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Domenica 19 Agosto 2018




Il nuovo Governo? Porterà un depauperamento del welfare

Corbisiero ncsIntervista al sociologo Fabio Corbisiero

Un giudizio molto critico quello del sociologo Fabio Corbisiero, docente all’università di Napoli Federico II e esperto di welfare, sul nuovo Dicastero della Famiglia e delle Disabilità, e su tutta la formazione di Governo. Un Governo che intende avvalorare una visione “giusnaturalista” della famiglia, cancellando anni di lotte sociali e di conquiste di diritti. Ministri che si comportano più come dei leader politici (di destra) che come rappresentanti istituzionali, da Salvini (con la sua ultima uscita “E’ finita la pacchia” a proposito dei migranti che continuano a morire in mare) al ministro alla Famiglia e alle Disabilità Lorenzo Fontana (che ha negato l’esistenza stessa delle famiglie arcobaleno).

Cosa pensa del nuovo Ministero della Famiglia e delle Disabilità?

La prima cosa che sorprende è che non si parli di politiche sociali, quando l’Italia ha una lunga tradizione in questo senso. Trovo poi un po’ bizzarro, come docente e cittadino, che il termine “famiglia” venga declinato al singolare, mentre finora si è sempre parlato di famiglie, al plurale, intendendo anche coppie di fatto, monogenitoriali, madri sole, non solo le famiglie arcobaleno, di cui il ministro Fontana ha addirittura negato l’esistenza con una uscita infelice. Insomma, il governo ha deciso che la famiglia è una sola, luogo del diritto naturale, compromettendo così il lavoro dei recenti governi e anche la tutela e la advocacy che i giudici, con la società civile, in questi anni hanno costruito intorno ai diritti delle famiglie arcobaleno.

Sul dicastero alle disabilità, non sono sorpreso perché Salvini in campagna elettorale ne aveva parlato: è riuscito a creare un ministero ad hoc, questo potrebbe essere un punto di forza, ma bisognerà vedere se si saprà circondare di professionisti, esperti, che sappiano gestire nella pratica queste complesse materie e tradurle nella azione governativa.

 

Cosa vuole significare l’associazione tra Famiglia e Disabilità? 

Il significato è quello di ridare vigore a una visione giusnaturalista di famiglia, luogo naturale del diritto, da tutelare in quanto soggetto nella sua dimensione classica, come sono da tutelare le persone disabili, i cui problemi sono in capo e in carico alla famiglia, secondo questo governo. Da qui l’abbinamento tra le due cose.

 

Che ripercussioni avrà in termini sia ideologici che pratici questo nuovo Ministero?

La prima questione è tecnica: non mi aspetto che questo Dicastero sappia gestire materie così difficili, come la disabilità, competenza a cavallo tra politiche sociali e sanità, senza saperi esperti. Dubito che l’attuale ministro al ramo si possa circondare di professionisti e tecnici capaci di gestire tutto questo.

 

Cosa pensa del ministro Fontana e della nuova formazione di Governo?

I ministri dovrebbero essere rappresentanti di tutti i cittadini, non solo di chi li ha votati, cariche istituzionali da cui non ci si aspetta certo che facciano commenti offensivi e gratuiti, come sta accadendo, compromettendo il lavoro fatto dalle associazioni, dalle scuole, dalla società civile tutta sulle tematiche Lgbt, ad esempio. Salvini e Fontana si comportano come se stessero ancora in campagna elettorale, parlano con un linguaggio pregno di propaganda e di ideologia di destra, non da politici che stanno al Governo.

 

Crede che saranno tempi difficili per il welfare viste le premesse?

Ci aspettano tempi difficili, segnati da un complessivo depauperamento del paniere destinato al welfare: questi ministri non sapranno dove prendere i fondi, avranno in mente dei tagli funzionali ad altri finanziamenti più congrui alla loro linea. Anche quando parlano di rafforzare i consultori familiari, secondo me non sanno esattamente dove mettere mano. E comunque agiscono sempre per questioni ideologiche, non per ragioni superiori. Ho la sensazione che questo sarà un governo del parlare, proclamare, non certo del fare.

Staremo a vedere cosa succederà…Altrimenti?

Diamogli tempo ma, se è come credo, dovremo ben presto scendere in piazza e andare sotto i palazzi, non comunicare a mezzo social, ma rispondere alle provocazioni ideologiche con la protesta in piazza e l’azione sui territori. A sensibilizzare la gente servono anche convegni, come quello che stiamo promuovendo, con tutti gli osservatori e centri di ricerca Lgbt, il prossimo 28 giugno a Verona: proprio nella città del ministro Fontana la comunità scientifica si incontrerà per parlare di tematiche di genere.

Maria Nocerino