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Giovedì 20 Giugno 2019




L'appello della Rete ex Base Nato perché l'area diventi un Bene Comune

natoCoverLa struttura che ospitava un tempo la base Nato a Bagnoli, nonostante non ospiti più le delegazioni militari aderenti all’organizzazione del Trattato Altlantico del Nord, è in completo stato di abbandono.

La struttura ex Nato è un pezzo importante di questa città, e dell'intera area metropolitana che si sta degradando nell'inerzia generale.  Il portavoce della Rete Ex Base Nato Antonello Sannino afferma: “Le motivazioni con cui il consigliere Oropallo ha rimesso nelle mani del Sindaco il mandato di componente del cda della Fondazione Banco Napoli per l’assistenza all’infanzia (Fbnai), aprono di fatto una profonda riflessione sulla gestione critica degli spazi della ex Nato di Bagnoli. A anni di distanza ormai dalla dismissione della base NATO e dopo l'insediamento poco più di un anno fa del CDA della Fondazione che ha posto fine al pluridecennale commissariamento, riteniamo che la comunità bagnolese, i cittadini e le cittadine napoletane abbiano diritto a risposte chiare dagli interlocutori istituzionali- Regione, Comune di Napoli e Fondazione Banco Napoli per l’assistenza all’infanzia circa il futuro del complesso di Bagnoli.”

La base Nato di Bagnoli fu costruita nel marzo del 1959, la base, è stata un importante centro di difesa radar-missilistica fino alla fine della guerra fredda. I missili in dotazione alla base, sono stati attivi fino al 2005, ed avevano una gittata di circa 150 km. Inoltre era dotata di un radar che controllava l'area fino a circa 230 km. Come base NATO, ha ospitato anche militari statunitensi. La basa è stata chiusa nel 2007, ma la smobilitazione definitiva è avvenuta nell'autunno 2008.

La rete è particolarmente indignata a causa dell’improprio utilizzo degli spazi bonificati vedendo nelle misure anti degrado fin’ora realizzate una risposta inadeguata alle necessità del territorio e con un chiaro scopo commerciale prima che sociale, il dott.Sannino cita per esempio : “ l’irrisorio fitto corrisposto attualmente dai gestori della piscina, le scuole private con rette che non sono certamente alla portata di famiglie in difficoltà economiche, e in generale tutte le altre attività già in essere, si inscrivono nel contesto di una generale privatizzazione e poca trasparenza di uno spazio che dovrebbe avere una funzione sociale e un fruibilità pubblica nella sua interezza.”

La rete ex base Nato vuole sottolineare l’impasse nel quale sono finiti l’amministrazione comunale la dirigenza della Fbnai continua con la proposta di piano urbanistico (Pua) e la relativa convenzione senza contare la netta opposizione al fatto che se ne rendano pubblici i diversi passaggi e i contenuti.

“Anche qui l’allarme è notevole perché questo stallo è in stridente contrasto con le dichiarazioni fatte sia dall’allora commissario che dall’amministrazione comunale nel corso del 2017. L’effetto più clamoroso e negativo fu, e continua ad essere, la sostanziale negazione di qualsiasi reale processo partecipativo in grado di dare la possibilità ai cittadini di esprimersi con valutazioni e proposte.” Continua Sannino “La linea che sta emergendo e ci preoccupa, sembrerebbe di fatto quella di perseguire il coinvolgimento di singoli interessi più o meno speculativi per racimolare qualche sparuto finanziamento finalizzato a tenere in piedi l’apparato della Fondazione. Una linea doppiamente rischiosa: da un lato questo immenso spazio potrebbe cadere nelle mani di odiose speculazioni e delle più svariate e contraddittorie funzioni e attività, dall’altro in quanto affetta anche da ‘ingenui’ velleitarismi, potrebbe in larga sua parte, come in tanti altri luoghi della nostra città, finire nella spirale irreversibile del degrado.”

Eva de Prosperis