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Domenica 18 Novembre 2018




A quando la ripresa dell’attività trapiantologica cardiaca in età pediatrica in Campania?

Federconsumatori Nazionale avvia ricorso contro l’Ospedale dei Colli

Ospedale MonaldiL’attività del trapianto di cuore in età pediatrica in Campania assicurata dal Monaldi-Ospedale dei Colli è stata interrotta un anno fa per poi dividere in due l’assistenza ordinaria ai degenti tra bambini sotto i 10 anni in reparto pediatrico e bambini con oltre dieci anni negli adulti, il tutto a causa del conflitto tra primari.

Federconsumatori Nazionale presenterà il ricorso legale avverso l’azienda ospedaliera “Dei Colli” per comportamento scorretto in danno dell’utenza pediatrica del Centro Trapianti dell’Ospedale Monaldi e indice insieme alComitato Genitori Bambini Trapiantati e Trapiantati Adulti una conferenza stampa venerdì 13 luglio alle 11.00 nella sede di Federconsumatori Campania, in Corso Umberto I, 381.

Presentazione del Ricorso legale di Federconsumatori per comportamento scorretto in danno dell’utenza pediatrica del Centro Trapianti dell’Ospedale Monaldi. Pazienti pediatrici ricoverati in reparti adulti. Quali garanzie d’assistenza?

Persiste la negazione di diritti e garanzie elementari dei pazienti pediatrici presso il Centro trapianti del Monaldi di Napoli vittime dell’illegittima interruzione di un pubblico servizio che negando il trapianto di cuore da oltre un anno divide l'Italia in due, mortificando l'accesso ai diritti di cura dei bambini del sud. Dopo i vari ricorsi di Federconsumatori, le proteste e gli scioperi della fame dei genitori dei bambini Trapiantati arriva l’innovativo ricorso legale di Federconsumatori Nazionale avverso l’azienda ospedaliera “Dei Colli” per comportamento scorretto in danno dell’utenza pediatrica del Centro Trapianti dell’Ospedale Monaldi e indice una conferenza stampa venerdì 13 luglio alle 11.00 nella sede di Federconsumatori Campania, in Corso Umberto I, 381.  L’obiettivo dell’incontro è quello di di focalizzare nuovamente l'attenzione della collettività sulla carenza di garanzie di assistenza e ribadire la ferma intenzione di Federconsumatori di sostenere, con tutti gli strumenti giuridici a disposizione, le famiglie del Centro Trapianti per ottenere la ripresa dell’attività trapiantologica pediatrica e lo svolgimento in modo rispettoso dei bisogni e delle esigenze dei bambini come compendiate nella la “Carta dei diritti del Bambino in Ospedale”, sottoscritta da tutti i maggiori centri pediatrici nazionali. Alla conferenza saranno presenti: Rosario Stornaiuolo, Presidente Federconsumatori Campania; Carlo Spirito, Consulta Giuridica Federconsumatori Campania e Sergio Veroli della Presidenza Nazionale Federconsumatori. Parteciperà al dibattito il Comitato Genitori Bambini Trapiantati e Trapiantati Adulti e il Comitato Sanità Campania.

Il comportamento scorretto dell’azienda ospedaliera “Dei Colli” secondo il Comitato Genitori Bambini Trapiantati e Trapiantati Adulti

“Dopo tanto combattere- racconta Dafne Palmieri, referente del Comitato Genitori Bambini Trapiantati e Trapiantati Adulti-, dopo lo sciopero della fame che ho fatto a marzo per sensibilizzare l’opinione pubblica all’arresto della trapiantologia per bambini, non è cambiato nulla, a parte aver diviso in due la cardiologia per bambini facendo afferire i bambini sotto i 10 anni al dottor Oppido e quelli dai 10 anni in su spostandoli nel reparto per adulti diretto dal dottor Maiello con responsabilità dei bambini al dottor Petraio (delibera 56/2018 del 17 marzo scorso). Ma intanto non è stata definita una squadra, non ci sono le strumentazioni e non sono stati stabiliti i percorsi di assistenza. C’è stata la deportazione dei bambini in una dimensione logistica virtuale e comunque resta il blocco per tutti i bambini fino ai 18 anni che non possono essere trapiantati a Napoli e devono andare a Roma”.

Il ricorso innovativo di Federconsumatori Nazionale contro l’ospedale dei Colli 

“Azioni legali di questo tipo, che denunciano il comportamento scorretto di aziende pubbliche – spiega l’avvocato Carlo Spirito della Consulta Giuridica Federconsumatori Campania-  sono state usate in modo molto scarso dalle associazioni di consumatori nei confronti. La particolarità delle aziende ospedaliere è che pur essendo pubbliche operano secondo il modello del diritto privato stabilendo un atto aziendale. Noi pertanto ci siamo rivolti al Tribunale ordinario anche perché questo caso particolare possa essere utile alla giurisprudenza generale e sancire, anche da un punto di vista politico, che quando parliamo della salute stiamo parlando di un diritto e non di interessi affievolibili dalla discrezionalità della dirigenza sanitaria. In particolare nell’Ospedale dei Colli è stata attuata prima la sospensione del servizio trapiantologico a causa del conflitto relazionale tra due primari rilevato dall’audit realizzato da Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt). Il conflitto è stato avallato dall’azienda tanto da aver disposto un’indegna spartizione sulla pelle dei bambini, affidati a reparti diversi nonostante un modello aziendale unitario che invece prevede una collaborazione tra i vari medici di reparti diversi, una collaborazione che non veniva attuata a causa del conflitto che aveva portato all’estromissione di alcuni medici dal reparto pediatrico. Pertanto chiederemo attraverso il ricorso all’Agenzia dei Colli di riprendere immediatamente l’attività trapiantologica e che tutti i bambini possano beneficiare solo ed unicamente del reparto pediatrico con la collaborazione di tutti i medici competenti, superando il conflitto. Inoltre chiediamo la riorganizzazione di percorsi diagnostico terapeutici per i bambini, là dove è soprattutto nell’emergenza che si sconta la mancanza di percorsi prestabiliti che determina la discrezionalità e quindi l’errore. Già mesi fa l’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, era intervenuta per imporre al Monaldi la realizzazione di una carta dei servizi e la pubblicazione delle liste d’attesa, ma al momento c’è solo una bozza della carta dei servizi e il percorso non è stato completato”.

Alessandra del Giudice