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Domenica 18 Novembre 2018




Donare sangue può salvare una piccola vita

La battaglia di Enrico è quella di tanti bambini

donazione sangue“Quando la malattia non ci riguarda da vicino, facciamo fatica a immaginarci cosa debba affrontare chi ne soffre. Poi accade qualcosa a un nostro figlio, nipote, amico, ed ecco che cambia tutto”. Questo “qualcosa” si chiama leucemia e a raccontare la storia di un piccolo grande guerriero che la sta affrontando da circa un anno con forza e determinazione, è la zia, Annabella Alfano, che lo ha sostenuto con la sua famiglia per tutto questo tempo.

La battaglia di Enrico, conosciuto sul web come #ENRYTHELION

Enrico, 5 anni e mezzo, l’estate scorsa comincia a stare male, ha febbre alta e dolori; la famiglia lo porta dal pediatra ma non si capisce bene cosa abbia. Il bimbo viene portato all’Ospedale Santobono, dove viene ricoverato e si procede con gli esami del sangue ma sembra non emergere nulla, se non i valori bassi dell’emoglobina. Insomma, il bimbo in apparenza e a guardare i risultati generali delle analisi, non sembra grave; vengono fatte diverse ipotesi e diagnosi; provate invano varie cure. Finché, il pediatra di fiducia della famiglia richiede l’analisi del midollo all’ospedale Pausilipon che viene concessa, dopo qualche titubanza, giacché, si tratta di un esame piuttosto invasivo. Dopo un po’ arriva la triste diagnosi: si tratta di leucemia linfoblastica acuta, il tumore del sangue più diffuso tra i bambini, una malattia che può colpire, indifferentemente, tutti, non c’è purtroppo alcuna prevenzione. Cominciano per Enrico le chemioterapie, mesi molto duri per il bambino, che ne esce molto debole, oltre ad essere costretto all’isolamento.

Oltre ai problemi fisici, l’isolamento

“Questo è uno degli aspetti peggiori, di cui non si parla. Nessuno di noi poteva andare a fargli visita, né lui né il fratellino hanno potuto mettere piede fuori di casa per quasi un anno” spiega la zia, che è anche posturologa, infatti, è stata lei a occuparsi personalmente della rieducazione motoria e del rinforzo muscolare di Enrico. “Sono stata l’unica ad incontrarlo più spesso, naturalmente con le dovute precauzioni, mascherina e materiale sterile, per cercare di rimetterlo in piedi, dopo che era uscito molto provato dalle chemio”, sottolinea Annabella Alfano, che sta per aprire uno studio specializzato in Chinesiologia e Posturologia (in Via dei Fiori 36, Mugnano di Napoli).

enrico mertens

Enrico la sua battaglia l’ha vinta, ma ci sono tanti Enrico che stanno combattendo questa stessa battaglia. Ora il bambino sta meglio, è tornato a scuola e conduce una vita quasi normale. A luglio prossimo termina il “protocollo nazionale” e il suo caso è stato classificato, per fortuna, tra quelli con un basso-medio rischio di recidiva, ma i controlli sono costanti e non si può mai abbassare la guardia.

Il piccolo, per il suo sesto compleanno, ha ricevuto un regalo davvero speciale: ha incontrato a Castel Volturno il suo idolo del calcio Napoli, il calciatore Dries Mertens (come si vede nella foto).

L’emergenza donazioni di sangue  

L’esperienza del piccolo Enrico viene socializzata sul web (dove subito diventa #EnryThelion) e, grazie alla testimonianza della famiglia, viene rilanciata la campagna per sensibilizzare alla donazione del sangue. Il sangue è, infatti, sempre necessario all’Ospedale Santobono-Pausilipon, il cui personale da anni lancia di continuo appelli a mettere a disposizione il bene più prezioso, indispensabile alla sopravvivenza di tanti bambini che soffrono, malati oncologici spesso molto piccoli, ospiti della struttura di Via Posillipo 226.

Anche zia Annabella diventa una donatrice, insieme a tanti amici e familiari: in genere, accade che molte persone si mobilitino dopo gli appelli lanciati sul web e sugli altri media, ma non è sufficiente.

“Dono Sangue, dono Vita”: contribuisci alla battaglia dei piccoli guerrieri!

A spiegarcelo è il dottor Claudio Cerchione, medico-chirurgo, specialista in Ematologia e fondatore del progetto “Dono Sangue, dono Vita”, all’interno della stessa struttura di Posillipo. “Ci sarebbe bisogno di moltissime trasfusioni in tutti i periodi dell'anno - spiega Cerchione - I bambini ricoverati qui, nel reparto di oncologia hanno urgente bisogno di sangue e piastrine. Chiunque ne abbia la possibilità è pregato di fare una donazione in ospedale. Aiutiamo i nostri piccoli guerrieri nella loro lotta quotidiana. Un piccolo gesto, che può significare tanto per chi ne ha bisogno”, è l’appello del dottore, impegnato da anni, insieme a tanti volontari, in questa battaglia.

Chi può donare?

Tutte le persone al di sotto dei 60 anni in buone condizioni fisiche, ma in linea di massima è sempre meglio rivolgersi all’esperto o andare direttamente in ospedale (non serve un appuntamento). 

Si può donare tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 8 alle 11 al Centro Trasfusionale dell'Ospedale Pausilipon in via Posillipo 226 (parcheggio gratuito riservato ai donatori). Per qualunque informazione, contattare dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 il numero 3475958064 (risponde un volontario sia a chiamate che whatsapp).

Maria Nocerino