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Mercoledì 21 Agosto 2019




L’altra metà del cielo

di Alessandra del Giudice

etica ragazzeRagazze difficili, adolescenti che hanno subito abusi sessuali in famiglia, con un vissuto problematico alle spalle come problemi di dipendenza o percorsi di adozione andati male. A Napoli per loro c’è un luogo di accoglienza sicuro dove si tenta di restituire a queste piccole donne il diritto di crescere serene.

Si chiama L’altra metà del cielo ed è un gruppo appartamento gestito da Etica (Energy to Increase Children Assistance), cooperativa sociale  del gruppo Gesco e socia del CISMAI – Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia.

A sostenere questo progetto è destinato il ricavato delle vendite di agendo 2018 IN VIAGGIO la nuova agenda di Gesco Edizioni che unisce la finalità sociale all’utilità e originalità di un pratico taccuino settimanale,  impreziosito dalle immagini dell’artista spagnolo Pedro Cano e dai racconti di tredici scrittori: tutti hanno dato il loro contributo gratuitamente, sposando la causa de L’altra metà del cielo.

L’altra metà del cielo è un’opportunità più unica che rara a Napoli: le comunità alloggio che si rivolgono ad adolescenti in difficoltà sono 5 in tutta Napoli, di cui solo 2 ospitano soltanto ragazze. I gruppi appartamento sono ancora di meno: ce ne sono solo 4 in tutta la città e sono prevalentemente riservati ad utenti di sesso maschile.

agendO 2018

Di che cosa si tratta

L’altra metà del cielo, situato nel quartiere Arenella è aperto a giovani donne neomaggiorenni che non possono restare o rientrare in famiglia e hanno ancora bisogno di essere sostenute nel percorso verso l’indipendenza: accoglie un massimo di 6 ragazze, dai 18 ai 21 anni, su disposizione del Tribunale per i Minorenni o dei Servizi Sociali del Comune di residenza delle utenti.

Le giovani sono  protagoniste del proprio percorso di emancipazione: scelgono infatti consapevolmente questa esperienza costruendo con l’équipe educativa il proprio progetto per la permanenza in struttura. “Il nostro lavoro è molto complesso perché deve conciliare la tutela delle ragazze e la loro autonomia - spiega Francesca Russo, presidente di Etica - Se nelle comunità le ragazze vengono protette e seguite passo dopo passo, nella casa appartamento devono intraprendere il difficile percorso per diventare autonome mettendo in campo motivazione e impegno personale dalle mansioni domestiche, alla convivenza in gruppo, al tirocinio lavorativo”.

etica Ragazze 2

Le difficoltà di gestione

 I Gruppi Appartamento, così come le comunità alloggio, a Napoli sono in sofferenza poiché il Comune di Napoli privo di fondi non sta pagando le strutture ed è in attesa che il Governo approvi una misura di aiuto per i comuni in pre dissesto.

“Sono quasi due anni che non riceviamo le rette dal Comune – sottolinea Francesca Russo - mancano i fondi il vitto e l’alloggio figuriamoci quelli per pagare le “vitamine” necessarie a supportare materialmente e psicologicamente le ragazze. In teoria la retta giornaliera dovrebbe essere onnicomprensiva, in realtà non basta a coprire le spese. Le ragazze spesso hanno subito danni indelebili, come quelli causati dagli abusi in famiglia e hanno bisogno di seguire una psicoterapia individuale ma, dopo la maggiore età, non viene più prevista e il servizio di salute mentale della Asl ha dei tempi che non si conciliano con i percorsi delle ragazze, pertanto ci rivolgiamo a terapeuti privati”.

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L’inserimento lavorativo

Una parte importante del lavoro con le ragazze è quella dell’inserimento lavorativo: Etica si avvale di counselor per sostenerle nel rafforzare le loro competenze e, allo stesso tempo, cerca bandi pubblici e realtà imprenditoriali sensibili al sociale che offrano stage e tirocini in cui inserire le ragazze”.

Secondo quanto racconta la presidente della cooperativa, le ambizioni più comuni delle ragazze sono di lavorare nell’ambito della ristorazione, diventare sarte, estetiste e parrucchiere. “A Napoli non è facile – dice ancora Francesca Russo - le realtà che offrono lavoro in questi campi spesso sfruttano i giovani e li costringono ad orari massacranti. Esperienze che sarebbero troppo stressanti per ragazze già fragili e che male si concilierebbero con i compiti che sono tenute a svolgere in casa”.

Attualmente i progetti di tirocini lavorativi in cui sono inserite le ragazze sono tre:  “Dote Comune” del Comune di Napoli; “Più in là ragazzi” dell’associazione Agevolando e infine un progetto realizzato grazie al finanziamento di un’impresa privata e l’area formazione di Gesco.

Ora si spera che con Agendo 2018 IN VIAGGIO si possa aiutare qualcuna di loro a realizzare il proprio sogno.

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Alcune storie

Sara di origine africana, adottata da adolescente, non è mai riuscita ad integrarsi nella famiglia di adozione e in seguito a furibonde litigate è stata segnalata ai servizi sociali che l’hanno affidata ad una comunità. Da là dopo la maggiore età, quando la famiglia d’adozione si è completamente disinteressata a lei, la ragazza è arrivata nella “casa di Etica”. “In seguito all’ennesima bocciatura a scuola - racconta Ida Mazzarella, operatrice di Etica-  Sara ha capito che la sua vocazione è diventare addestratrice di cani, ma il costo del corso certificato è notevole. Per questo stiamo cercando dei finanziamenti privati. Le esperienze non andate a buon fine delle ragazze sono un’opportunità di mettersi di fronte alla propria capacità di scelta e capire cosa vogliono veramente, noi cerchiamo di aiutarle a realizzare i loro sogni”.

Giovanna, napoletana, giunta nell’appartamento dopo vari affidi falliti, vittima di abusi da parte di un familiare con la connivenza della madre, le ha passate proprio tutte. Tra cui un incidente in cui è stata investita da un’auto. “La ragazza non ha provato dolore fisico- racconta Francesca Russo-, perché- ci ha spiegato la psicologa che ora la segue- le persone vittime di violenza si costruiscono un muro di estraniamento dalla realtà per proteggersi tanto da non avvertire determinate sensazioni fisiche. E’ orami conclamato che in seguito agli abusi vengono sviluppate delle patologie psicologiche e psichiatriche. In questi casi è quasi impossibile riparare le ferite del passato ed è meglio per le ragazze guardare al futuro. Il sogno di Giovanna è diventare parrucchiera, speriamo che si realizzi al più presto”.

Una storia esemplare

La speranza delle operatrici è che tutte le ragazze riescano a realizzare i propri sogni come c’è riuscita Antonella, figlia di genitori senza dimora, a 21 anni è entrata nel gruppo appartamento e ha poi seguito il servizio civile con i senza dimora. Oggi, a 25 anni, lavora nello zoo di Napoli. Determinata e motivata ad un cambiamento, “ è stata brava anche a mantenere buoni rapporti con una cugina- spiega Ida Mazzarella-, una figura che è stata importante punto di riferimento per la sua vita. Molte ragazze invece tagliano completamente i rapporti con familiari o genitori adottivi e si ritrovano sole. Una delle prime ragioni per cui le ragazze arrivano da noi è proprio il fallimento delle adozioni e degli affidi. Spesso i genitori adottivi si trovano in casa ragazzine già grandi o gli vengono affidati più fratelli insieme. Non sono preparati e arrivando all’adozione dopo trafile burocratiche lunghissime, hanno paura di chiedere un sostegno ai servizi sociali perché temono gli vengano tolti i figli appena adottati. Invece prevenire sarebbe meglio che curare. Ci sarebbe bisogno di un accompagnamento all’integrazione familiare onde evitare che bambini e ragazzini già provati subiscano un ulteriore trauma”.

ETICA

Etica: diciotto anni di esperienza nel sociale. Una sfida, che continua e si rinnova nel tempo, quella della cooperativa sociale Etica, nata nel 1999 da un gruppo di 9 donne selezionate per un progetto della Comunità Europea e da sempre impegnata sul territorio di Napoli per il benessere di bambini, ragazze e famiglie. Una storia coronata da successi ma anche da momenti in cui pensavano che non ce l’avrebbero fatta, perché poi a un certo punto, come spesso accade nel sociale, i progetti e i fondi finiscono e ci si deve inventare di tutto per continuare. Oggi la cooperativa impiega 13 persone nei servizi e 3 amministrativi; è presente sui social e ha lanciato anche un blog attraverso cui raccoglie testimonianze, contributi ed esperienze: http://www.coopetica.it/coopetica/category/blog/

http://clikqua.net/1wvc9