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Martedì 23 Aprile 2019




Razzismo sui campi di calcio: sospesa una partita di Promozione per un insulto ad un giocatore senegalese

Il presidente ritira la squadra ed annuncia la querela. Ass Dia Gueye: “È una vergogna”

Razzismo sui campi di calcio sospesa una partita di Promozione per un insulto ad un giocatore senegaleseChe i campi di calcio siano spesso palcoscenici di episodi che con lo sport hanno poco a che fare è purtroppo un fatto comune. Insulti razzisti - basti pensare anche a quello che accade tutte le settimane in Serie A - sono all’ordine del giorno, ma pensare che protagonista di atti poco ortodossi sia lo stesso direttore di gara, colui che deve vigilare sull’andamento della partita, lascia davvero interdetti.

È accaduto durante la partita del Campionato di Promozione (girone C) della Campania, disputata sabato 26 gennaio, tra il Serino Calcio 1928 e il Real Sarno. Il direttore di gara, in seguito a delle proteste di alcuni calciatori del Serino, decide di espellere il senegalese Ass Dia Gueye. Ma successivamente, il presidente della stessa squadra, Donato Trotta, chiede l’interruzione immediata della partita ritirando i propri giocatori dal campo di gioco. La motivazione? Insulti razziali da parte dell’arbitro ai danni del giocatore africano.

Ass Dia Gueye, senegalese, ex portiere dell’Afro-Napoli United, da tre stagioni il difensore della porta della Serino Calcio 1928 ci ha raccontato la sua versione dei fatti:

“Era una bella partita e noi vincevano 2 a 1. Poi c’è stato un fallo della squadra avversaria, segnalato anche dal guardalinee, ma l’arbitro ha deciso di concederlo alla Real Sarno che ha proseguito il gioco ed ha segnato. Dopo il goal c’è stata la nostra protesta. L’arbitro mi ha espulso e mi ha detto “Vattene negro”. Uscito dal campo, il presidente ha voluto che gli raccontassi dell’accaduto ed immediatamente è entrato in campo per sospendere la partita.”

È difficile non percepire, nelle parole del calciatore, amarezza e delusione: “È una vergogna, non me lo sarei mai aspettato. Queste cose te le puoi aspettare da una tifoseria, e nemmeno, ma non da un arbitro. I miei compagni sono tutti dalla mia parte, siamo un bel gruppo.”

Sono state proprio le lacrime di Ass, il suo dispiacere, a far reagire il presidente del Serino che, così si legge dalla pagina ufficiale Facebook della squadra, ha dichiarato: “Vedendo il mio calciatore in lacrime mentre si dirigeva negli spogliatoi, ho deciso di ritirare la squadra dal campo perché non permetto a nessuno di calpestare la dignità dei miei ragazzi e soprattutto la mia. Penso che questa volta si sua superato il limite e chiedo subito un'indagine federale su questo comportamento di questo pseudo arbitro inesperto e per di più razzista. Il mio pensiero è che queste persone andrebbero allontanate non solo dal calcio, ma è una vergogna che nel 2019 ci sia ancora del razzismo. Questo è il secondo anno che succedono questi episodi più volte segnalati dal sottoscritto e sempre ignorati dai vertici della Lega e dai vertici arbitrali. Sto pensando di ritirare la squadra perché sono stanco di lottare contro i mulini a vento mi riservo di sporgere querela ".

Spetterà alla federazione fare luce e giustizia sugli eventi accaduti, ma ciò che resterà di questa vicenda è la delusione di un atleta per un insulto che, ancora una volta, mette lo sport, quello vero e sano, in secondo piano.

Giovanna Amore