Gravissima aggressione omofoba in Villa Floridiana

Dura condanna di Non una di meno e di Arcigay

bandiera rainbowNapoli, 25 giugno 2018, Villa Floridiana, ore 18.30: un ragazzo di 16 anni sta passeggiando con il cuginetto e viene aggredito da un trentenne omofobo che lo insulta per il suo abbigliamento. Lo sdegno e la condanna dell’assemblea transfemminista Non una di meno e di Antonello Sannino, presidente di Arcigay. 

“Ero in compagnia di mio cugino, stavamo uscendo dalla Floridiana, quando sul viale principale incrociamo un ragazzo sulla trentina, che senza nessun tipo di interazione, inizia ad insultarmi per la mia camicia, poi mi da’ del ricchione. Io non gli do retta, non rispondo perché la mia camicia è favolosa, e continuo a camminare. Lo stronzo però mi raggiunge e con uno schiaffo seguito da un pugno, mi manda a terra e inizia a colpirmi ripetutamente con calci mentre urlava: “Tu non sai chi sono io, ti sparo e ti faccio morire qua a terra!” Tutto questo davanti a delle persone che non intervengono. L’unica cosa che sanno dire è: “Non lo prendere a calci, che poi si rompe”. A quel punto mi intima di andarmene e così faccio, sperando che mio cugino sia lontano, si sia salvato almeno lui".

Questa non è la scena di un film violento ma il lucido racconto di R. 16 anni, membro dell’ assemblea transfemminista Non una di meno che denuncia: “Un nostro compagno, uno/a di noi è stato aggredito, ha vissuto sulla sua pelle la violenza eteropratiarcale che combattiamo e sfidiamo quotidianamente con i nostri corpi e le nostre pratiche. R. come tanti/e, troppi/e ha vissuto il confine a cui viene sottomesso il suo corpo, delegittimato ad attraversare lo spazio pubblico da un altro corpo etero, bianco, virile e maschio abbastanza da assalire senza un motivo apparente.  Senza un motivo apparente ma con una matrice molto chiara: la violenza machista, sessista e omotransfobica. R. viene preso di mira perché riconosciuto dissidente dalla norma, perché lo spazio pubblico non è un posto sicuro se sei “nu ricchion e merd” e, per di più, indossi addirittura una camicia a fiori. Lo spazio pubblico non è un posto sicuro per corpi che sfidano l’eteronorma, per donne, per froci, lelle, queer, per corpi trans, per corpi non confomi, indecorosi, per corpi non bianchi, per corpi non abili. Lo spazio pubblico è teatro della mascolinità tossica ed egemonica che individua e attacca tutto ciò che riconduce ad una femminilità non asservita; la violenza DEL genere divide e separa i ruoli e le aspettative: se non sei abbastanza macho, se non incarni il maschile, se la tua voce non sprigiona testosterone e se non giochi nello spogliatoio a chi ce l’ha più grosso finisci per direttissima nel girone dei froci, finisci preso a calci nel cuore verde del quartiere “bene”.  In un momento storico in cui dalle fogne tornano a galla vecchi e nuovi fascismi e razzismi, in cui si chiudono i porti, in cui ai migranti si spara, in cui le persone queer vengono picchiate nell’indifferenza generale, lo spazio pubblico sarà il luogo da dove cominceremo la nostra resistenza con l’autodifesa trans femminista”.

Non Una Di Meno Napoli ribadisce oggi ancor più forte il suo carattere antifascista, antirazzista e antisessista: “Sentiamo il bisogno di leggere in una prospettiva di più ampio margine, non resteremo zitti/e, non resteremo a casa, ci riprendiamo ogni giorno lo spazio, le strade, indecorose più di prima”.

Si unisce alla condanna e allo sdegno dell’assemblea trans femminista il presidente di Arcigay Antonello Sannino che afferma: “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza concreta al ragazzo vittima di violenza e odio e ringraziamo Non una di meno per la denuncia pubblica. I fatti raccontati ci spingono ancora una volta a chiedere l'immediata discussione della legge regionale contro omofobia ferma imperdonabilmente da troppo tempo alla sesta Commissione Regionale presieduta da esponente  del Partito Democratico, Tommaso Amabile. Invitiamo tutte le cittadine tutti i cittadini libere/i a fare fronte comune contro l'intolleranza e lo odio sabato 30 giugno a Pompei per il Pride.  Solo l'alleanza tra le forze democratiche, civili, libere di questo paese possono creare un argine vero alla deriva violenta, razzista, misogina, e omotransfobia nel nostro Paese. Occorre da subito di partire nelle scuole e tra i giovanissimi/e per ricostruire una nuova cultura dell'accoglienza e del rispetto di tutti e di tutte. Se un ragazzo di 16 anni, oggi in Italia, viene pestato e insultato "ricchione"mentre passeggia con il cuginetto in una villa comunale, la colpa è di tutti noi, di uno Stato che ha come ministri della Repubblica istigatori all'odio e all'intolleranza come Salvini e Fontana o di una chiesa cattolica complice di gente come Adinolfi che viene invitato a parlare dal pulpito di una Chiesa, da un luogo che dovrebbe essere di pace e accoglienza e che diventa invece la cassa di risonanza dell'odio”.