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venerdì 20 Settenbre 2019




La storia dell’ARPAD, rifugio d’eccellenza

FOto canile secondo pezzoLa storia dell’ARPAD, rifugio d’eccellenza

D’estate è boom di abbandoni di cani. I racconti di Anna Digilio, volontaria del rifugio dell’ARPAD di Licola, sono raccapriccianti. Per questo è fondamentale denunciare abbandoni e maltrattamenti dei cani e scegliere come membri della famiglia cani randagi.

L’ARPAD

L’ARPAD, Associazione Regionale di Protezione Animali Domestici, è un rifugio che dagli anni ’80 si trova a Licola Mare, in viale Sibilla, vicino al lido Capri. Nasce per volontà di Giovanna de Vita, una professoressa di lettere di Pozzuoli, con un grande amore per i cani che acquistò un piccolo appezzamento di terra per mettere in salvo i cani abbandonati durante il bradisismo. Man mano Giovanna insieme ad un gruppo di volontari l’ha recintato fino a farlo diventare un rifugio di eccellenza della Asl Napoli 2 che oggi ospita circa 400 cani e una piccola sezione con una quarantina di gatti aperta dall’attuale direttore sanitario il dottor Francesco Russo affiancato dalla veterinaria Angela Valenti. I cani hanno a disposizione dei box con una casetta in muratura con la cuccia e da uno spazio all’aperto di varie dimensioni, alcuni box ospitano più cani, altri uno solo asseconda del carattere.  E poi c’è un giardino dove i volontari fanno sgambettare i cani. Quando il canile è pieno però non vengono più accettati cani. Già il canile è fonte di stress per gli animali, per questo è importante che lo spazio vitale nei box venga rispettato. I cani che entrano nel rifugio vengono curati con farmaci adatti caso per caso e vengono tutti sterilizzati e quelli che vengono adottati, anche i cuccioli, possono esserlo solo con l’obbligo di sterilizzazione, la risposta dell’ARPAD al problema enorme del randagismo. “E’ anche brutto chiamarlo canile- racconta Anna Digilio una volontaria storica dell’ARPAD-. Qui i cani sono trattati come in un rifugio. La maggior parte del lavoro è svolto dai volontari che affiancano gli inservienti e contribuiscono come possono anche economicamente o con il proprio lavoro cadenzato ed organizzato con compiti ben divisi”.

ARPADL’artista Oreste Zevola seppellito nel rifugio

Come ogni estate c’è un boom di abbandoni, cani adulti, cuccioloni ma anche tantissimi cuccioli che vengono lasciati fuori dal canile. Spesso capitano anche i cani di razza: un terzo degli ospiti sono pitbull e razze similari e molti setter e cani da caccia perché alcuni troppo gioiosi non sono bravi a cacciare. Tanti anche i pastori tedeschi. Le volontarie trovano i cani nelle situazioni più assurde: “cani legati sulla strada, alla catena nei cortili, buttati nei sacchetti di plastica, lasciati fuori i balconi che non possono entrare in casa. Abbiamo visto di tutto di più. Si devono denunciare queste situazioni drammatiche alla polizia municipale, ai carabinieri. Per legge le forze dell’ordine devono intervenire, il cane non può stare legato” spiega Anna. Tra gli ospiti ci sono anche un centinaio di cani in convenzione con il Comune di Napoli che però non paga da almeno tre anni. Il rifugio è sostenuto grazie alle donazioni e ad eventi di raccolta fondi, ad esempio le vendite di manufatti delle volontarie o le cene di solidarietà nel ristorante sul lago di Lucrino “la cucina di Ruggiero”, un amico del rifugio. 

Uno dei finanziatori più generosi è l’artista Oreste Zevola che aveva adottato a distanza anche diversi cani. Quando è morto prematuramente ha lasciato le sue opere per la associazione animalista a lui intitolata “Oreste Zevola” che collabora con il progetto “Save the dogs” che sterilizza i cani randagi del territorio nella camera operatoria al rifugio, il giovedì e il sabato. “Oreste amava tanto gli animali e aveva un rapporto ventennale con l’ARPAD tanto che per sua scelta le sue ceneri riposano nel giardino del rifugio”.

Come adottare un cane

Dell’adozione si occupa un gruppo di volontarie capitanate da Adele. Infatti sul blog https://ipelosidiadele.blogspot.com/ oppure sulla pagina facebook Adele Pelosi Rocco oppure direttamente su quella dell’ARPAD si possono guardare le fotografie dei cani da adottare.

Altrimenti si può visitare il rifugio la mattina fino alle 10.30 - 11.00 e la domenica mattina preferibilmente prendendo un appuntamento. I volontari sono a disposizione per guidare le persone nella scelta. “Facciamo compilare dei questionari in cui ci si impegna a restare in contatto con l’associazione. Abbiamo tantissime storie di adozioni di cani difficili con problemi caratteriali o di salute che sono riusciti a risolvere i problemi e a vincere le loro paure perché ben seguiti. Quando li vedi a casa sereni, perché i nuovi padroni mandano le foto con i loro progressi, è bellissimo. Le persone che vengono ad adottare ci sono, ma a luglio abbiamo avuto solo 5 adozioni Il periodo estivo è più di abbandono che di adozione. L’adozione avviene solitamente a settembre. Entrare in un rifugio confonde di più, se si dice come vuole il cane li indirizziamo a determinati box. A sei mesi- un anno il cane ha assunto la dimensione definitiva, ma già quando i cani sono cuccioli i nostri veterinari sanno stabilire con una buona approssimazione la taglia. La gente preferisce il cucciolo piccolo perché intenerisce, ma non mancano le adozioni del cuore di persone che scelgono un cane adulto perché necessita di meno attenzioni di un cucciolo o anche cani anziani o malati. Spesso accade che quando hai avuto un cane a volte lo rivedi in un altro cane, quelli sono i colpi di fulmine”. I cani del rifugio sono seguiti dall’educatrice Maria Guarino dell’associazione Cuore di Cane che valuta caso per caso se il cane può andare in casa o ha bisogno di fare un percorso di addestramento per questo i cani che vengono adottati sono ben equilibrati e là dove il cane abbia subito un trauma più difficile da superare viene segnalato. “La verità è che è chi non lo sente parte di sé lo abbandona – conclude la volontaria-. Il cane è un membro di famiglia è un impegno a vita, vive molto meno di noi, ma comunque dai 10 ai 20 anni e noi dobbiamo essere disposti a stare con il cane in quell’arco di tempo. Non è un giocattolo.  Non va preso perché lo vuole un bambino che non ha la maturità per prendersi cura del cane. Per questo bisognerebbe riflettere prima di adottare un cane. Ma se si è convinti di amare un cane per la vita, è preferibile scegliere un meticcio”.

Come contribuire all’ARPAD

Uno degli introiti dell’ARPAD è la pensione per cani. Quindi se avete bisogno di un luogo dove lasciare il cane potete fare riferimento al rifugio dove sarà seguito dall’equipe che ha grande esperienza e amore per gli animali. Altre modalità sono le donazioni e il 5xmille. Si possono inoltre donare farmaci, coperte, carta, crocchette e d’inverno le coperte che vanno a ruba.

Info: https://www.facebook.com/CanileARPADPozzuoli/

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