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Lunedì 18 Novembre 2019




Casa Glo: Un servizio non un progetto

copertina la glorietteLa Gloriette, il bene confiscato alla camorra affacciato sullo strabiliante panorama partenopeo è stato riaffidato all’Orsa Maggiore, la cooperativa sociale che da 7 anni lo ha già reso punto di riferimento quotidiano per una cinquantina di ragazzi con disabilità intellettiva lieve o media.

“Non abbiamo mai interrotto le attività dedicate ai nostri ragazzi che già vivono fragilità, situazioni multiproblematiche e precarietà. Per questo ci tengo a sottolineare che il nostro è un servizio e non un progetto” è la prima cosa che ci dice Angelica Viola, presidente dell’Orsa Maggiore che nel bene confiscato alla camorra da cinque anni gestisce un servizio di socializzazione, integrazione e inclusione sociale, attraverso un modello organizzativo basato sui valori dell'accoglienza e della solidarietà, aperta a giovani vulnerabili dai 16 anni in su con problemi di autonomia, che necessitano di migliorare le capacità di relazione, di integrazione, di comunicazione.

La cooperativa sociale costituita nel 1995, nel 2010 aveva ricevuto l’affidamento per soli sette anni di una porzione della Glioriette a via Petrarca 50, ma era venuta in possesso concretamente della casa solo due anni dopo, dal momento che, essendo il bene integralmente abusivo, si rese necessario un procedimento amministrativo comunale che durò più di 24 mesi. È uno dei paradossi della legge sui beni confiscati che una realtà sociale, che con enorme passione e sacrificio ristruttura un bene confiscato alla camorra avviando un progetto sociale per la riconversione del luogo di morte in luogo di vita, scaduto l’affido temporaneo, debba correre il rischio di non vederselo riaffidare perché tale proroga non avviene di default. A ridosso della scadenza del 2019 il Comune di Napoli ha fatto il bando ad evidenza pubblica e l’Orsa Maggiore ha presentato un nuovo progetto sostenuto da oltre 3000 persone con l’hastag #insiemeperunsogno. L’Orsa Maggiore, i ragazzi, le loro famiglie e tutta la collettività hanno festeggiato il riaffido alla cooperativa per 10 anni, rinnovabili altri 10 avvenuto lo scorso 17 ottobre. 

La Gloriette 3

“Il nuovo servizio che abbiamo presentato: Casa Glo – spiega Viola- si è arricchito dell’esperienza fatta negli scorsi anni. Oltre a rafforzare e potenziare le autonomie e il protagonismo delle persone partendo dalle loro abilità e propensioni individuali e non nell’ottica della disabilità, vogliamo promuovere l’inclusione lavorativa”. A questo scopo saranno riutilizzate d’ora in poi anche altre parti della villa confiscata: un’area scoperta di 1000 metri quadri dove si potrà realizzare la coltivazione di prodotti a km zero e i garage dove saranno impiantati i laboratori finalizzati all’inserimento lavorativo.

Casa Glo è la casa dei ragazzi che la abitano ogni giorno dalle 8 alle 17 compiendo attività finalizzate al potenziamento dell’autonomia che stimolano le aree: cognitiva, espressiva, della manualità, dal grande cerchio di benvenuto, alla merenda e al pranzo condiviso, ai laboratori di cucina, giardinaggio, d’arte fino alla cura della casa sociale. I giovani che arrivano da tutta l’area metropolitana ogni giorno hanno una provenienza sociale e culturale e delle fragilità trasversale.

“I giovani ospiti arrivano attraverso le scuole, l’invio dei servizi sociali e della Asl, le parrocchie e il tam tam- chiarisce Gianluca Bove coordinatore del servizio -. il primo passo è l’incontro con il giovane e la famiglia, realizzato per chiarire quali sono le sue potenzialità e su cosa lavoreremo e per costruire insieme un’alleanza. Poi la persona frequenta la casa per 2 settimane tutti i giorni e valuta se si sente a suo agio. Gran parte del successo del lavoro è raggiunto grazie alla relazione con gli operatori e gli altri ragazzi”.

Il servizio offerto da Casa Glo impiega 10 persone tra sociologi, educatori, nonché cuochi e giardinieri. Il progetto sociale ha un costo, anche in considerazione della manutenzione della villa e dei beni di prima necessità, di circa 175 mila euro l’anno, eppure, a parte un finanziamento del 2010 di Fondazione con il Sud per la ristrutturazione e la Start Up, l’Orsa Maggiore non usufruisce di fondi pubblici. È l’intera comunità stretta intorno a questo sogno a premettere la sua continuità: dagli operatori che con grande fatica ed entusiasmo lo portano avanti, alle famiglie, alla parrocchia, a tutti coloro donano il 5x1000, ad alcune fondazioni private fino agli stessi giovani frequentatori della Gloriette protagonisti di eventi di solidarietà, ai volontari, a persone che stanno seguendo un programma di messa alla prova, fino agli studenti in alternanza scuola lavoro - circa 20 al giorno- interessati a mettersi in gioco nel lavoro di prossimità con i coetanei più vulnerabili e nel riutilizzo sociale dei beni confiscati. “Ciò di cui ci rendiamo conto e di cui ci sentiamo responsabili- conclude la presidente dell’Orsa Maggiore- è che questo bene confiscato meraviglioso ha valore se tutta la comunità supporta le attività che sono realizzate qui dentro”.

Info: www.gloriette.it, https://www.facebook.com/glo.centro.polivalente/

Alessandra del Giudice

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