Campania, prima regione per mortalità causata da ictus

World Stroke Day 2017: eventi e visite gratuite a Napoli

ictusLa Campania è la regione in cui la mortalità per ictus risulta essere la più alta d’Italia (18 vs. 13/10.000), con 9000 nuovi casi di ictus ischemico e 3000 ictus emorragici registrati ogni anno. Proprio nella nostra regione che ne avrebbe più bisogno, però, non è stata ancora realizzata la rete delle “Stroke Unit”, ovvero i Centri Urgenza Ictus che, stando a quanto dice la  “World Stroke Organization”, avrebbero la capacità di ridurre la mortalità del 3% e la dipendenza del 5%.

A ribadire l’importanza che da noi avrebbe l’attuazione di questo sistema, alla vigilia della Giornata mondiale ictus 2017, che cade il prossimo 29 ottobre, è l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (ALICe) Campania, che opera da sempre cercando di fare prevenzione e promuovere il valore della riabilitazione sin dalla primissima fase della malattia. “L’assistenza oggi erogata ai pazienti, nonostante la tenacia di tanti operatori sanitari ed alcune meritorie iniziativa di singole aziende ospedaliere, è insufficiente a colmare l’enorme divario assistenziale esistente tra la Campania e le altre regioni”, spiega il presidente dell’associazione ALICe Campania, il neurochirurgo Giuseppe Russo.

Prevenzione e riabilitazione: due parole chiave quando si parla di Ictus cerebrale. Ricordiamo che la malattia è tra le prime tre cause di morte e la prima causa di disabilità nell’adulto, con un pesante impatto sociale e familiare. Tra i fattori di rischio ci sono il fumo, l’ipertensione, il diabete e l’ipercolesterolemia; di contro uno stile di vita e un regime alimentare corretti possono essere decisivi alla prevenzione.

Dall’indagine condotta recentemente da ALICe Italia, in collaborazione con il CENSIS, su un campione nazionale di oltre 500 pazienti colpiti da un Ictus medio-grave, è emerso che circa il 25% non riceveva alcun trattamento riabilitativo. Dei pazienti che facevano riabilitazione circa il 50% la ricevevano solo a domicilio e nella metà di questi le famiglie si erano fatti carico direttamente del costo. La riabilitazione dovrebbe iniziare fin dalla fase di ricovero in ospedale e poi nelle strutture ospedaliere a specializzazione riabilitativa e nei distretti sanitari, secondo percorsi controllati. L’associazione - che riunisce medici, neurologi, personale sanitario ma anche pazienti, familiari e volontari - ha anche promosso l’Osservatorio Permanente sulle problematiche sanitarie e sociali dell’Ictus In Italia, perché in tutto il Paese si possano adottare criteri uniformi per la prevenzione, cura e riabilitazione della malattia.

world stroke

Per sensibilizzare i cittadini a questi temi, a Napoli l’ospedale Antonio Cardarelli organizza, in vista della dodicesima edizione del World Stroke Day, nella giornata di sabato 28 ottobre dalle 9 alle 15, presso la Palazzina M, l’iniziativa “Ospedale Porte Aperte” per la valutazione del rischio Ictus: visite gratuite per i cittadini con la facciata del nosocomio che si illuminerà di verde a simboleggiare l’importanza della prevenzione per la nostra salute. Mentre alle ore 19 presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, si esibirà nel live “Concerto per ALICe” il pianista e compositore Lorenzo Hengeller (ingresso libero).

Maria Nocerino