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Giovedì 26 Novembre 2020




Un corteo per la Palestina

gerusalemmeLa Comunità Palestinese in Campania indice a Napoli un corteo di protesta venerdì 22 dicembre contro la dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti d’America Trump con cui si comunica il trasferimento dell’Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme ed il “riconoscimento” di Gerusalemme come capitale d’Israele.

La Comunità Palestinese Campana spiega:

“Il Diritto Internazionale rifiuta l’acquisizione di terra con la forza e l’ONU, dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale  N.181 del 1947 di ripartizione della Palestina storica in due Stati con Gerusalemme enclave internazionale fino alle più recenti Risoluzioni, ha sempre riconfermato l’arbitrarietà delle decisioni israeliane di appropriazione, giungendo a definire “violazione del diritto internazionale” (N.478 del 1980) la stessa Legge per Gerusalemme approvata dalla Knesset. Gerusalemme, città santa per le tre religioni monoteiste, è da sempre cara ai credenti cristiani e musulmani e sentita dai palestinesi delle diverse fedi come propria capitale. Né il Presidente Trump né l’occupante israeliano possono arrogarsi la decisione sul destino di questa città. La parte Est è sotto occupazione militare israeliana dal 1967, come il resto della Cisgiordania, le colline del Golan e Gaza. Quanto a lungo deve durare un’occupazione?!

E’ universalmente riconosciuto il diritto di ciascun popolo all’autodeterminazione ed alla lotta per la liberazione dall’oppressione e dall’occupazione. La comunità internazionale spesso è stata incoerente con le posizioni ONU e di fatto sostiene e collabora con l’occupazione e il sistema di oppressione israeliano. Anche i governi italiani negli ultimi decenni hanno mostrato una parzialità nettamente favorevole all’occupazione e dimentica dei diritti. Lo scorso settembre il ministro italiano dello sport Lotti era a Gerusalemme a dare inizio alla grande costruzione mediatica delle celebrazioni dei 70 anni d’Israele “con Gerusalemme capitale” attraverso il Giro d’Italia. L’imposizione israeliana della cancellazione della dicitura “Ovest” da Gerusalemme come luogo di partenza del Giro 2018 ha smascherato la gravissima valenza politica dell’operazione, volta a supportare l’appropriazione illegale della città e la violazione del Diritto Internazionale e dei diritti del popolo palestinese. La Comunità Palestinese in Campania riconosce l’importanza del movimento internazionale di Boicottaggio Disinvestimenti e Sanzioni per la fine di occupazione e colonizzazione, la fine dell’apartheid e per il diritto al ritorno e sollecita il sostegno a questa lotta nonviolenta, poiché non c’è pace senza giustizia e sul futuro della Palestina convergono problematiche ed alleanze che tendono a destabilizzare l’intero “Medioriente” e la stessa idea di Diritto Internazionale”.

gerusalemme capitale

“Il Giro d'Italia, se andrà davvero a pedalare in "Israele"- spiegano gli attivisti del comitato BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele)- , si assumerà l'estrema contraddizione di presumere di essere uno sport di movimento e libertà nella salvaguardia dell'ambiente naturale ed invece correre lì dove ai nativi è impedito il movimento quotidiano dalla stessa occupazione di cui il Giro è ospite. Dove la natura è umiliata da un muro illegale che opprime gli abitanti e deturpa il paesaggio e dalla barbarie della disseminazione di posti di blocco di ogni tipo, a cui la popolazione nativa è costretta a trascorrere ore ed ore e dove spesso è fermata nella sua ricerca della salvezza attraverso una cura possibile altrove. I diritti dei Palestinesi, completamente occultati anche nelle violazioni che subiscono, e l'informazione a coloro che saranno raggiunti da simile propaganda ingannevole. Si fanno diventare invisibili i Palestinesi in qualsiasi condizione di vita si trovino a subire: che siano i circa due milioni che continuano a vivere sulla terra degli avi e si ritrovano nello Stato d’Israele all’interno del quale sono discriminati da oltre 50 leggi e contro i quali è stato presentato un disegno di legge per impedirne la rappresentanza politica. Che siano gli abitanti della Cisgiordania inclusa Gerusalemme Est, a cui sono demolite le case e viene costantemente rapinata terra per farne illegali colonie o per impedirne la rigogliosa produzione di olivi, altri alberi da frutto o coltivazioni e che sono impediti nel movimento, nell’abitare in modo dignitoso e nella gestione persino della propria vita familiare. Che siano di Gaza più volte ferocemente bombardata e su cui sempre aleggia la minaccia del fuoco israeliano, come in questi giorni “di pace” in cui nove abitanti sono stati uccisi dall’alto, e sottoposta ad un assedio che l’ha ridotta alla fame. Che siano esuli, a cui è impedito anche il ritorno temporaneo per visitare parenti, non parliamo del riconoscimento del loro diritto al ritorno sancito dalla Risoluzione ONU 194 ed altre successive. Novello Golda Meir, il Giro d’Italia fa sparire il popolo palestinese. Mentre sostiene le mire di annessione dello Stato occupante e le sue politiche di apartheid e di pulizia etnica, coinvolgendovi attraverso lo sport, la popolazione civile mondiale che seguirà il Giro”.

La Comunità Palestinese in Campania invita tutte le realtà di base, le associazioni per i diritti umani, le forze sociali e religiose e le forze democratiche a partecipare al corteo che il 22 dicembre partirà alle 15.00 dalla Prefettura a piazza Plebiscito per giungere al Consolato Statunitense.

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