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Giovedì 12 Dicembre 2019




Quale presente per i ragazzi stranieri neo maggiorenni soli?

Intervista a Glauco Iermano, coordinatore area minori non accompagnati della Dedalus

Intervista a Glauco IermanoIn attesa del convegno “Gli strumenti giuridici a sostegno dei minori stranieri non accompagnati e dei neo maggiorenni che versano in condizioni di difficoltà”, organizzato a Napoli il 14 ottobre, dalla Cooperativa sociale Dedalus, insieme ad ASGI, Comune di Napoli, Tribunale per i Minori e Procura Minorile di Napoli, Pio Monte della Misericordia, CILD, Antigone, Open Migration e Spazi Circolari, parliamo della questione con Glauco Iermano, coordinatore dell’area minori non accompagnati della Dedalus.

Intervista a Glauco Iermano 1

A ottobre si terrà un convegno sugli stranieri neo maggiorenni, come mai questo focus?

Con la riduzione degli ingressi, arrivano anche meno minorenni, mentre quelli già presenti sul territorio stanno superando la maggiore età. Fino all’anno scorso solo in Campania i minori stranieri soli erano oltre 400, oggi sono neomaggiorenni quindi è questo il nuovo focus. D’altra parte se i minorenni sono più tutelati dagli strumenti giuridici il problema da sempre è stato quello del passaggio dei ragazzi alla maggiore età.

Quali sono le problematiche che devono affrontare i neo maggiorenni?

I minorenni possono avere diritto al permesso di soggiorno per minore età o per affidamento, a comunità e a famiglie, ma compiuti i 18 anni devono convertirlo in un permesso di lavoro subordinato o autonomo o per disoccupazione che però dura 1 anno. Se non c’è un progetto di inserimento pregresso il ragazzo arrivato a 18 anni si trova solo, spesso non ha ancora conseguito il titolo di studi e deve provvedere a sé stesso anche per l’alloggio. Soprattutto al sud dove la disoccupazione è altissima e non è facile trovare lavoro, è un’assurdità legare permesso di soggiorno al lavoro, si tratta di uno strumento che così strutturato alimenta l’irregolarità (questa norma risale alla legge Bossi – Fini del 2002).

Paradossalmente in questa congiuntura negativa in cui vengono strette le maglie delle migrazioni e arrivano anche meno minori, ci si sta concentrando sui neomaggiorenni poiché si è compreso che i problemi si pongono dopo i 18 anni. La legge Zampa 46/2017 infatti prevede un prolungamento dei percorsi di autonomia oltre i diciotto anni. Tuttavia le spese sono a carico dell’Ente locale che è tenuto a pagare la retta giornaliera, per questo a Napoli dove c’è un bilancio in rosso il Comune prova a fare il prolungamento solo per i casi più urgenti mentre andrebbero sostenuti i percorsi di tutti i ragazzi, allo scopo di permettere loro di concludere i percorsi di inclusione avviati da minorenni e consentirgli di essere una risorsa positiva per il territorio in cui vivono e diventano cittadini. D’altra parte ora che ci sono meno utenti sono state predisposte politiche e progetti che vanno a incrociare i reali percorsi di vita delle persone come “Dote comune” e altri percorsi di inserimento socio – lavorativi, come i tirocini lavorativi finanziati dallo stesso Comune di Napoli.

Intervista a Glauco Iermano 2

Quali sono i progetti che riguardano minori e neo maggiorenni di cui è capofila la Dedalus?

La Dedalus da anni è un punto di riferimento per i minori stranieri non accompagnati, prima con il Centro diurno Nanà, che è un luogo di incontro e ora anche con il Centro Gomitoli dove si tengono numerosi laboratori e corsi per i ragazzi, ma anche lo sportello legale, le consulenze e dove affluiscono non solo i ragazzi dei due gruppi appartamento gestiti da Dedalus, ma anche quelli di altre Comunità residenziali o ragazzi di strada che arrivano con il tam tam. Grazie all’esperienza di anni e alla rete che abbiamo creato riusciamo a inserire socio-educativamente e lavorativamente i ragazzi maggiorenni con un tasso di successo molto alto, di circa il 90%. Due sono i progetti più importanti messi in campo al momento:

-I PAG, Percorsi di autonomia guidata 2018 – 2021 messi in campo con il Comune di Napoli, insieme a Gesco (con la Cooperativa Era) che intendono facilitare l’autodeterminazione dei cosiddetti “care leavers” ossia giovani neo-maggiorenni in procinto di concludere il percorso in comunità o di presa in carico sociale. Il progetto è dedicato a giovani neo-maggiorenni in procinto di concludere il percorso in comunità o di presa in carico sociale, oppure giovani già inseriti in PAG.

-Ragazzi Sospesi. Azioni di accompagnamento all’autonomia nel passaggio alla maggiore età dei minori stranieri non accompagnati (2017 – 2020). Il progetto partecipa a “Never Alone, per un domani possibile”, un’iniziativa promossa da una serie di fondazioni bancarie ed è stato selezionato nell’ambito del Bando nazionale 2016 “Accoglienza e accompagnamento dei minori e giovani stranieri non accompagnati che arrivano in Italia soli”: l’azione sostiene otto progetti sul territorio nazionale per favorire l’autonomia e l’inclusione dei giovani migranti. Il progetto europeo è stato messo in campo in Germania, Italia, Grecia e Belgio. Il progetto “Ragazzi Sospesi” in particolare si propone, dunque, di attivare strategie di costruzione dei presupposti per il completamento del percorso di autonomia avviato durante la minore età, che seguano e supportino il giovane per un tempo ragionevole successivo al compimento della maggiore età senza dimenticare di offrire loro occasioni di relazione, svago, accesso ad opportunità culturali e formative.

Spero che questi progetti vengano mantenuti anche quando ci sarà un incremento dei flussi. Intanto stiamo progettando nuove iniziative dedicate ai neomaggiorenni e la mediazione linguistico culturale e stiamo implementando a livello europeo il lavoro con i ragazzi che diventano peer operator.

Venendo al Convegno. Si parlerà anche degli “strumenti giuridici a sostegno dei minori stranieri non accompagnati e dei neo maggiorenni che versano in condizioni di difficoltà”. Esistono strumenti poco conosciuti a questo scopo?

Si affronterà soprattutto lo strumento giuridico dell’art .18 comma 6 del Testo Unico dell’Immigrazione, poco noto e sottoutilizzato che prevede un programma di reinserimento per quei ragazzi stranieri che hanno compiuto un reato durante la minore età. È una chance che vorremmo implementare. I minori infatti possono essere artefici di piccoli reati dovuti al fatto di essere abbandonati a sé stessi o al fatto di non essere stati accolti in modo adeguato. Questo strumento giuridico permette al ragazzo di avere un permesso di soggiorno di 18 mesi per protezione umanitaria convertibile in un permesso di lavoro. In questo modo potrà ripulire la fedina penale ed essere recuperato socialmente e divenire una risorsa per la società di accoglienza.

Ulteriori informazioni alla pagina: http://www.coopdedalus.it/category/aree-di-intervento/minori-soli/ e sul blog gestito dalla Dedalus insieme i ragazzi migranti: http://minorimigranti.coopdedalus.org/

Alessandra del Giudice