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Sabato 19 Ottobre 2019




Fame di amicizia

Il pranzo del martedì a Santa Chiara

taverna santa chiaraOgni martedì la Taverna Santa Chiara, con il sostegno dei commercianti e dei cittadini del quartiere, offre un pasto a chi non ha i soldi per pagarlo, a chi non ha con chi condividerlo, a chi ha fatto della strada la sua vita per scelta o per inganno. Soddisfa la fame di amicizia, più che quella di cibo.

Sedersi ad uno dei tavoli della Taverna del martedì è ricevere un dono che va ben oltre il sapore di un pasto buono e caldo, è godere di un’amicizia improvvisata ma semplice e genuina come il pane, è camminare per le strade del mondo attraverso le parole e gli occhi dei commensali. C’è Gianni, 61 anni ex guardia giurata che ora vende in strada il giornale Scarp de Tenis ed è il primo ad arrivare. Ci sono un gruppo di uomini dell’est con i cani che frequentano Santa Fede Liberata e rivelano che temono il freddo che arriverà presto e affronteranno dormendo in strada, ci sono i giovani del quartiere e i bancarellari: Alexander del Venezuela che realizza monili con pietre e cuoio e ha scelto questo mestiere perché gli permette di viaggiare, Paolo Leombruno che aveva una tipografia, fallita come tante con l’avvento del digitale, e ora vende in strada caratteri tipografici come oggetti d’arredo, c’è Ivan del Pakistan che fa bancarella per vivere, da 10 anni a Napoli dice “sono stato al nord, ma a Napoli si sta meglio”.

C’è Anna, 24 anni, che sempre sotto Santa Chiara vende gioielli poveri in cordoncino, cotone e macramè. “Ho fatto la cameriera, la ballerina, la baby sitter, più lavori contemporaneamente- racconta- ma adesso sono felice, scelgo io quando lavorare, incontro altre persone e spesso guadagno più di amiche che lavorano in un posto chiuso e sono infelici. Soffro ad andare a lavorare nello stesso posto e vedere tutti i giorni le stesse persone. Questo lavoro soddisfa tante mie necessità, ed è ottimo anche per viaggiare. Ho trovato, dopo tante crisi interiori, la mia dimensione”.

Guarda il video di Gianni

“All’appuntamento arrivano una cinquantina di persone indigenti, ma anche no, motivate dal desiderio di passare un'ora in compagnia, non solo per la fame. È fame di vicinanza, piuttosto. Invitare persone in un ristorante e donare cibo crea spontaneità e calore, soprattutto perché sono persone che alle mense sociali non vanno per timidezza o prendono il pasto e vanno via restando emarginate”, racconta Nives che gestisce la Taverna insieme a Potito e con lui e gli altri lavoratori del ristorante ha scelto di donare una mezza giornata a settimana agli altri. Nives ci tiene a sottolineare che non vuole fare pubblicità e crede piuttosto nel passaparola perché lo scopo dell’iniziativa è ricostruire quello spirito di comunità intorno al senso dell’incontro. “Questo non è un evento- spiega l’ostessa-, dovrebbe essere piuttosto una buona pratica: se ogni commerciante una volta a settimana facesse qualcosa che va oltre la porta della propria bottega si cererebbe una comunità. Non è tanto donare il cibo, ma creare le condizioni per cui le persone possano sentirsi ospiti paganti senza pagare. Il martedì si crea l’atmosfera di un gruppo di amici che va a mangiare fuori insieme”. Tutti i pasti sono vegetariani e costituiti da un primo caldo, frutta e dolce perché così possono mangiarlo persone con abitudini diverse. Il menu è scritto in più lingue, non c’è alcol e i piatti e i bicchieri sono compostabili.

L’idea è nata dopo che un gruppo di commercianti e residenti di Santa Chiara nella primavera scorsa hanno realizzato una tavolata lunga un km come provocazione per l’amministrazione cittadina. “Ci siamo detti invece di occupare la strada con immondizia e motorini occupiamola con il cibo” dice Nives. “L’iniziativa vuole anche sensibilizzare i commercianti per partecipare alla creazione di una rete virtuosa antiraket”, spiega Vittorio Ciccarelli, della FAI Federazione Antiraket Italiana. 

taverna santa chiara 1

La mensa del martedì è partita il 10 settembre, da un mese esatto, ma sta già riscuotendo un incredibile successo. Varie le realtà coinvolte: Mitico Tipico di Enza, la bottega all'angolo di prodotti tipici; Annamaria della libreria Iocisto, che ogni martedì porta in dono libri gratis apprezzati spesso più del cibo; l'associazione Scarp de’Tenis; Santa Fede Liberata, Rosario Morisieri ha donato pasta, pasticceria Lauri che manda sempre i dolci. Tante persone ogni martedì portano ciò che serve ad offrire un pasto ma anche a creare un’atmosfera allegra come Perzechella e O' Capitano e i Napulitanata Ensamble che sono venuti a suonare. E poi le persone, Caterina, Ariela, Imma & Imma, Raffaela, Monica, Claudia, Annamaria, Marina, Viviana, Elvira, Rossella, Sara, Rosa Paoliello già volontaria della Comunità di Sant’Egidio e del Touring per il progetto “Aperti per voi” che permette di aprire la chiesa di Santi. Lia Cacciottoli che ha portato il pane fatto da lei in casa con farine antiche, lievito madre, noci e finocchietto e che si occupa di politiche di genere e giovanili e dice: “Nel lavoro con le donne e i giovani ci vogliono tanti anni, amo il pane perché si ha un risultato immediato: il sorriso di chi lo assaggia”. Il pranzo ha strappato sorrisi e lacrime anche a Cristine turista norvegese in vacanza a Napoli in economia che ha scelto di sedersi accanto a Gianni e si è commossa ad ascoltare la storia della mensa del martedì. Il suo viaggio in città sarà di certo indimenticabile.

Alessandra del Giudice