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Sabato 19 Ottobre 2019




Umanizzare il carcere: anche Fico alla presentazione del libro di Antonio Mattone

IMG 20180716 1227311“Quando uscirò dal carcere la palla passa a me, come mi hai detto tante volte tu”. Passione civile e umana solidarietà sono stati i due motori che hanno spinto Antonio Mattone a riflettere su malavita, solitudine e riscatto nel carcere e a scrivere il libro “E adesso la palla passa a me” (Guida editore) presentato presso la Casa Circondariale “Giuseppe Salvia Poggioreale”. Con l’autore ne hanno discusso il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e Marco Del Gaudio, introdotti dal direttore de Il Mattino Federico Monga.

Nel libro Mattone, volontario a Poggioreale dal 2006, racconta 10 anni di esperienza vissuti all’interno del carcere napoletano e di altri penitenziari italiani, attraverso gli articoli che ha scritto come editorialista de Il Mattino. Sovraffollamento, sicurezza della società, violenza, salute, Opg, diritti negati, volontariato sono i temi affrontati, con un'unica necessità di sottofondo: umanizzare il carcere.

«Questo libro potrebbe anche essere usato nelle scuole di giornalismo – ha detto il direttore de Il Mattino Federico Monga – Antonio Mattone coltiva il dubbio, non ha delle certezze: denuncia con forza e senza mezzi termini. Tratta una materia complicata tenendo sullo sfondo i diritti sanciti dalla Costituzione e che non hanno trovato riscontro nella realtà, visto che la politica oscilla tra misure emergenziali e quelle securitarie. Mattone invece si mette nel mezzo, osserva dal punto di vista privilegiato di operatore volontario e di giornalista, con la capacità di guardare ciò che accade senza avere pregiudizi».

«A partire dai colloqui, ho voluto raccontare i problemi, le ansie, la disperazione ma anche la voglia di riscatto dei detenuti – spiega Antonio Mattone - Ho conosciuto persone di diverso tipo, è un universo incredibile in cui ognuno aveva i suoi problemi particolari ma se si pensa al carcere quello della salute è il problema più grande. Solo per fare un esempio: il ragazzo da cui ho tratto la citazione del titolo fu ferito durante una rapina ed è rimasto per un anno con il proiettile nella gamba».

“Il carcere di Poggioreale in 12 anni è molto cambiato – dice ancora Mattone - ci sono tante persone che lavorano con grande passione e sacrificio. Tuttavia c’è ancora molto da fare: in Italia ci sono 58mila detenuti su una capienza di 50mila, ci vorrebbe il 16 per cento in più di strutture e anche il personale è sottodimensionato. Quella della responsabilizzazione credo sia l’unica strada che abbiamo davanti». Mattone ha ricordato anche le circa 400 persone in regime di sicurezza - il cosiddetto “ergastolo bianco” - anche dopo aver scontato la loro pena perché considerate socialmente pericolose: «Una misura che andrebbe abrogata perché antiquata – ha detto - ghettizzare nelle carceri non credo sia una delle soluzioni migliori”.

 “Questo non è un momento qualunque – ha detto Marco Del Gaudio, vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria  - ma quello in cui è in discussione l’ordinamento penitenziario. Attraverso libri come questo abbiamo una visione aggiornata delle problematiche delle carceri e quando le istituzioni vengono a visitare il carcere stanno chiedendo, in effetti, di passare loro la palla, di capire come migliorare una situazione in cambiamento. Il diritto a un trattamento penale appartiene al novero dei diritti della dignità della persona. Il nostro sistema penitenziario è troppo perché si reagisce a qualsiasi tipo di mancanza con il carcere, ma anche  troppo poco perché se togli il carcere non c’è altro”.

“È la prima volta che vengo a Poggioreale e la seconda che visito un carcere – ha detto il Presidente della Camera Roberto Fico - Da terza carica dello Stato sento come un vero dovere quello di venire in questi luoghi ancora più di prima  La pena deve essere certa i cittadini devono sentirsi sicuri che quando si commette un reato ci sia la pena certa però ci sono mille modalità. Ogni volta che si fanno indagini veloci dopo lo Stato non riesce a far progetti seri e all’avanguardia. Deve esserci invece l’occupazione dello Stato sui territori che va fatta in mille modi”.

“Il libro l’ho trovato molto interessante e molto vissuto – ha detto infine l’onorevole Fico – E’ un libro vero di chi ha vissuto in prima persona ciò che scrive. C’è non solo il diritto alla dignità ma alla costruzione della propria identità. Dobbiamo riuscire a dare l’opportunità nel carcere di costruirle. Cercherò di lavorare con tutti per portare queste questioni in Parlamento e per arrivare a dei cambiamenti sostanziali. Io ci credo e voglio farlo fino in fondo”.

(Ida Palisi)