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"DOVE mangiare, dormire, lavarsi": per i 25 anni di Sant’Egidio, la Guida per i poveri diventa regionale

Alessandra del Giudice

santegidio 25 anniIl 20 novembre del 1992 un gruppo di giovani della Comunità di Sant’Egidio andò per la prima volta in strada incontro ai poveri che vivevano nella stazione centrale di Napoli. Dopo 25 anni quell’amicizia viene rinnovata giorno per giorno e all’aiuto affettivo e materiale degli “Amici per la strada” si è accompagnata l’esperienza e la conoscenza: ogni anno Sant’Egidio raccoglie i dati sui senza dimora partenopei e da 11 anni stampa la guida "DOVE mangiare, dormire, lavarsi" che da quest’anno fornisce indirizzi utili ai poveri in tutta la Campania.

Il convegno che si è tenuto sabato 25 novembre per festeggiare i 25 anni di amicizia della Comunità di Sant’Egidio con i senza dimora partenopei è stato l’occasione per presentare la guida “Dove, mangiare, dormire, lavarsi a Napoli e in Campania ed. 2018” e di riflettere sulla situazione dei senza dimora a Napoli, su come è cambiato il volto dei poveri, che oggi è quello di tante famiglie, disoccupati e anziani che vivono in condizioni di povertà estrema rischiando di finire per strada.

Venticinque anni di amicizia con i poveri. “Ciascuno di noi può testimoniare quanto la sua vita sia cambiata nell'incontro personale con chi è povero- racconta Benedetta Ferone, referente dei servizi per i senza dimora della Comunità di Sant’Egidio- , personalmente ho imparato a superare i miei limiti nel chiedere aiuto e non rassegnarmi. Era un venerdì sera, il 20 novembre 1992, quando un gruppo di studenti della Comunità di Sant'Egidio a Napoli andò per la prima volta a piazza Garibaldi a distribuire la cena, che allora consisteva in un panino e un po' di latte caldo. Incontrò 20 persone che vivevano all'interno della stazione centrale: anziani italiani e alcuni giovani stranieri provenienti dal Maghreb. Elisa Cariota, la nostra prima amica a cui è dedicata la memoria di chi vive e muore in strada in questa città, quella sera ci disse: "Io sono vostra nonna e voi i miei nipoti", indicandoci la strada di una familiarità che può essere immediata e semplice nel farsi vicini. In questi 25 anni abbiamo compreso che tante sono le cause della povertà, ma la povertà più grande è la solitudine. Il non avere legami significativi, l'essere isolato, il non essere più chiamato per nome”.

Un’amicizia sempre più estesa. “Nel 2000 nel vedere tanti poveri che iniziavano a vivere oltre la stazione- continua Ferone -, nei quartieri di Napoli, vicino le metropolitane, sotto i porticati, il servizio si è ampliato con l'idea di ripensare una città a partire dai poveri, guardandola dal basso. Li abbiamo seguiti per raggiungerli dove erano. Andare in quell'angolo nascosto, apposta per incontrare l'amico ha un grande valore, può cambiare la vita, l’incontro rispettoso ridona dignità. Dai primi 20 senza dimora incontrati nel novembre 1992 siamo arrivati a 100 e poi a qualche centinaia di persone. Da una rilevazione di maggio 2008 avevamo incontrato in strada circa 400 persone”.  Oggi il servizio “Amici per la strada” raggiunge oltre 1.000 persone che vivono in strada a Napoli e in alcune città della Campania. Nella prima settimana di novembre 2017 i servizi in strada della comunità di sant’Egidio hanno raggiunto circa 900 persone, di cui 600 nel centro delle città e 300 nelle periferie, questi ultimi per lo più immigrati che sono alle rotonde in attesa di lavoro. “In 10 anni di rilevazioni incontriamo più del doppio dei senza dimora, ma il servizio si è ampliato alle periferie di Napoli e ad alcune città della Campania: Casoria, Aversa, Nola e Salerno.La stima complessiva dei senza dimora a Napoli e nelle sue periferie è compresa tra le 1.500 e le 2.000 persone (come da dati Istat 2015)”, spiegano i volontari di Sant’Egidio.

Il volto dei senza dimora in Campania. Se consideriamo solo i senza dimora "cittadini", gli uomini sono circa l'83%, le donne oltre il 16%; mentre gli italiani il 31%, gli stranieri il 69%. Aumenta l'età delle persone incontrate in tre anni, dal 2014 ad oggi, gli adulti di età compresa tra i 35 e i 64 anni,  sono passati dal 57 al 80%: ben 23 punti percentuali. I problemi principali risultano essere in eguale misura la disoccupazione (50%) e le dipendenze (50%), ma se consideriamo i dati aggregati che includono gli immigrati delle periferie la disoccupazione riguarda l'80% delle persone incontrate. In sintesi possiamo affermare che aumentano gli italiani incontrati in strada, in particolare le donne italiane e gli adulti, molti tra questi sono coloro che hanno perso il lavoro, i padri separati, ma anche persone con gravi malattie (altro aspetto del divenire poveri è la cosiddetta “povertà sanitaria”). La Comunità sottolinea due cambiamenti: la povertà cresce anche nei centri medio piccoli, dove per più tempo hanno retto le reti (parentali, vicinato..) e colpisce le famiglie, che tante volte vengono in strada a cercare aiuto, così come rilevato anche dal Dossier regionale Caritas sulle povertà 2017.

La violenza e la morte in strada. “Ricordo quanto la vita in strada diventi più fragile, più breve e più esposta alla violenza - spiega Ferone-. Quest'ultimo anno sono morti 17 senza dimora (19), di cui 6 per il freddo nel mese di gennaio, cosa mai accaduta sinora nella nostra regione. La maggior parte delle persone morte in strada ha un'età compresa tra i 40 e i 55 anni, si vive 30, anche 40 anni in meno. Inoltre voglio porre l'attenzione sull'aumento degli episodi di violenza a Napoli, soprattutto nell'area cittadina compresa tra la Galleria Umberto I, via Toledo e piazza del Plebiscito. Dati che non sono disponibili vista le mancate denunce, ma dai racconti di chi vive in strada possiamo dire c'è un incremento di azioni violente da parte di giovani. Pochi giorni fa un altro episodio grave di violenza anche ad Avellino, dove due giovani hanno dato fuoco al riparo di Oleg, senza dimora ucraino, che si è ustionato,  ma si è salvato, per fortuna!”.

La Guida Dove mangiare, dormire lavarsi ed. 2018.  La “Michelin dei poveri”, pubblicata in diverse città del mondo, strumento utile a chi ha bisogno di aiuto e a chi vuol aiutare, è giusta alla  11^ edizione. Per la prima volta la guida si estende all'intera regione Campania, con l'obiettivo di allargare lo sguardo ai poveri che aumentano, ma anche alla solidarietà che cresce. E’ stampata in 4.000 copie plastificate a colori con 140 pagine (10 in più della scorsa edizione) in cui sono segnalati gli indirizzi di: 52 mense, 34 centri di accoglienza, oltre 50 gruppi che distribuiscono in strada e sono riuniti in un coordinamento, 28 centri docce e guardaroba, tra cui l’apertura del centro di accoglienza padre Arturo in via Gianturco, 31 ambulatori medici gratuiti, 23 centri ascolto, 13 sportelli legali, tra cui segnalo il nuovo servizio offerto dal ordine degli avvocati di Napoli, 36 comunità di recupero, 31 indirizzi utili per stranieri, tra cui le scuole d’italiano.

Le proposte della Comunità di Sant’Egidio per allargare la rete di aiuto in Campania:

  • Ampliamento dell'accoglienza notturna e h24, in particolare per le donne (che sono aumentate e maggiormente esposte) e per i malati, trovando anche soluzioni nelle strutture dismesse dall'Asl o dalle aziende ospedaliere.
  • Risposte integrate dei servizi sanitari e sociali, rivolte in particolare alle problematiche legate alle dipendenze e alle malattie psichiatriche.
  • Riapertura dei bagni e delle docce pubbliche.
  • Piani freddo e caldo automatici.

"Molti hanno bisogno di aiuto, tutti abbiamo bisogno di aiutare. Se aumenta la povertà, vogliamo moltiplicare le occasioni di aiuto e  solidarietà!”, questo è l’augurio di Benedetta Ferone ai napoletani.