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Martedì 21 Maggio 2019




Il MANN è un Museo per tutti , grazie al progetto “Museo Accessibile”

Museo AccessibileOrhan Pamuk afferma, a ragione, che i veri musei sono quei luoghi in cui il tempo si trasforma in spazio. Non aggiunge però un'altra cosa altrettanto veritiera: che tale trasformazione deve essere accessibile a tutti e che per spazio non si intende solo uno “spazio fisico”, ma anche e soprattutto uno “spazio interiore”.

Sull'accessibilità a tutti, nell'accezione fisica ma anche contenutistica, si è parlato l'11 marzo al MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nell'ambito della conferenza che ha presentato il progetto "Museo accessibile: nuovi percorsi di inclusione al MANN", a cura del prof. Ludovico Solima, responsabile scientifico dei progetti sull'accessibilità dell'Archeologico.

Al centro del dibattito la ricerca sulle diverse modalità di comunicare il bene di rilevanza storica e artistica, rendendolo concettualmente alla portata di tutti. Il progetto è dedicato infatti alle persone con diverse capacità cognitive e ai “nuovi italiani”, provenienti da diversi background culturali. “Quando si parla di accessibilità si pensa automaticamente all'eliminazione delle barriere architettoniche, limiti fisici che non consentono un accesso agevole al Museo. – spiega Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Non si considera un altro tipo di barriere, quelle erette dalle difficoltà di comunicazione, che si possono instaurare per chi accede alle informazioni in modo diverso dalla maggior parte di noi: le persone con disabilità cognitive e le persone che provengono da altre culture e che hanno difficoltà con la nostra lingua. La vera accessibilità non vuol dire elaborare “percorsi alternativi” ma, cambiando il nostro punto di vista, istituire “percorsi speciali”, validi per tutti e che, in virtù del fatto di mettere insieme un pubblico eterogeneo, costituiscono per tutti un'opportunità di grande arricchimento culturale, sociale e umano”.

Museo Accessibile mann

Al fianco del Mann, in questa scommessa di “inclusione”, si è posta la Fondazione Foqus, con il direttore Renato Quaglia, il presidente Rachele Furfaro, Fabrizio Rocco e Sara Mancini, coordinatori del Centro Argo. Il loro progetto "SoStare al MANN” mira infatti a una comunicazione del Museo cittadino valida per tutti e che si avvale di itinerari mirati, nuovi sussidi e particolari strategie comunicative pensando, in particolar modo, a “pubblici speciali” come i visitatori autistici.

Un nuovo modello di interculturalità è invece la chiave per “rendere fruibili i nostri tesori a chi proviene da altre culture ma vive nel nostro territorio”, come afferma Francesca Amirante, storica dell'arte e Presidente di Progetto Museo. Pensando in particolar modo alla comunità cinese che risiede a Napoli, il team di Progetto Museo, coordinato da Amirante e composto da Caterina de Vivo, Chiara Visconti e Gennaro Reder, ha realizzato un testo didattico dedicato ai giovani orientali e una tabella divulgativa attraverso cui, alle fasi di storia greco-romana, sono accostati momenti cruciali della storia dell'antichità orientale.

"Il concetto di accessibilità necessita, oggi più che mai, di diverse declinazioni. – afferma Ludovico Solima – Affinché l'accessibilità sia effettiva è necessaria la condivisione e la partecipazione attiva di tutti. Soltanto così il nostro patrimonio si potrà dire efficacemente valorizzato".