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Martedì 20 Agosto 2019




I volti e i protagonisti del Pride di Napoli

pride 2019Oltre centomila persone, un vero e proprio fiume arcobaleno, si sono riversate sabato 22 giugno nelle strade di Napoli per l'edizione 2019 del Gay Pride, la parata che rivendica i diritti della comunità LGBT.

“Legittimi Diritti" è il tema politico scelto per questa sesta edizione, organizzato dal Comitato Antinoo Arcigay Napoli, i Ken, il Circolo Le Maree Napoli Alfi, Associazione Transessuale Napoli, Famiglie Arcobaleno. La manifestazione è stata in oltre dedicata alla celebrazione dei 50 anni dai moti di Stonewall.

Abbiamo chiesto ai protagonisti e agli attivisti che si impegnano tutto l'anno in attività di sensibilizzazione, informazione e aiuto alle persone in difficoltà, cosa significa per loro il Pride. 

Perché un Pride a Napoli? Quale significato e quale importanza assume una manifestazione di questo genere oggi? 

Ce lo spiegano i suoi protagonisti: 

“I Pride sono espressione dei bisogni umani, sono processioni unitarie e pacifiche di ribellione alla prepotenza.

E oggi, ritornando ai Moti di Stonewall, a quei momenti in cui Stormé DeLarverie, una donna lesbica, Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera, due donne trans, a quelle donne che si armarono della rivendicazione dei diritti civili insieme a tutti i nostri e le nostre paladine che affrontarono quelle ribellioni, tra le più epocali della storia, aiutano a riprendere consistenza rispetto ad un’era politica in cui si rimarca l’odio, il patriarcato, le ideologie di negazione, che inquinano i mari nei confini di separazione dei corpi, morti, uccisi (2000 persone arrivate dal 2019, di cui 650 senza vita), noi che siamo qui e siamo Orgogliosi, noi che abbiamo fatto coming out, noi trans, donne e uomini, coi nostri corpi politici, dobbiamo gridare ciò che ancora ci spetta, proteggere ciò che abbiamo ottenuto, gridare alle beffarde riconoscenze, sentire visceralmente le richieste delle persone rifugiate, dobbiamo alzare la voce per una pena detentiva dignitosa, rendendoci consapevoli che nessun figlio, nessun familiare di  persona detenuta trattata senza dignità, può realizzare un pensiero senza conflitto verso lo stato, che senza dignità creiamo l’antistato, dentro e fuori le mura dei carceri, dobbiamo essere accanto a chi perde il lavoro, che intanto sono padri e madri di giovani disoccupati, dobbiamo batterci affinché le donne vittime di violenza e di tratta abbiano maggiori case d’accoglienza (in Campania se ne contano solo 9), dobbiamo chiedere a voce alta case d’accoglienza per le persone LGBT, di cui l’Italia è miserevolmente deficitaria, una legge contro l’omotransfobia, per la quale l’Italia, in assenza, deve vergognarsi tra i paesi civili, far nostri i bisogni affettivi e istintivi delle persone con disabilità, creare spazi di serena convivialità per gli uomini anziani e le donne anziane, tutti, a quelli della nostra comunità, di cui dobbiamo nutrirci e riconoscerne le necessità per non isolarli.

Il Pride è, oggi, la congiunzione di ingiustizie gridate e rimandate a chi rende i cittadini differenti.

Il Pride è la voce di chi, ormai libero di essere secondo le proprie necessità, comunica a chi è ancora nel silenzio, a chi sente ancora la colpa, a chi ha paura, che esiste un’immensa comunità di ribelli che hanno vinto la prigione della propria incolpevolezza.”

DANIELA FALANGA, PRESIDENTE ARCIGAY NAPOLI

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“Il Pride non è solo corteo, il Pride non è solo divertimento e gioia, il Pride è politica, quella dello stare insieme nella polis, del vivere la cosa pubblica e del partecipare alla cosa pubblica (…). Concludo dicendo che mi piace ricordare che quella notte di Stonewall del 69 trova in qualche modo sicuramente origine in quel diritto alla felicità tanto caro agli americani e inserito da Benjamin Franklin nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Usa e poi ripreso nella Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, ebbene quel diritto alla felicità fu pensato da un grande filosofo napoletano, Gaetano Filangieri. Napoli e New York non solo sono sullo stesso parallelo geografico, ma quel diritto alla felicità pensato a Napoli è finito nel tacco di Sylvia Rivera e nel colore di quanti quella notte del giugno del 69 decisero di dire basta alla violenza e ai soprusi, vive ancora qui in mezzo a noi, ad ogni PRIDE con lo spirito di Stonewall."

Dal discorso di ANTONELLO SANNINO

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“l Pride è il futuro.

I Pride sono onde di giovani e giovanissimi, che marciano per una società aperta, laica e moderna.

Con i moti di Stonewall e con tutta la storia del movimento LGBTI nel cuore, i pride guardano avanti e descrivono l'unico futuro possibile, che non è il futuro di Salvini.

È un futuro nuovo che scriveremo insieme anno dopo anno, pride dopo pride: un futuro di libertà e di diritti.”

ADRIANO DINACCI

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Il pride è un momento di autorappresentazione, durante il quale ciascuna identità percorre le strade di  metropoli (e sempre più di province e perifierie) manifestando la propria unicità. Non si delega, ma si parla col corpo e con cartelli. Il pride è liberazione dalle prigioni quotidiane, dunque il pride è ogni giorno, in ogni luogo, a seconda delle possibilità di ogni persona. Nei nostri cortei siamo protett*. Io ad esempio, che sono una persona non binaria nata femmina, nella vita di tutti i giorni faccio più fatica a indossare dei pantaloncini senza depilarmi. Una costrizione, una delle tante, di cui mi libero in questa occasione. Durante il pride ce ne strafottiamo, è la, strada che ci porta a essere liberi per sempre. E pride sia every day!

CARMEN FERRARA

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“In un momento storico così delicato, in cui è facile raccogliere sentimenti d’odio e atteggiamenti ostili verso la condizione delle minoranze, il fiume arcobaleno di Napoli non solo è un concreto antidoto alla violenza, ma è un potentissimo messaggio d’umanità per tutte e tutti, un messaggio che unisce tanta gente che, a prescindere da qualsiasi appartenenza politica o sociale, crede in un mondo inclusivo, giusto e sostenibile.”

CLAUDIO FINELLI

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“Cosa significa Pride? significa tantissime persone che non hanno ancora fatto coming out e aspettano con ansia che ci sia un modo, un posto, una famiglia per potersi sentire alleggeriti da un peso non proprio facile da portare. Niente è più bello della sensazione di liberazione che si prova quando si trova finalmente la propria comunità. Il Pride è davvero questo: una immensa famiglia che ti accoglie anche se sei uno sconosciuto.

Pride è quella fiumana di persone che si riversa in strada in un giorno dell’anno che coincide più o meno con la rivolta di Stonewall e che intende inviare un messaggio alla società e alla politica che suona più o meno così: siamo gay, lesbiche, bisessuali e transgender, siamo fieri di esserlo ed esistiamo, e continueremo ad esistere nonostante l’oppressione che alcuni di voi vorrebbero imporre alla nostra libertà, uguaglianza e dignità.”

LUCIANO CORREALE