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Sabato 19 Ottobre 2019




Giornata Mondiale della Salute Mentale 2019: la depressione, il disturbo più frequente

girlNel nostro Paese, il disturbo mentale più diffuso è la depressione e a soffrirne sono soprattutto le donne: basti pensare che, stando agli ultimi dati Istat, il tasso degli utenti di sesso femminile in cura ai servizi psichiatrici è quasi il doppio rispetto a quello di sesso maschile (29,2 per 10.000 abitanti nei maschi e 48,3 per 10.000 abitanti nelle femmine).

Dati che fanno riflettere e discutere nella Giornata Mondiale della Salute Mentale - sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) - che cade oggi, 10 ottobre, nata per sensibilizzare la popolazione ai temi della salute mentale attraverso convegni, campagne e iniziative organizzate dalle principali organizzazioni attive in questo settore. Il tema scelto nel 2019 è molto delicato e complesso: si tratta della prevenzione dei suicidi. 

I disturbi mentali più frequenti: depressione e schizofrenia 

La depressione è il disturbo mentale più diffuso: si stima che a soffrirne in Italia siano oltre 2,8 milioni di persone, una quota in costante aumento negli ultimi anni (fonte Istat). Ci sono importanti differenze legate al genere: l’ultimo rapporto diffuso dal Ministero della Salute (giugno 2019) ci dice che i tassi relativi ai disturbi schizofrenici, ai disturbi di personalità, ai disturbi da abuso di sostanze e al ritardo mentale sono maggiori nel sesso maschile rispetto a quello femminile, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e, in particolare, per la depressione, che oltre a colpire soprattutto le donne, è diffusa anche tra gli anziani.

A fare la differenza è anche la condizione lavorativa: inattivi e disoccupati tra i 35-64 anni riferiscono più spesso disturbi di depressione o ansia cronica grave (10,8% e 8,9%) rispetto ai coetanei occupati (3,5%), secondo una indagine Istat. I disturbi ansioso-depressivi si associano, più in generale, a condizioni di svantaggio sociale ed economico: rispetto ai coetanei più istruiti, raddoppiano negli adulti con basso livello di istruzione e triplicano (16,6% rispetto a 6,3%) tra gli anziani.

Il tasso di mortalità per suicidio in Italia è pari a 6 per 100mila residenti, più basso della media europea (pari a 11 per 100mila) ma in crescita nella classe di età tra i 20 e i 34 anni (12% dei decessi) e, in generale, più diffuso tra gli uomini.

I servizi psichiatrici territoriali e le risorse che non bastano

Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute (giugno 2019), gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici nel 2017 ammontano a 851.189 unità, di cui il 53,5% donne, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (67,6%). Le prestazioni erogate dai servizi territoriali ammontano a 11.474.311 con una media di 15,3 prestazioni per utente. Complessivamente il 78,1% degli interventi è effettuato in sede, il 7,9% a domicilio e il resto in una sede esterna. Gli operatori prevalenti sono rappresentati da medici (31,6%) ed infermieri (45,1%); il 31,2% degli interventi è rappresentato da attività infermieristica al domicilio e nel territorio, il 24,1% da attività psichiatrica, il 15,6% da attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale, il 6,5% da attività psicologica psicoterapica e il 6,0% da attività di coordinamento; la quota restante riguarda attività rivolta alla famiglia e attività di supporto. Gli accessi nelle strutture semiresidenziali sono pari a 1.582.966 per 27.600 persone (325,9 accessi per 10.000 abitanti).

A fronte di una domanda di assistenza che cresce, le risorse dedicate si riducono sempre di più: i costi per l’assistenza sanitaria territoriale psichiatrica nel 2016 ammontano a 3,6 miliardi di euro, con un’incidenza sulla spesa sanitaria pubblica pari al 3,2%, secondo le stime pubblicate dal Ministero della Salute. La spesa media procapite destinata nel nostro Paese è di 71 euro, ma ci sono forti differenze territoriali: si passa da un minimo di 42 euro in Basilicata a un massimo di 145 euro nella Provincia autonoma di Trento.

La situazione in Campania

M. N.