| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
Sabato 24 Agosto 2019




Liu Jianhua in mostra per raccontare la Napoli migrante

Site specific nel chiostro di  Santa Caterina a Formiello, sede delle Fondazione Made in Cloister

Site specific nel chiostro di Santa Caterina a FormielloCorpi che sono storie, che sono viaggi, che sono vite. Migranti. Uomini e donne che hanno solcato terre e mari e attraversato confini per ricominciare tutto in un altrove che non era casa, non più e non ancora. A queste figure e a questa umanità, Liu Jianhua - uno degli artisti cinesi più rappresentativi della scena contemporanea -  rende omaggio con Monumenti, l’opera site specific, curata da Demetrio Paparoni e realizzata per la Fondazione Made in Cloister, aperta al pubblico fino al 21 marzo 2019 al chiostro di Santa Caterina a Formiello, sede della Fondazione, dove resterà esposta per tre mesi.

Monumenti è il frutto di un incontro e di una relazione - proprio come accade alle comunità in conseguenza delle migrazioni - tra l’artista e il quartiere popolare e multietnico di Porta Capuana, dove, nel corso di un soggiorno a gennaio 2018, Liu Jianhua è entrato in contatto con i migranti che da anni abitano e ibridano culturalmente il territorio, e con gli artigiani locali della ceramica e della cartapesta.

Da qui una mostra che è in sè una contaminazione, proprio come il tema che le imprime il segno: corpi vivi e corpi in cartapesta, video e performance, temi sociali e privati, cultura orientale e locale si intrecciano generando un’invasione di vite e memorie che attraversa l’intero spazio espositivo. Al centro del chiostro una scultura in cartapesta raffigurante una madre e sua figlia. Intorno altre 23 sculture che riproducono i migranti incontrati dall’artista a Porta Capuana e realizzate a grandezza naturale dall’artigiano Carlo Nappi, esperto della tradizionale lavorazione della cartapesta che accomuna il territorio campano alla Cina.

Le 24 sculture poggiano su altrettanti piedistalli interamente ricoperti di piastrelle in ceramica di Vietri con 92 sfumature di colori, realizzate a mano dagli artigiani dell’azienda Ceramica Francesco De Maio. Alle spalle dei “monumenti”, i ritratti fotografici dei migranti realizzati da Riccardo Piccirillo e un video in cui sono cucite insieme le storie e le memorie di questi uomini e donne, che non sono solo oggetto dell’opera, ma soggetti cui l’artista ha voluto lasciare volto e voce attraverso lo schermo. Tutto intorno all’installazione, 2000 fiori di porcellana bianca di Capodimonte la cui delicatezza evoca la fragilità delle vite dei migranti. I campioni sono stati realizzati dall’artista nella bottega dell’artigiano Pasquale De Palma e prodotti poi dagli studenti e dai maestri ceramisti dell’Istituto ad Indirizzo Raro della Ceramica e della Porcellana Caselli – De Sanctis, continuatori della tradizione artigianale della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte.

«L’incontro con Liu Jianhua è stato intenso – dice Davide de Blasio della Fondazione Made in Cloister - e durante il suo primo soggiorno a Napoli, nel gennaio 2018, abbiamo immediatamente condiviso l’esigenza di dar voce ad una comunità multietnica ed in continua trasformazione che oggi come allora caratterizza l’area di Porta Capuana. L’intesa è stata subito forte e l’artista si è potuto esprimere in un contesto di massima libertà ed indipendenza che è una condizione essenziale del processo creativo». Non a personaggi pubblici e illustri, ma ad una umanità spesso dolente e subalterna, e alla sua forza di resistenza e dignità, Liu Jianhua erge i suoi Monumenti. Un’opera complessa che parla decisamente al presente, in cui convergono saperi e tradizioni artigiane che uniscono mondi e culture, proprio come i migranti che ne sono protagonisti. Uno sguardo che è insieme politico ed intimo, che ci ricorda le priorità ed inverte le gerarchie.

Il doppio filo che annoda l’arte e a temi sociali fa di Monumenti un’opera fortemente legata agli obiettivi ed alla mission della Fondazione Made in Cloister : contaminare le culture, rigenerare i luoghi, fare dell’arte uno strumento di trasformazione sociale.