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Giovedì 23 Maggio 2019




“Ue' ue' so femmena” Loredana Rossi e la rettifica dei dati anagrafici

Loredana RossiLoredana Rossi, vice-presidente dell’associazione Trans di Napoli ATN, ha ottenuto dal Tribunale di Cassazione la sentenza: adesso è ufficialmente una donna. “Questa sentenza è importante, non solo per me che sono grandicella ma soprattutto per le giovani trans ed i giovani trans. Questa sentenza può essere anche un modo per combattere la discriminazione sul lavoro. Mica possiamo solo prostituirci, tra di noi ci sono perle rare che meritano le stesse opportunità di tutti di avere una bella carriera nel campo professionale che desiderano”.

Loredana è da sempre una delle voci più irriverenti e coraggiose del movimento trans napoletano. Attiva nel sociale da sempre, di mestiere fa l’operatrice sociale, ha aiutato ed aiuta molti e molte trans nelle piccole battaglie del quotidiano. “Noi abbiamo uno sportello alla nostra associazione, i trans e le trans sono vittime di discriminazioni, ingiurie ed anche spesso violenze. Questa sentenza è un modo per affermare la nostra identità ma la battaglia non si può fermare qui. Noi abbiamo bisogno di maggiore protezione e rispetto. Per arginare il problema abbiamo bisogno che lo stato riconosca l’aggravante di Omo-transfobia in questi casi, che ci sia una presa di coscienza sulle difficoltà che noi dobbiamo affrontare nella società”.

La signora Rossi ha accompagnato tante ragazze a “fare il nome”, come lo definisce lei “Da quando la Cassazione ha emesso una storica sentenza sul cambio del nome anche senza intervento chirurgico, mi sono data molto da fare. Ho aiutato tantissime ragazze. Io ho deciso di farlo perché voglio essere sicura che quando non sarò più fatta di carne ed ossa ma sarò distesa per l’eterno riposo sulla mia lapide si possa leggere che io Loredana Rossi sono femmina, lo sono da sempre. Molte mie amiche purtroppo non hanno avuto questa possibilità. Al cimitero quando i passanti passano davanti le lapidi e vedono che si tratta di una femminella fanno una risatina di scherno. Neanche da morte ci lasciano stare”.

Loredana ha quindi preso coraggio ed accompagnata dalla sua avvocato Ilenia Capurro, presidente di ATN, è andata a bussare alle porte del tribunale “è stato lungo e anche un poco avvilente perché ho dovuto essere sottoposta a dei test psicologici. Io ho un’età, è stato assurdo dover spiegare ai dottori che ero femmina, che così ho vissuto e che questo sono. L'ho fatto ora perché ho avuto tempo da dedicare a me. Sono ovviamente orgogliosa che anche sulla carta d’identità compaia finalmente il mio vero nome: Loredana.  Insomma, anche per lo Stato adesso so femmena».

In Campania per poter ottenere la rettifica dei dati anagrafici, anche senza intervento chirurgico bisogna attendere poco meno di un anno “Ma ho delle amiche- continua la sig.ra Rossi- nei paesi vesuviani che stanno aspettando la sentenza da più di due anni. Napoli e Caserta sono all’avanguardia ma in molti paesini hanno ancora paura, rallentano i procedimenti. Ho incontrato anche giudici che dicevano di non sapere della sentenza di tre anni fa. Insomma la battaglia è ancora lunga ma noi non abbassiamo le braccia!”