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Giovedì 20 Settenbre 2018




“Bullismo e Cyber Bullismo”

Corso di aggiornamento tenuto da Cristiana Barone 

cyberbullismo 1Il bullismo e il cyber bullismo sono problemi da non sottovalutare. “Poco più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri coetanei”, spiega la giornalista Cristiana Barone che terrà il corso di aggiornamento su “Bullismo e Cyber Bullismo” organizzato dalla Scuola di Formazione del Gruppo di Imprese Sociali Gesco.

Riscuote già largo consenso ed adesione il corso di aggiornamento della durata di 200 ore che partirà il 19 ottobre presso la Scuola di Formazione Gesco, in via Vicinale S. Maria del Pianto, 61, torre 1, 11°piano, rivolto agli assistenti sociali ai quali saranno riconosciuti 45 crediti formativi, ai docenti, ai genitori e a quanti affrontano quotidianamente il tema dell’aggressione da parte di più piccoli verso i loro coetanei. Il corso sarà diretto dalla giornalista Cristiana Barone, da anni impegnata al contrasto delle diverse forme di bullismo e cyber bullismo, affiancata dalla psicologa Maria Luisa Proetto Popolo, e sarà focalizzato su come interpretare il malessere, riconoscerlo e soprattutto affrontarlo con le giuste strategie.

“Il fenomeno del bullismo, anche tra i più piccoli, è in crescita. Poco più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri coetanei. Ragion per cui, è fondamentale non sottovalutare il problema”, spiega Cristiana Barone.

Dai dati dell'Istat deduciamo che il cyberbullismo è comunque molto meno frequente di altre forme di bullismo perpetrate "offline". Tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o internet, il 5,9% denuncia di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Sono soprattutto le ragazze, più dei ragazzi, a essere vittime del bullismo perpetrato attraverso la Rete. La violenza può essere anche di gruppo e in questo caso facciamo riferimento alle baby gang, per cui si intende quel gruppo dominante che in un sistema di relazioni asimmetriche si impone. Simile al bullismo tradizionale, ma in maniera più organizzata e sistematica. Emulazione mafiosa, struttura gerarchica definita, regole di condotta. Buona coesione tra i membri e il controllo del territorio. Spesso i protagonisti sono ragazzi di buona famiglia, malati di noia e benessere che cercano nella gang lo strumento per conquistare un dato status sociale. Intervenendo in modo tempestivo, si può evitare che questi minori mantengano nel tempo il loro atteggiamento aggressivo. Le nuove tecnologie a disposizione, internet e telefoni cellulari, sono diventati ulteriori potenziali mezzi attraverso cui compiere e subire prepotenze o soprusi.

Cristiana Barone

“In tutte le forme di bullismo citate- continua la giornalista -, le conseguenze psicologiche e le ripercussioni del fenomeno implicano un intenso livello soggettivo di sofferenza che va ad interessare l’area individuale e relazionale delle vittime con effetti anche gravi sull’autostima e sulle capacità socio-affettive, sul senso di autoefficacia, sull’identità personale. Possono riscontrarsi anche difficoltà scolastiche, ansia, depressione e, nei casi più estremi, idee suicidarie. A loro volta, i bulli, se persistono nel loro atteggiamento e comportamento, rischiano di strutturare disturbi della condotta e successivamente disturbi antisociali della personalità”.

Una figura fondamentale che può affrontare efficacemente il problema è quella degli operatori sociali che si trovano nella posizione migliore per promuovere una collaborazione tra scuola e famiglia agendo all’interno del sistema scolastico e conservando al contempo i collegamenti con le reti che stanno all’esterno. Gli operatori sociali non sono chiamati a svolgere funzioni di controllo, ma esclusivamente di aiuto ai ragazzi, sono quindi nella posizione ideale per favorire un intervento precoce e incoraggiare sia il personale della scuola che i genitori a dedicare maggiore attenzione ai reciproci punti di vista. Per questo motivo la formazione degli operatori sociali e di altre figure di mediatori risulta fondamentale.

I Temi Centrali del Corso, che utilizzerà la metodologia della “tempesta di idee”, verterà sui seguenti temi: la normativa ministeriale; i modelli teorici di riferimento; il Bullismo e Cyberbullismo (la gestione del conflitto: come avviene e come cambiarla); il profilo del bullo e della vittima “offline” e “online” (aspetti di personalità, modalità comportamentali e ripercussioni psicologiche); le baby gang: a confronto violenza di gruppo/violenza nel rapporto una, uno (cause, prevenzione e difesa); le abilità sociali e l’intelligenza emotiva del minore (la duplice modalità di espressione); servizi sociali (ruolo e compiti di mediazione); il “disagio” del minore non solo scolastico; strumenti di valutazione, analisi dei casi, strategie d’intervento; analisi grafologica della scrittura nell’età evolutiva.

Scopo del Corso promosso da Gesco è sviluppare le conoscenze (legislazione, incidenza del fenomeno, segnali di rischio, campanelli di allarme, modalità di intervento e strumenti di lavoro) per la lettura del disagio minorile; promuovere la comunicazione tra il Servizio Sociale (Area minori e famiglie) e l’Istituzione Scolastica e attivare un percorso di collaborazione ed integrazione delle competenze tra i soggetti presenti sul territorio, al fine di rispondere al compito di tutela del minore.

Per Contattati e prenotazioni - Scuola di Formazione di Gesco: 081/7872037

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