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Lunedì 12 Novembre 2018




“Il welfare non è un lusso”: la vertenza degli operatori sociali e socio-sanitari

welfare lusso 1Si scende di nuovo in piazza a Napoli al grido “Il welfare non è un lusso”, per denunciare la situazione disastrosa che vivono da tempo i servizi sociali e socio-sanitari della Campania. Il disco si riannoda, come se gli ultimi dieci anni non fossero mai passati e il welfare è di nuovo in grave pericolo: rischiano di perdere il lavoro circa 2mila operatori sociali e sociosanitari, mentre resteranno senza assistenza migliaia di utenti, disabili, anziani, sofferenti psichici, persone con problemi di dipendenze.

Tutti loro, con le loro famiglie, prenderanno parte alla grande mobilitazione nazionale in programma in città mercoledì 7 novembre alle 16 con raduno in piazza del Plebiscito, promossa dall’associazione Tutti a Scuola, con il gruppo Gesco, Federconsumatori Campania, Legacoopsociali Campania, e a cui hanno già aderito numerose organizzazioni sociali da tutta la Campania.

L’appello alla mobilitazione

Non che la politica dei governi precedenti fosse migliore, anzi. Nel corso della conferenza stampa di chiarimento sulla vertenza e presentazione della manifestazione che si è tenuta stamattina presso la sede dell’Università Telematica Pegaso di Napoli, per iniziativa del gruppo di imprese sociali Gesco, lo ha sottolineato il presidente del gruppo di imprese sociali Gesco Sergio D’Angelo: “Le differenze nel welfare tra nord e sud sono sempre più forti, nascere e crescere qui è penalizzante. La disattenzione al welfare certo non è iniziata con questo governo, che ha solo proseguito sulle linee tracciate in precedenza, parcellizzando ulteriormente le deleghe con la creazione di un Dicastero alla famiglia che non parte perché è senza risorse”. Ma la cosa più grave che ravvisa D’Angelo è “il grave rischio che corre tutto il sistema di servizi che si è faticosamente costruito in questi anni, grazie anche alla sinergia tra pubblico e privato sociale”.

Ad essere in pericolo sono circa 2mila posti di lavoro e questo significa molto: non solo perché una serie di figure e competenze sociali, oltre che sanitarie, spariranno completamente, ma per l’annientamento del valore del lavoro sociale. “Un lavoro – spiega Sergio D’Angelo – che ha fatto bene non solo a chi l’ha prodotto e a chi ne ha usufruito per i benefici ottenuti, ma a tutta la comunità”. 

welfare lusso conferenza

Le testimonianze 

A testimoniarlo stamattina c’era Erminia, la mamma di Alessandra Iliano, una donna che oggi ha quasi 40 anni a cui, quando ne aveva 18, hanno diagnosticato una grave forma di psicosi che le ha fatto perdere la voglia di vivere. La giovane è stata male per anni finché ha conosciuto il Centro di riabilitazione psichiatrica dell’Asl Napoli 1 Centro L’Aquilone (gestito da Gesco con la cooperativa Era), che ha preso in carico non solo la sua malattia ma la sua anima. Da allora, circa 8 anni fa, Alessandra ha ripreso a vivere e ad esprimere la sua creatività attraverso l’arte, la pittura, il disegno. La donna è riuscita addirittura ad esporre con una sua personale al PAN l’anno scorso (maggio 2017). Ora è in piena fase creativa, la madre spiega che non sa più dove mettere le sue opere! Senza il percorso di inclusione sociale realizzato con il centro, non sarebbe stata la stessa. “Ora cosa sarà di tutto questo?”, si chiede la madre di Alessandra che sarà in piazza mercoledì 7 novembre, insieme a tutti i familiari degli utenti la cui assistenza è a rischio. Anche gli operatori sociali e socio-sanitari si faranno sentire in quella occasione, tra loro Marilù Carino, sociologa ed assistente sociale, che ha cominciato a lavorare ai tempi della dismissioni del Bianchi. “Come lavoratrice mi sono sempre spesa nei servizi in prima persona, la mia storia è anche quella di tantissimi operatori che accompagnano ogni giorno per mano le persone fragili e ai margini, verso l'inclusione sociale”, ha spiegato oggi l’operatrice sociali, in rappresentanza delle migliaia di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro da qui a pochi mesi.

Le adesioni

La mobilitazione ha come sottotitolo “La politica dimentica i disabili”, infatti intende portare all’attenzione soprattutto la situazione di grave sofferenza che investe le persone più fragili, a partire da quelle con disabilità fisica e psichica.

Alla manifestazione hanno dato la loro adesione finora: Cooperativa L’Orsa Maggiore; AGCI Solidarietà; Cooperativa Sociale Dedalus; Associazione Jonathan; Associazione Officine Gomitoli; Forum Disuguaglianze Diversità; Consorzio di Cooperative Sociali SOL.CO. Napoli; Gruppo consiliare di Napoli in Comune a Sinistra; ASSI (Associazione Sindrome Sotos Italia) Gulliver, Cooperativa Etica, Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista Napoli, Associazione Luna Rossa Onlus. 

La vertenza degli operatori socio-sanitari a Napoli

Sono in stato di agitazione gli operatori socio-sanitari impiegati nei servizi di assistenza per persone con disabilità, anziani, sofferenti psichici, persone con problemi di dipendenze.

Motivo della protesta è il rischio concreto che a gennaio 2019 molti di loro (circa 400 su 620 operatori) resteranno senza lavoro, se si verificherà quanto previsto dalla Asl Napoli 1 per la gestione dei servizi  socio-sanitari: proroga fino al 31 dicembre 2018, poi taglio di un terzo delle prestazioni e impiego di meno di cento operatori sugli attuali 620.

La Asl ha previsto solo le funzioni educative nei servizi finora gestiti da un'Ati con capofila Gesco (e che comprende Solco, Il Pioppo, Icaro e Prodos). Sono stati eliminati tutti gli operatori socio-sanitari, gli assistenti sociali, gli psicologi e i fisioterapisti. Sono rimasti solo animatori di comunità, educatori e terapisti della riabilitazione nei centri territoriali.

Gli  operatori socio-sanitari (oss) non sono più previsti nemmeno nelle strutture ospedaliere.

Insieme con la scomparsa di queste figure professionali, scompariranno le attività nei servizi di salute mentale per anziani e disabili: nelle Sir (strutture intermedie per sofferenti psichici), nelle Rsa (Residenze sanitarie assistite sia per salute mentale che anziani) e Rsh (Residenze sanitarie area riabilitazione – per disabili)  e nei centri diurni (anziani, disabili, salute mentale).

Ad oggi non è chiaro come da gennaio 2019 la Asl Napoli 1 Centro intenda garantire la prosecuzione dei servizi socio-sanitari e la tutela del lavoro di centinaia di operatori, molti impegnati sui servizi da oltre 20 anni, con un'esperienza che risale alla dismissione dai manicomi e alla realizzazione dei primi servizi per la salute mentale, la disabilità e le tossicodipendenze.

Non è chiaro nemmeno il motivo per cui la Asl Napoli 1 stia cercando di trasferire gli oss dall’Ati guidata da Gesco alla società Coad che attualmente gestisce l’assistenza domiciliare, attraverso un trasferimento diretto, nonostante il Tar lo abbia dichiarato illegittimo (sentenza T.A.R. n. 20180535 pubblicata in data 03/09/2018).

Allo stesso tempo sembra improbabile l'ipotesi che i lavoratori siano assorbiti dal servizio pubblico attraverso concorsi analoghi a quello di recente indetto dall'azienda ospedaliera Cardarelli, cui si sono iscritte oltre 16mila persone: nessun concorso prevede il cosiddetto "passaggio di cantiere" tra il vecchio ente gestore dei servizi e il nuovo, così come è invece prassi consolidata nel sistema di welfare integrato tra pubblico e privato sociale, per garantire la continuità del lavoro e dell'assistenza agli utenti e alle loro famiglie.

Altre Asl della Campania, con il pretesto di un supposto contenimento della spesa e l'obiettivo dichiarato di internalizzare i servizi, stanno adottando procedure analoghe che ovviamente non garantiranno  la stabilizzazione degli operatori né quella dei servizi ma serviranno solo a stravolgerne l'organizzazione, a chiuderne tanti altri e a promuovere una nuova cultura operativa dei servizi basata sulla medicalizzazione degli interventi e l'istituzionalizzazione degli utenti. Disperdendo uno straordinario patrimonio di esperienze e di competenze e causando la perdita di circa 2mila posti di lavoro nel corso del solo 2019.

Video della conferenza stampa