Il mare del Golfo negato alle persone con disabilità

disabileLa Caremar (Campania Regionale Marittima) è la principale compagnia di navigazione della Regione Campania e “svolge attività di pubblico servizio, garantendo il raggiungimento dei 7 porti del Golfo di Napoli con ogni condizione meteo”. Almeno questo è quanto si legge sul suo sito istituzionale, che ha anche una sezione specifica dedicata ai servizi e all’assistenza che dovrebbero essere garantiti alle persone con disabilità o “con ridotta mobilità motoria”.

Non sembrerebbe così ad ascoltare le persone con disabilità che, seguite legalmente da Federconsumatori Campania, hanno denunciato una situazione che rende di fatto impraticabile il trasporto su mare per chi è in carrozzella o ha difficoltà di deambulazione, in particolar modo nelle corse del mattino (dalle 6.00 alle 13.30) e sul tratto Procida-Napoli, e viceversa, impedendo a molti cittadini di andarsi a curare nel capoluogo campano.

L’azione (di tutela giudiziaria delle persone con disabilità discriminate) è stata sostenuta da Federconsumatori regionale, insieme all’associazione “l’Isola che non isola” di Procida, contro Caremar S.p.a. al fine di ottenere l’adeguamento della flotta ai requisiti previsti dalla normativa nazionale ed europea in tema di eliminazione delle barriere architettoniche sulle navi. Una normativa – quella stabilita dal Decreto legislativo 52 del 2005 poi aggiornato al 2018 - che esiste da anni e prevede la creazione di nuove navi secondo i requisiti di legge e l’aggiornamento delle vecchie flotte ai parametri di accessibilità; eppure le navi non si sono mai adeguate.

faraglioni

Insomma, alle persone con disabilità è praticamente negato il diritto di viaggiare per mare e raggiungere, per motivi di lavoro o anche di piacere, Napoli e le isole del Golfo. Solo in alcuni casi, e sotto precisa responsabilità del comandante che da’ il suo via libera, gli utenti del servizio offerto da Caremar riescono a viaggiare, a patto di restare fermi in garage per tutta la durata della traversata, isolati, al di fuori del rispetto di ogni norma di sicurezza e senza possibilità di accedere ai servizi igienici e agli altri normali servizi di assistenza presenti sulla nave, in una condizione di palese discriminazione rispetto agli altri passeggeri.

Per sollecitare all’attenzione della stampa e delle istituzioni questo problema, le due organizzazioni sociali hanno tenuto stamattina un presidio davanti al Tribunale civile di Napoli, dove, dinanzi al Giudice della XIII Sezione Civile del Tribunale di Napoli Silvana Sica, si è tenuta l’udienza di discussione del ricorso.

“La discussione è andata bene, il giudice ha concesso il termine del 7 settembre, entro il quale le parti in causa devono presentare note conclusionali in cui ognuno deve dare le sue ragioni – spiega l’avvocato Felice Petillo, che ha seguito l’azione insieme alle legali Mariassunta Di Carluccio e Daniela Ambrosino – Dovremmo quindi ottenere delle risposte in tempi non troppo lunghi”.

Da parte sua, la Caremar si giustifica dicendo che “ha agito in deroga alla legge”, perciò non ha ancora proceduto al completo aggiornamento delle sue navi, di cui 4, in particolare – che sono quelle che poi servono la tratta Procida-Napoli - risultano effettivamente inaccessibili ai disabili, come riportato sullo stesso sito istituzionale della compagnia marittima campana, stando alla difesa dei consumatori.

“Purtroppo si tratta di una situazione che riguarda anche altre flotte che a Napoli servono il trasporto su nave per Ischia, Procida e Capri ma abbiamo cominciato dalla Caremar – spiega il responsabile di Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo - società marittima finanziata con fondi pubblici. Poi procederemo con le altre compagnie private, che pure hanno delle norme da rispettare anche se non stringenti come nel caso di quelle pubbliche, dato che hanno la possibilità di adeguarsi alla normativa anno per anno”.

“Sta di fatto – continua Stornaiuolo – che da più di 10 anni esiste una normativa, colpevolmente inadempiuta, che obbliga gli armatori a prevedere su ogni traghetto, aliscafo, nave veloce, almeno un ascensore e posti riservati ai passeggeri disabili. Ci aspettiamo un’attenzione maggiore al tema anche da parte delle istituzioni, sia regionali che locali, trattandosi della necessità di garantire l’accessibilità ad un servizio pubblico di cui Caremar è a tutt’oggi affidataria”.

Maria Nocerino