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Lunedì 18 Novembre 2019




Disturbi dell’apprendimento, istruzioni per l’uso. A Napoli tante iniziative gratuite per aiutare i ragazzi con dsa

Studente Dislessia Quando si parla di disturbi specifici dell’apprendimento (dsa) è difficile tirare fuori numeri ufficiali, l’indicazione è di un 3 per cento circa di incidenza. Questo significa - facendo un calcolo non proprio statistico - che con circa 680 scuole e poco meno di 500mila alunni, Napoli e provincia contano approssimativamente 12mila studenti con disturbi specifici dell’apprendimento. E allora partiamo da qui, pazienza che sia un dato quasi certamente sottostimato, per raccontarvi un universo fatto di tante difficoltà ma anche di iniziative, progetti e opportunità.

Se qualcuno si stesse chiedendo cosa siano i dsa, beh, basti pensare che spesso se ne sente parlare in una delle tante declinazione possibili: dislessia (difficoltà nella lettura), disgrafia e disortografia (difficoltà di scrittura) o anche discalculia (difficoltà di calcolo). Una premessa: i dsa non sono malattie e non sarebbero neanche così traumatici per tanti adolescenti se non fosse per la disinformazione e per i pregiudizi che ancora oggi circondano questo mondo.

Trattandosi di problemi di apprendimento, uno degli scogli più duri da superare è spesso quello della scuola. Già, non sempre gli insegnanti mostrano la sensibilità adatta o la necessaria formazione. Se in molte scuole partenopee questa sensibilità si sta lentamente formando, in altre (decisamente troppe) si guarda ancora allo studente con dsa come ad una persona svogliata, se non peggio.

Una donna che ha contribuito a valorizzare il ruolo delle scuole e che ha di fatto avviato a Napoli una piccola (in realtà grande) rivoluzione è Giovanna Gaeta de Carlo, fondatrice della sezione partenopea dell’Associazione italiana dislessia (Aid).

Gaeta ha portato in 60 scuole di Napoli e provincia sportelli gratuiti dedicati a genitori e insegnanti. «Tante richieste, ma risorse limitate - spiega - mi hanno portata a fare una scelta: avere uno sportello in ciascun quartiere. Oggi posso dire con soddisfazione che, anche grazie alla grande collaborazione delle scuole, stiamo facendo un lavoro straordinario e appagante». L’idea è stata quella di mettere in ciascuno sportello un genitore e un tecnico (logopedista, psicologo, neuropsichiatra infantile, tutor dell’apprendimento), così che sia un genitore formato ad hoc ad aiutare i genitori e un esperto a rispondere alle esigenze degli insegnanti. Nell’uno e nell’altro caso, questi sportelli si sono rivelati preziosissimi.

Molti genitori, comprensibilmente, sono infatti disorientati e non sanno che su questo tema esiste, ad esempio, una legge ben precisa. La legge 170/2010 non solo riconosce e descrive i disturbi dell’apprendimento, ma sottolinea anche la necessità di diagnosi rapide e affidabili e percorsi di abilitazione efficaci, descrive le norme e i criteri precisi per identificare precocemente i dsa e dare supporto nella scuola e all’università.

Va detto con orgoglio che grazie all’Aid uno sportello sui dsa è attivo anche all’Università Partenope di via Acton e (su richiesta) nel carcere minorile di Nisida. E sono veramente tante le iniziative gratuite che Aid Napoli realizza sul territorio. Per citarne solo alcune: “DIS-cutiamone”, un progetto che mira all’inclusione e all’integrazione attraverso il dibattito aperto sulla dislessia nelle classi; il tutto con video e specialisti pronti a dare spiegazioni e rispondere a domande. Si punta sulla condivisione di esperienze personali con il progetto “DIS-cutiamone tra noi”, che porta i giovani dislessici della sezione di Napoli a parlare con gli studenti delle scuole medie e superiori, DSA e non. Chiacchierate tra ragazzi, verrebbe da dire, con l’auspicio che possano essere di supporto a chi si trova ad affrontare una situazione simile. In realtà questi incontri si sono rivelati molto importanti anche per quanti non sono direttamente coinvolti da dsa, ma che possono comprendere fino in fondo la loro caratteristica, così da essere loro stessi d’aiuto a compagni e amici.

Sono progetti da citare anche “It’s a kind of magic to do the impossible”, che serve a condividere metodologie e strategie di insegnamento delle lingue straniere per alunni con dsa; “Mappa-mondo, alla scoperta degli strumenti compensativi”, per l’uso di software gratuiti mirati ad uno studio efficace e inclusivo, valido antidoto all’abbandono scolastico. E ancora, dedicati agli insegnanti, “Questo bambino è pronto per affrontare la prima elementare?”, un percorso di valutazione dei processi maturativi di base propedeutici all’acquisizione degli apprendimenti scolastici, e “DIS-cipuli novi”, finalizzato a fornire strategie, metodologie e strumenti didattici inclusivi da utilizzare nello studio del latino e del greco. Insomma, veramente un mondo di iniziative, tutte rigorosamente gratuite e che si possono trovare tra l’altro sul portale web e sulla pagina Facebook Aid Napoli.

Raffaele Nespoli

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