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venerdì 20 Settenbre 2019




La musica del cuore (seconda parte)

Nati per leggere al policlinicoLa soprano Margherita Pucillo ci spiega quanto il volontariato sia fondamentale

Quanto la musica e i libri possano aiutare ad aprire la mente e il cuore e ad aiutare a rimarginare cicatrici è evidente in molti studi psicologici, ma realizzare progetti che contemplino questi strumenti non è affatto scontato. Farlo con purezza di spirito, con la mano sul cuore di bambini e detenuti è una missione speciale che pochi riescono a compiere, come Margherita Pucillo, soprano del Teatro di San Carlo di Napoli, e volontaria per vocazione, tra i promotori del Concerto Giacomo Maggiore, con un coro nel cuore.

 

La musica può essere una strada occupazionale per chi come gli ex detenuti ha difficoltà a trovare lavoro una volta uscito dal carcere?

A Napoli, oltre al San Carlo, abbiamo il Conservatorio con una biblioteca musicale tra le più grandi d’Europa, la Biblioteca Nazionale che offre i più grandi capolavori letterari. Oltre alla musica classica e lirica c’è la tradizione della musica napoletana. Sono stimoli culturali immensi che potrebbero dare opportunità di lavoro a tantissimi giovani, forse a tutta la gioventù napoletana, creando eventi, offrendo ai giovani, location gratis per provare e fare concerti a basso costo. Napoli è una città altamente turistica e non si capisce come sia possibile che con tutti i beni artistici, architettonici e culturali abbia un tasso di disoccupazione così alto. C’è da immaginare che la colpa sia di chi ci dirige. Basti pensare al Festival di Bayreuth dedicato a Wagner dove per trovare i biglietti devi prenotarli due anni prima. Se funziona all’estero con Wagner che non è né Verdi né Puccini, perché non dovrebbe funzionare a Napoli? Con la nostra musica all’estero fanno i miliardi. A Londra la musica lirica italiana è cantata nei pub tutte le sere a 25 pound, alla Royal Open House fanno cantare l’opera al pubblico, un esperimento che porta un incredibile beneficio alla persona, un po' come andare allo stadio e sfogarsi, ma in questo caso da protagonisti. A Napoli fruire la musica classica è proibitivo per i giovani. Noi invece abbiamo il fiore dei musicisti, eppure le sale dei teatri sono vuote. Chiediamoci perché. Solo per fare un esempio, per Bolle il biglietto minimo costa 120 euro. Un ragazzo che non lavora non può permettersi questi prezzi. Prima al San Carlo c’era una sana abitudine, ora venuta meno, di far presenziare alle prove d’orchestra i ragazzi del conservatorio, come è giusto che sia perché saranno i nostri futuri musicisti.

Foto 2 Biblioteca Nazionale

Lei è anche volontaria anche nel progetto Nati per Leggere

Sempre con il Concerto Giacomo Maggiore collaboro con il progetto Nati per Leggere dedicato a bambini da 0 a 6 anni nella Biblioteca Nazionale con una diramazione nel Secondo Policlinico al reparto di audiologia dedicato ai bambini affetti da problemi acustici. È oramai assodato che la lettura aiuti tantissimo ad apprendere a comunicare: nel progetto Nati per Leggere si legge assieme ai bambini e ai genitori. Lo scopo finale è far leggere i bambini con i genitori, ma spesso i genitori sono un po' assenti, perciò bisogna prima convincere i genitori ad adottare la lettura come strumento quotidiano nella cura dei figli. Oggi si dà la colpa agli smartphone mentre la colpa è del genitore che gestisce l’uso dello smartphone in modo scorretto. I genitori di oggi preferiscono mettere in mano ai figli il telefonino piuttosto che dedicargli il tempo per leggere insieme o permettergli di fare attività manuali perché temono che sporchino e mettano in disordine.

In tutti questi progetti sociali lei e gli altri maestri del San Carlo operate come volontari. Eppure ci sono progetti simili che invece vengono finanziati, cosa ne pensa?

La mia idea è che i progetti nelle carceri ed in altri posti delicati, dove ci sono le persone emarginate vadano gestiti da persone volontarie che non abbiano alcun altro scopo o fine se non fare del bene. È vero ci sono progetti finanziati, tuttavia spesso durano pochi mesi e una volta finiti i fondi termina l’interesse degli operatori ad aiutare il prossimo e quindi l’attività. Ecco che i ragazzi sono abbandonati a loro e tornati liberi ricadono nelle vecchie problematiche. In questo modo come possono cambiare vita? È molto complicato essere a fianco a detenuti ed ex detenuti perché ogni ragazzo ha la sua storia personale e le sue difficoltà e andrebbe accompagnato con affetto e competenza dentro e fuori il carcere. Se vogliamo cambiare la società dovremmo partire da questo, perciò rivolgo un appello ai giovani: “Fate i volontari, soprattutto dove c’è più bisogno, in ospedale e in carcere”.

Cosa ha dato lei in tutti questi anni di volontariato?

Io pensavo di dare a qualcuno, in verità sono tutte le persone che partecipano che mi danno tanta forza per aiutare chi ha più bisogno. In particolare i bambini che hanno un posto speciale nel mio cuore che mi saltano addosso, mi abbracciano, a volte mi chiamano mamma.

(Alessandra del Giudice)

Leggi la prima parte dell’intervista:

http://www.napolicittasolidale.it/portal/primo-piano/9224-lamusicanelcuorepucillo.html