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Lunedì 19 Agosto 2019




Gianni Minà diventa napoletano, de Magistris “L’anima anarchica del giornalista rispecchia quella della nostra città”

Il Sindaco de Magistris, dopo l’appassionata richiesta da parte dei giovani napoletani, conferisce al giornalista Gianni Minà la cittadinanza onoraria

mina cittadinanzaLina Sastri, Beppe Vessicchio, Franca Vetere, solo per nominare alcuni degli “amici di sempre” che sono venuti a onorare Gianni Minà questo 8 giugno nella sala dei Baroni al Maschio Angioino quando il Sindaco Luigi de Magistris, accompagnato dall’assessore alla cultura Nino Daniele, ha conferito la cittadinanza onoraria al giornalista e scrittore Gianni Minà.

“Lo slancio per quest’evento è nato dai giovani napoletani dei centri sociali, Bruno Martirani, per nominarne uno, ma anche tutti i ragazzi dello 081, Scugnizzo liberato, Massa Critica e Bagnoli Libera” esordisce il primo cittadino.

Una cerimonia che si è rapidamente trasformata in rimpatriata: Vessicchio, Gino Aveta, autore televisivo, Alessandra Riccio, docente all’Orientale si sono passati il microfono condividendo con il pubblico ricordi forti vissuti in compagnia del giornalista.

Con Alessandra Riccio Minà fonda nel 1981, la rivista LatinoAmerica,  “Noi non abbiamo mai avuto una recensione, nulla…- ricorda la docente Alessandra Riccio - Alcune delle firme più significative della rivista sono personalità della letteratura e dell'impegno civile in America latina, come Luis Sepúlveda, Eduardo Galeano, Paco Ignacio Taibo II, Frei Betto, Rigoberta Menchù, Adolfo Pérez Esquivel, e anche scrittori e saggisti nord americani ed europei come Noam Chomsky, Manuel Vázquez Montalbán, Giulio Girardi, Alex Zanotelli, Ettore Masina, Pino Cacucci e Gennaro Carotenuto. La rivista era una delle poche voci fuori dal coro per quanto riguardasse il trattamento dell’informazione riguardante l’America Latina.

Minà oltre che essere da sempre un grande abile narratore della realtà è anche il giornalista maestro delle interviste impossibili, da Cassius Clay Mohammed Ali, con il quale stringe una sincera amicizia, a Fidel, intervistato per ben 16 ore in compagnia dello scrittore sudamericano Montalban.  E di quel Sudamerica Minà scriverà molto, raccontando il Chiapas attraverso un’incredibile intervista al Subcomandante Marcos al Che. Nel 2004 ha realizzato un progetto basato sui diari giovanili di Ernesto Guevara e del suo amico Alberto Granado quando, nel 1952, attraversarono in motocicletta l'America Latina. Il film tratto da questa avventura e intitolato I diari della motocicletta diretto da Walter Salles e prodotto da Robert Redford e Michael Nozik. Dopo aver collaborato alla costruzione Minà ha realizzato il lungometraggio In viaggio con Che Guevara seguendo le orme, insieme all’ormai ottantenne   Alberto Granado, di quell'avventura mitica.

Sebbene sia solo oggi che Minà diventa ufficialmente cittadino napoletano, il giornalista con la città di Napoli ha un legame stretto: ha intervistato i più grandi idoli da Troisi “del quale ricordo con affetto lo sketch dove lui fingeva essere l’unico napoletano che non sapeva della vittoria dello scudetto” racconta Minà, al calciatore idolo per i napoletani Maradona.

Un giovane gruppo musicale partenopeo, i Suonno d’Ajere, ha concluso la cerimonia offrendo al neo cittadino napoletano Minà, una rivisitazione della canzone classica napoletana rielaborata in chiave moderna” Senza mai allontanarsi troppo dalla tradizione” nota scherzosamente Irene, la voce solista del gruppo

Eva de Prosperis