alba, bimba con la sindrome di down, coautore con Luca Mercadante di “Nata per te. Storia di Alba raccontata fra noi”.

Il Bilancio del 2019

Il tema dell’ultimo anno o meglio degli ultimi anni è l’assenza dello Stato sul tema della disabilità: non c’è nessuna progettazione e programmazione istituzionale e il terzo settore sopperisce ormai automaticamente, ma con enormi difficoltà, ad una serie di mancanze e rappresenta la rete fondamentale per aiutare le persone in difficoltà. Ad esempio a casa di Matteo dove abbiamo 6 bambini con disabilità gravissime ci barcameniamo grazie a finanziamenti privati e donazioni perché i comuni, cui spetta la retta dei piccoli ospiti, non pagano o pagano con estremo ritardo.

Allora quando sappiamo di genitori che lasciano i figli con gravi disabilità in ospedale invece di giudicarli, interroghiamoci sul perché hanno compiuto quel gesto. Io ho scelto di avere una figlia disabile, ma se ti capita un figlio disabile la società ti porta a pensare che hai generato qualcosa di difettato perché nessuno ti sostiene in una vita che fin dall’inizio è solo in salita: dal riconoscimento del proprio stato fino alle preoccupazioni del dopo di noi.

Un disabile adulto ha diritto ad una pensione di massimo 800, 900 euro al mese, questo significa che quando io morirò mia figlia Alba non potrà vivere, a meno che non sia io a provvedere alla sua vita futura. Chi non ha possibilità economiche con quale sicurezza lascia un figlio da solo? Non esistono strutture di accoglienza, né ci sono possibilità di inserimento lavorativo, le uniche cose che esistono sono realizzate da associazioni composte dai genitori.

L’auspicio per il 2020

La priorità è rivedere le forme di sostegno alle persone con bambini con disabilità e l’iter di riconoscimento della disabilità che dura oltre due anni.  Un bambino che nasce con una disabilità conclamata dovrebbe veder riconosciuta l’invalidità automaticamente e non essere sottoposto all’esame di una commissione. Questa strada è molto frustrante e psicologicamente distruttiva per la famiglia tanto che molti rinunciano al loro diritto al reddito mensile. Un’altra speranza per l’anno nuovo è che si investa nell’educazione a partire dalla scuola. Posso crescere ed educare mia figlia Alba alla vita nel miglior modo possibile, ma se la società continuerà a vederla come una bambina con un problema e non come una risorsa non avrà l’opportunità di esprimersi e sentirsi una persona.

Alessandra del Giudice

Lella Palladino

Donne: Lella Palladino, prima socia fondatrice della cooperativa sociale EVA (gruppo Gesco) e, fino a poco fa, presidente nazionale della D.i.Re Donne in Rete contro la violenza.

Il bilancio del 2019

Il 2019 sicuramente è stato un anno orribile sotto vari punti di vista, soprattutto nella prima parte, in cui siamo state molto concentrare ad ostacolare la deriva culturale in corso, dal Ddl Pillon in poi. Da agosto, poi, abbiamo vissuto un disorientamento e ci siamo dovute riorganizzare. Segnali positivi ce ne sono stati come alcune norme, penso al Codice Rosso, su cui pure però abbiamo espresso delle criticità. Ma il 2019 ha dimostrato soprattutto la grande capacità delle donne di lavorare insieme: forse proprio per far fronte a queste emergenze, il movimento delle donne ha trovato un modo nuovo e più forte di stare insieme e fare rete. Infine, un pensiero per Anna Baldry, una figura molto importante per il femminismo, mancata proprio quest’anno, una donna che ci mancherà moltissimo.

L’auspicio per il 2020

Mi auguro che il 2020 porti alle donne la possibilità di essere più credute, vedere la loro parola accreditata presso le aule di tribunale, lì dove denunciando i mariti violenti rischiano di perdere anche i figli. Questo è il grande cambiamento profondo che deve avvenire nel nostro Paese. Poi la speranza è sempre quella di una sempre maggiore libertà e autodeterminazione delle donne, ma stiamo andando nella direzione giusta.

Maria Nocerino

Glauco iermano

Migrazioni: Glauco Iermano, responsabile dell’area minori migranti non accompagnati della Coop. Dedalus.

Il bilancio del 2019

Il 2019 è stato l’annus terribilis delle politiche sull’immigrazione: basta pensare a tutte le morti in mare, alla narrazione emergenziale che ha inciso negativamente sulle politiche di inserimento di migranti e rifugiati e sulla percezione discriminatoria comune. La cosa positiva è che alla fine abbiamo defenestrato il ministro degli interni “dell’insicurezza” che stava compiendo incredibili danni sul fronte delle migrazioni, sia in termini normativi sia in termini di narrazione dei fenomeni e quindi di diseducazione. La cosa positiva è che gli anticorpi democratici si stanno muovendo, penso alle sardine e alle altre esperienze, nonché dell’appoggio di grandi enti come le fondazioni bancarie o le realtà cattoliche che sostengono i progetti di integrazione, che testimoniano che questo Paese non è così razzista come sembrava negli ultimi anni.

Gli auspici per il 2020

L’anno si è chiuso e lo Ius soli non è stato approvato, lo stanno rimettendo all’ordine del giorno nel 2020 e speriamo che questo sia l’anno decisivo. Finalmente i percorsi dei neo maggiorenni stanno entrando nell’agenda politica locale e nazionale. Quindi l’auspicio per il 2020 è che vengano implementati i fondi e le azioni di inclusione di tutti i migranti e in particolare dei giovani, perché investire su di loro è la chiave per pensare al futuro.

AdG 

foto Sannino

LGBT: Antonello Sannino – Segretario Arcigay Napoli

Il bilancio del 2019

Il Bilancio dell’anno che si appresta a terminare è assolutamente positivo. Tante le iniziative portate a termine, fra cui  la più importante credo sia stata il Sorrento Pride perché portare le istanze della comunità LGBT nei piccoli centri è sempre una grande rivoluzione. Un enorme passo avanti è stato fatto anche sul piano della sensibilizzazione al tema delle malattie a trasmissione sessuale. Si pensi alla costituzione della Consulta Regionale AIDS Campania e al protocollo l’intesa fra Arcigay e ospedale Cotugno su HIV e Ist, che ha una rilevanza direi storica. Di tutto questo siamo ovviamente fieri e felici.

Un auspicio per il 2020.

Sono ancora tante le cose da fare. Spero che si sblocchi finalmente la situazione circa la Legge Nazionale e la Legge Regionale contro l’Omotransfobia, che attendiamo da anni. Come speriamo che il 2020 ci porti la Casa di Accoglienza LGBT per le vittime di discriminazione e marginalità sociale. Sono progetti che non necessitano di fondi ingenti, per cui credo ci sia ancora una reticenza da parte dei vertici politici circa la questione dei diritti LGBT. Se la volontà politica c’è la cosa si fa. A mio avviso ciò non dipende da una chiusura ai problemi della comunità ma da una loro sottovalutazione.  Un altro punto cardine su cui lavoreremo sodo nel 2020 sarà la questione transessualità e lavoro, problema molto napoletano perché qui la figura del transessuale è purtroppo ancora legata socialmente allo stereotipo del “femminiello” che ha solo due possibilità: l’ambiente domestico o la prostituzione. Non viene contemplato un altro sbocco lavorativo.  A tale proposito proprio nell’anno che verrà attiveremo un progetto importante sull’inclusione lavorativa delle persone LGBT a cui hanno già aderito diverse Città Metropolitane.

Chiara Reale

Virginia Capuano

Salute Mentale: Virginia Capuano, psicologa, responsabile del colorato negozietto Che Follia, gestito dalla cooperativa sociale Era (gruppo Gesco) nel cuore del centro storico di Napoli che vende prodotti realizzati nei centri diurni e dove lavorano anche sofferenti psichici.

Il bilancio del 2019

A differenza di chi lavora nei servizi e restituisce l’idea dell’impatto negativo dei tagli al budget della salute mentale, io riporto l’esperienza del social bazar che gestisco e che rappresenta una sorta di caleidoscopio. Da un lato, sono stati fatti passi avanti, si cominciano a far emergere le persone e i prodotti che le persone realizzano. Nello specifico, aumentano i laboratori e le attività produttive, ciò sta a significare che ci sono alcune realtà che reagiscono in altro modo alle avversità del momento. Penso, ad esempio, alla cooperativa Stalker, una coop di tipo b di Salerno che si occupa di reinserimento socio-professionale attraverso la lavorazione e la distribuzione dei prodotti tipici del territorio, un esempio di come ci si possa reinventare e poi professionalizzare. Dall’altro lato, però, non è abbastanza quello che si fa: Che Follia va avanti ma non abbiamo finanziamenti, andiamo alla velocità che ci consentono i nostri motori, ma potremmo fare ben altro…

Un augurio per il 2020

Che si dia più fiducia ad esperienze come quella del social bazar Che Follia e alle persone che sono coinvolte, che ci sia un maggiore investimento da parte del pubblico e si possa procedere nella direzione di una maggiore imprenditorialità di realtà come la nostra. Occorre un maggiore impegno da parte della Asl per portare avanti una progettualità che sia realmente condivisa e che ha dimostrato, seppure a piccoli passi, di funzionare. Basti pensare all’esperienza di Antonio, un esempio di successo di percorsi come il nostro: oggi questo ragazzo, che veniva da un centro diurno e ha fatto con noi una esperienza, è impiegato in un incubatore di impresa, il lavoro che ha sempre sognato di fare. Forse, senza essere prima passato per Che Follia, non ci sarebbe mai arrivato.

Maria Nocerino 

Claudio Nardi

Minori: Claudio Nardi – presidente Fondazione Rione Sanità, lavora con bambini e adolescenti a rischio.

Il bilancio del 2019

L’unica arma che abbiamo per intervenire efficacemente nei quartieri a rischio è la cultura. In questo 2019 appena trascorso lo abbiamo fatto espandendo il concetto di “cultura” quanto più potevamo: nella formazione, nella ricerca, nello studio. Quando lavori con bambini e ragazzi dai piccolissimi fino ai 16-18 anni, i risultati non tardano ad arrivare e il bilancio di fine anno è assolutamente positivo. Tuttavia è importante mantenere sempre una visione ampia del problema: rispondiamo alle esigenze dei minori, cercando di intervenire nella costruzione di un futuro che troppo facilmente li spinge ai margini, sottraendoli a questo “destino”, ma al tempo stesso stiamo operando per la costruzione di una società diversa.

Un augurio per il 2020

Le recenti dimissioni dell’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti danno un quadro completo su quello che è il vero problema. Mancano i fondi. Da una parte si parla di quanto la cultura sia un punto cardine per la riqualificazione e per la lotta all’illegalità mentre dall’altra, si tagliano i sostentamenti statali. L’unico augurio che posso fare a chi come me è attivo nell’ambito del sociale, e io lo faccio da cittadino volontario, è di avere un supporto economico concreto per esser messo nelle condizioni di lavorare. Senza dimenticare che questi soldi non sono beneficenza, ma un investimento: quanto costa allo Stato la delinquenza? Quanto si può risparmiare in futuro investendo oggi nelle nuove generazioni affinché non prendano strade sbagliate? I nostri politici dovrebbero riflettere su questo.

Chiara Reale

Benedetta Ferone

Poveri: Benedetta Ferone, responsabile dell’area senza dimora della Comunità di Sant’Egidio.

Il bilancio del 2019

La mia principale preoccupazione in questo momento è quella di riuscire a trovare accoglienza per i senza dimora della città. Ancora oggi, abbiamo il caso di una donna gravida che partorirà per strada proprio in queste ore, dato che non sa dove andare. Chi vive per strada ha bisogno di essere accolto, è questa la vera grande domanda in questo momento; basti pensare che l’unica possibile sistemazione al momento è la Casa di Tonia. L’anno 2019 non ha fatto molta differenza, in questo senso.

Un augurio per il 2020

L’augurio è quello di trovare delle risposte insieme, mettendo a rete risorse ed esperienze. La grande emergenza cui far fronte è quella dell’accoglienza. Noi facciamo quello che possiamo, ma bisogna fare di più soprattutto in piena emergenza freddo, con queste temperature, perché non si può pensare ancora oggi di non riuscire ad evitare morti che potrebbero essere evitate.

Maria Nocerino 

antonio niocella

PENSIONATI: Antonio Nocella della CNA pensionati (confederazione nazionale artigiani)

Il Bilancio del 2019

Il 2019 per gli amici pensionati è stato un anno statico. Le pensioni, sia contributive che sociali, non hanno subito variazioni né in termini di aumento, né in diminuzione.

L’Auspicio per il 2020

Per il 2020 mi auguro che vengano finalmente approvati i livelli essenziali di assistenza (LEA), si tratta di prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione irrisoria. La spesa sanitaria è una voce importante nella vita economica di un pensionato perciò mi auguro che il prossimo anno possano essere approvare una serie di iniziative in questo senso a tutela degli anziani. Mi auguro inoltre che i pensionati possano ottenere anche una serie di benefici per godere del patrimonio culturale del territorio, per esempio la possibilità, che tra l’altro avevano i pensionati di qualche tempo fa, per gli over 65 di poter ricevere l’abbonamento gratuito ai mezzi di trasporto.

Giovanni Salzano 

Peppe Pennacchio

Dipendenze: Peppe Pennacchio, responsabile del coordinamento dei progetti delle Imprese Sociali Gesco, tra cui quelli per le tossicodipendenze.

Il bilancio del 2019

L’anno si chiude con una buona notizia: la cassazione si è espressa sul fatto che non è penale coltivare cannabis per uso personale: è un buon risultato in un paese che d’altra parte sta guardando all’indietro e che prova a dividere e a stigmatizzare il diverso. Nel 2019 si è evidenziato ulteriormente il tramonto dei servizi classici, come i Serd, ormai, cattedrali nel deserto. Il proibizionismo non ha più senso di esistere. Il mondo è cambiato, il consumo è più veloce e differenziato, sono necessari servizi di prossimità che incontrino le persone nei luoghi dell’uso e mettano in campo azioni di riduzione del danno e dei rischi.

L’auspicio per il 2020

L’augurio è che ci sia sempre più un uso consapevole e regolato delle sostanze e che si abbatta la reticenza a parlarne. Pertanto andrebbero ulteriormente implementate le politiche di riduzione del danno e l’informazione sull’uso e sulle proprietà delle sostanze; andrebbero innovati e finanziati maggiormente i servizi di prossimità.

Guarda anche: http://www.napolicittasolidale.it/portal/reportage/168-modelli-di-consumo-e-servizi-integrati-per-le-dipendenze.html

AdG 

LUigi Romano Antigone

Il Carcere: ne parla l’avvocato Luigi Romano, presidente dell’associazione Antigone Campania.

Il bilancio del 2019

Una domanda di riserva? Il bilancio è nero da una parte perché il sovraffollamento è cresciuto a tassi altissimi. Poggioreale è in una condizione che rasenta l’emergenza vera e propria: siamo alle stesse cifre drammatiche che hanno portato alla sentenza Torreggiani e alla condanna dell’Italia da parte dell’Europa. L’altra questione drammatica che riguarda tutte le carceri è quella sanitaria. La Sanità campana è a pezzi e ancor di più quella che riguarda le carceri che è collegata ai presidi sanitari territoriali. Questo determina la violazione del diritto del detenuto a curarsi. Ad esempio una persona libera se ha bisogno di una visita oncologica e nella sanità pubblica c’è una lista d’attesa di 6 mesi può rivolgersi ad una struttura privata, chi è recluso non può farlo. Il braccio della psichiatria è ancora di più disastrato: ci sono pochissime ore di presenza degli psichiatri in carcere e poche attività riabilitative psicoterapeutiche.

Gli auspici per il 2020

Da un punto di vista legislativo si deve investire sulle misure alternative e sulla depenalizzazione delle droghe leggere. In questo senso bisogna sperare che il legislatore raccolga la radio della sentenza di cassazione sulle droghe leggere, questo defaticherebbe tantissimo i tribunali, alleggerirebbe il sovraffollamento e potrebbe portare un maggiore equilibrio nelle fattispecie. È assurdo infatti che ci siano pene altissime per reati che hanno un’offensività bassa. Un problema enorme è che solo il 3% del bilancio del DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria) è destinato a percorsi definiti trattamentali, di risocializzazione, il resto è usato per la reclusione. Emblematico è il caso del carcere di Ariano Irpino che sul campo di pallone ha costruito un’ulteriore sezione del carcere. Quando si parla di costruire nuove carceri si deve pensare anche all’impatto della struttura sul territorio, a verificare che ci siano trasporti efficienti, presidi medici e servizi di supporto. Tutto ciò non avviene e mentre le vecchie carceri cadono a pezzi se ne costruiscono altre in luoghi isolati. Se al sovraffollamento si risponde ancora con l’apertura di nuove carceri senza chiudere le vecchie stiamo sbagliando orizzonte.

AdG

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