Sartoria sociale in Castelvolturno: 6 donne nigeriane e il sogno di diventare impresa

Sartoria sociale in CastelvolturnoMettitelo bene in testa! Un mondo migliore è possibile. Recita così lo slogan del prodotto di lancio della sartoria sociale in Castelvolturno, progetto di integrazione che coinvolge sei donne immigrate della cittadina casertana.

Lo hanno chiamato SKAF - nome che ha messo d'accordo tutte - l'accessorio che oggi è cool ma che per molte donne nel mondo è di uso quotidiano. Coloratissimi, di cotone, velluto, tartan owax, questi originali turbanti sono il simbolo del primo passo di Temporary Roots per una sartoria sociale in Castelvolturno e saranno in vendita al costo di 20 euro al Mercato Meraviglia alle Scalze, in programma sabato 15 e domenica 16 dicembre.

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Temporary Roots: la sartoria come progetto di integrazione

Temporary Roots è un progetto di sartoria sociale - ma l’obiettivo è diventare marchio tessile – che offre alle donne coinvolte l’opportunità di un processo d’inclusione sociale e di reinserimento lavorativo, sviluppando le capacità imprenditoriali e permettendo loro di costruirsi un nuovo ruolo nella società. Nato all’interno di Action Women dell'Associazione Black&White dei Missionari Comboniani di Castel Volturno sotto la guida di padre Antonio Guarino, il progetto è già attivo ne La Casa del Bambino, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio sociale delle differenze e attivando processi di autonomia e autodeterminazione per donne migranti vittime di tratta e in difficoltà.

Tre gli step: la creatività, sviluppata attraverso continui laboratori,la formazione, con stage e corsi certificati,e l’indipendenza lavorativa, attraverso la realizzazione di prodotto. I laboratori sono cominciati a Castelvolturno già nel febbraio 2018 e consistono in costruttivi momenti di confronto con professionisti di diversi settori, mentre il primo stage ufficiale avrà luogo dal 17 al 21 dicembre a Napoli, presso la storica Sartoria Teatrale - C.T.N. 75 di Vincenzo e Davide Canzanella. Sarà la prima di tante fasi di formazione.

Primo passo, invece, per l’indipendenza lavorativa, sarà sabato 15 e domenica 16 al Mercato Meraviglia. Qui infatti Patricia, Mary, Alessia, Margharet, Pat e Blessing venderanno gli SKAF, incassando i primi frutti economici della loro nuova attività.

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Una storia di donne che si incontrano a Castelvolturno 

Tutto questo succede a Castelvolturno, luogo simbolo, città della etnica segregata, oscura e clandestina, dove ad esercitare il controllo sono criminalità e caporalato. Qui non è affatto semplice inserirsi e scardinare i sistemi e le abitudini in cui la comunità locale vive. Lo sanno bene Paola Russo, coordinatrice della Casa del Bambino, e Maria Chiara Montefusco, educatrice, ma questo non le ha fermate nell’intento di creare nuove strade per le donne di Castelvolturno.

Determinante è stato nel 2017 l’incontro con Barbara Annunziata, architetto e fashion designer romana, che ha subito sposato l’idea di creare impresa. Roots infatti si pone l’obiettivo di diventare un marchio tessile, una vera e propria impresa, slegata dalle logiche del volontariato.

Con una call aperta nel mese di settembre si sono unite a questo progetto altre professioniste – Fabiana Longo, Barbara Waschimps, Stefania Stella Granato, Roberta Cotronei, Francesca Merricone, Marialuisa Firpo - che con tenacia e tempestività stanno costruendo un percorso di motivazione e formazione per le 6 donne nigeriane, giunte in Italia con la falsa speranza di poter ottenere a caro prezzo la possibilità di vivere in modo più dignitoso. 

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Per promuovere il progetto tutte le donne coinvolte ne sono diventate testimonial mettendoci la faccia con un servizio fotografico realizzato a Castelvolturno da cui sono nate 12 cartoline con 12 parole chiave che raccontano tutta questa storia.

Maggiori informazioni su www.actionwomen.it

M. N.