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La "Mehari Verde" viaggia nelle scuole d’Italia

Mehari Verde ScuoleRiparte idealmente da Napoli, sulle note musicali, la “Mehari Verde” di Giancarlo Siani. Gli ideali del giovane cronista ucciso si rimettono in moto grazie alla bella canzone di Nando Misuraca e ad uno speciale tour-dibattito nelle scuole italiane. Il cantautore ci racconta che valore ha per i giovani di oggi la memoria.

E’ Partito dall'Itis "Leonardo Da Vinci" di Napoli passando per l’Università Ciels di Milano ed i licei partenopei “Genovesi” e “Vittorini” e l’ITIS Marie Curie (Ponticelli) per poi approdare a Maglie (Lecce) e Sala Consilina il tour che continuerà a portare nelle scuole "Mehari Verde", il nuovo singolo di Nando Misuraca ispirato alla vicenda umana del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nell'85. Infatti il cantautore e produttore napoletano, ha iniziato così il suo inedito viaggio a contatto con i giovani e che sfocerà nell'album "Inconsapevoli Eroi" in uscita a ottobre 2018. Il brano "Mehari Verde" prodotto dall'etichetta discografica indipendente Suono Libero Music (con partner Iod Edizioni), il brano è fortemente sostenuto dal prestigioso "Premio Elsa Morante", rassegna che lo scorso maggio l'ha lanciato in anteprima direttamente dall'Auditorium Rai.

Guarda il Videoclip della Mehari Verde:

Abbiamo incontrato Nando Misuraca che ci ha raccontato come è nato il brano “Mehari Verde” e quali sono i valori e gli ideali che porta con se nelle scuole italiane.  

Come è nata la canzone Mehari Verde?

Oltre ad essere un musicista ho un passato piuttosto attivo da giornalista (sono fieramente pubblicista) ed è un mestiere che amo fortemente come tutto ciò che entra nella sfera della comunicazione. Diciamo che la musica per me è un continuo della mia attività come professionista della comunicazione, è solo cambiata la modalità di “esecuzione” nel veicolare la notizia. Giancarlo per me è stato sempre un simbolo di libertà di pensiero e quando, qualche anno fa, fu rimessa in moto la sua “Citroen Mehari” scrissi di getto questa canzone. Pensai a questo ragazzo perbene ma “ribelle” nel suo essere determinato verso la verità, che percorreva la distanza tra Napoli e Torre Annunziata con i capelli al vento a bordo della sua “Mehari Verde”. La inviai al mio amico Arnaldo Capezzuto, cronista tra i più bravi e preparati che abbiamo in Italia, e fu grazie al suo incoraggiamento ed interessamento che andai ad eseguirla al PAN in occasione del lancio ufficiale del viaggio della “Mehari Verde”. Ricordo che il primo ascoltatore fu Erri De Luca. Poi a maggio 2017 grazie all’interessamento del “Premio Elsa Morante” la canzone è stata rilanciata all’Auditorium Rai.

Nel videoclip di “Mehari verde” tanti personaggi napoletani impegnati nel mondo della cultura, come si sono avvicinati a questo progetto?

Il videoclip, diretto da Claudio D'Avascio, vanta la partecipazione di nomi importanti della cultura partenopea come lo scrittore Maurizio De Giovanni, l'attrice Barbara Mercurio (co-autrice anche della sceneggiatura) , il sociologo-cantautore Lello Savonardo, il giornalista Arnaldo Capezzuto, il poeta Raffaele Sannino, la danzatrice e coreografa Carmen Ventrice. A questi si aggiunge anche un singolare cameo degli studenti-speaker di F2 Radio Lab, dell'Università Federico II. Sono tutti amici professionisti che, come me, hanno fatto dei loro sogni la loro professione e tutti hanno sposato la causa in maniera del tutto spontanea. Nel girato appare anche Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis, da sempre impegnato nella lotta alla Criminalità attraverso la cultura e ovviamente entusiasta della canzone dedicata al fratello Giancarlo.

La “Mehari Verde” grazie a te ha iniziato idealmente un viaggio nelle scuole con uno speciale tour dibattito. Come si svolgono gli incontri?

Sono stato in tante scuole in tutta Italia incontrando oltre 1000 studenti, ma continuerò il mio viaggio: il tour è pressoché infinito: rivive ogni volta che una scuola ci contatta per incontrare i ragazzi. Nel tour dibattito mi accompagnano l'attrice Barbara Mercurio, tra i protagonisti e co-sceneggiatrice del videoclip di "Mehari Verde", attualmente impegnata in "Un Posto al Sole" e lo scrittore Paolo Miggiano, da anni impegnato sui temi della legalità con la Fondazione Polis, che racconta all'attenta platea inediti risvolti della vicenda di Giancarlo collegandola idealmente a quella trattata nel suo libro "Ali Spezzate" sulla piccola Annalisa Durante. Il progetto è quello di un tour dibattito quindi i ragazzi sono chiamati a confrontarsi con noi sulle tematiche che si evincono dai personaggi che raccontiamo. La cosa singolare è che puntiamo sulle passioni dei protagonisti dei nostri racconti, cercando di stimolare la curiosità e la creatività dei giovani. Ad esempio di Giancarlo Siani parliamo, non tanto della sua triste fine, quanto del suo ardente desiderio di diventare giornalista sebbene al momento dell’uccisione non era nemmeno pubblicista! Stuzzicare la mente dei ragazzi è l’obiettivo primario degli incontri che vogliono portare agli studenti esempi positivi di persone (viventi o non) che hanno scelto una vita di passionalità, inseguendo i propri sogni.

In una società in cui i giovani corrono a velocità “tecnologiche” e non si soffermano che un click su un pensiero, ha ancora un senso ricordare?

Ricordare ha sempre senso è lasciare una traccia nella memoria, un segnale a bassa frequenza che sedimenta nell’anima della gente e che forse, seme dopo seme, può fiorire in una coscienza di un individuo, si spera, sempre più libero.

Che feed back hai ricevuto dai ragazzi sulla “Mehari Verde”?

Un feedback entusiasta da parte loro ed entusiasmante per me. Ho scritto questa canzone per amore verso la figura di questo giovane cronista assassinato dalla paura e dall’ignoranza camorristica, ho ricevuto tanto di più dai giovani che, con la loro energia pulita mi hanno spinto a proseguire su questa strada. Sono nate così altre 12 tracce che comporranno il mio prossimo album intitolato “Inconsapevoli eroi” in uscita ad ottobre 2018 e che conterrà storie di italiani (viventi e non) che hanno scelto la via “giusta e più difficile” dell’essere civili a quella dei compromessi dei codardi.

Quali le domande più frequenti, quali le frasi che hanno detto i ragazzi e ti sono rimaste impresse?

La domanda più frequente all’inizio del nostro tour-dibattito era “Ma a Giancarlo chi gliel’ha fatto fare di lottare per la verità se poi è morto ammazzato?” La risposta spesso unanime dei ragazzi, dopo il dibattito era: “Giancarlo, nonostante avesse soli 26 anni ha vissuto veramente e non è morto invano. Chi vive per un proprio ideale non muore mai veramente”.

In quali ideali credono i giovani oggi e quanto vengono influenzati dai media?

I ragazzi di oggi sono menti aperte e vive, tutto il contrario di ciò che dipingono i media, ma vanno stimolati portandogli esempi di uomini giusti e positivi, di personalità che hanno fatto della passione il loro credo per la realizzazione dei propri sogni. Infatti i ragazzi che ho incontrato erano spaesati, ma desiderosi di sapere. Vengono letteralmente bombardati dai media che, spesso e volentieri, forniscono esempi tutt’altro che positivi più votati ai risultati commerciali che a quelli culturali. Si pensi ai Talent Show dove non esiste una vera e propria gavetta per raggiungere la popolarità d’artista e viene lanciato il messaggio del “chiunque può, basta entrare in TV” o alle fiction (Gomorra in testa) dove viene mostrata un’immagine “trendy” del boss della camorra: uno Stato dove non esiste la Polizia , dove il potere si conquista solamente con la forza della violenza in una guerra infinita che lascia sì morti sul campo, ma solo per essere sostituiti da personaggi che servono a non far esaurire la serie. Chi glielo dice ai ragazzi che sono “vittime del sistema”? L’arte ha un grosso potere ma spesso il business soppianta il dovere educativo e culturale e, a lungo andare, si rischia di creare  veri e propri mostri sociali lobotomizzati come zombie.

La musica può avere un ruolo positivo nel trasmettere messaggi di speranza?

La musica ha da sempre un grande potere perché ha la possibilità di parlare direttamente al cuore, facendo riflettere. Il problema è che le grandi radio “ignorano” gli indipendenti (ed io che dirigo un’etichetta discografica conduco quotidianamente questa crociata) a favore degli artisti delle major, sempre per l’annosa questione commerciale di cui abbiamo discusso sopra. E’ una lotta impari, si sa ma, fino a quando ci sarà un pubblico noi continueremo a portare i nostri messaggi ovunque ci sia possibile.

Alessandra del Giudice 

Nando Misuraca, cantautore, giornalista e produttore discografico napoletano. Classe ’80, da 18 anni lavora nel campo della musica e dello spettacolo. Ha vinto numerosi premi, tra questi, il “Premio Pigro Ivan Graziani”, il “Massimo Trosi”, “Eduardo Nicolardi” e, più recentemente, quello dedicato alle “Ecellenze Campane”. Cura la comunicazione e collabora con svariati artisti italiani, è tra i promotori del progetto “I cantautori della Myspace Generation” che riceve il Patrocinio della Regione Campania. Fondatore dell'etichetta indipendente Suono Libero Music, Nando ha scritto e prodotto, per artisti indipendenti, brani che hanno raggiunto, in soli quattro anni di attività, importanti trasmissioni e media nazionali (es. Quelli che il Calcio, Tg4, Studio Aperto, Tg Rai 3, Ballarò, Un giorno da pecora etc.). Renzo Arbore gli ha fatto da “testimonial” per “Ti Amo Napoli” scritto ed eseguito da Misuraca con la collaborazione di Clementino, Gianni Conte, e l'attore Umberto Bellissimo, la canzone è stata scelta come sigla della nota trasmissione tv regionale “Il bello del calcio” condotta da Ivan Zazzaroni. Nel 2017 è stato chiamato dal “Premio Elsa Morante” per eseguire la sua composizione “Mehari Verde” all'Auditorium Rai di Napoli, la canzone è dedicata allo scomparso giornalista Giancarlo Siani e rappresenta il suo ritorno sulle scene da cantautore.

Info: info@suonoliberomusic.com  www.suonoliberomusic.com