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Lunedì 1 Giugno 2020




L’Orto Sociale Urbano di Ponticelli

Da due anni più di un centinaio di persone nelle periferia est coltiva il suo pezzetto

Orto Sociale Urbano PonticelliForse non tutti sanno che nella periferia orientale di Napoli, a Ponticelli, a pochi passi dal Parco dei Murales, c’è circa un ettaro di terra di cui si prendono cura quotidianamente più di cento persone, tra cittadini e gruppi.

Lo hanno ribattezzato l’Orto Sociale Urbano del parco “Caselli - De Filippo”: si tratta, infatti, di uno spazio affidato due anni fa dal Comune di Napoli al Centro Diurno Lilliput, dell’Unità Operativa Complessa Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro, che lo gestisce attraverso la cooperativa sociale Era del gruppo Gesco.

In principio erano in pochi, ma nel corso di questi due anni, sempre più persone, cittadini, parrocchie, famiglie, associazioni del territorio, come Faxcultura, Ardea, Strada Facendo, Re Mida, Arcobaleno, Emergency, Libera, hanno deciso di adottare un pezzetto di quello spazio per coltivarci frutta e verdure di stagione.

“A volte parole come comunità, partecipazione, beni comuni, rigenerazione urbana, sono semplici esercizi di retorica e teoria – sottolinea il presidente della cooperativa Era, Giacomo Smarazzo - Questa invece è una esperienza vera e concreta dove quelle parole si riempiono di contenuti, di persone e storie”.

Orto Sociale Urbano Ponticelli 2

Vedere questo spazio verde germogliare impressiona ancora di più se pensiamo che tutto intorno è morto: il Parco de Filippo, ovvero la villa comunale di Ponticelli nato nel post-terremoto, è praticamente chiuso, l’unico spazio accessibile e vivibile perché c’è manutenzione, è la piazzetta con la fontana antistante. Un orto nel nulla, dunque, ma uno spazio mai così fortemente voluto dai cittadini. Come spiega l’operatrice sociale del centro Lilliput, Margherita Aurora: “A due anni dall’inaugurazione, la sfida di far da stimolo nella zona orientale di Napoli possiamo dirla vinta, almeno in parte, a giudicare dal numero di persone che viene qui a chiederci le chiavi dell’Orto, altrimenti non si riuscirebbe ad entrare. Stiamo vedendo che la gente del posto ha voglia di partecipare, rendersi attiva, vengono in maniera spontanea con la voglia di migliorare questi spazi diventati ormai bene comune e luogo di aggregazione”.

Orto Sociale Urbano Ponticelli 3

Ogni orticello viene coltivato senza l’uso di sostane chimiche, nel rispetto della natura e della stagionalità degli ortaggi. All’Orto sociale sono state anche recuperate alcune colture antiche, come la torzella, una verdura dalla foglia arricciata che appartiene alla famiglia dei cavoli, usata un tempo per la fare la minestra maritata. La sorella minore dei “friarielli” sarà forse anche la protagonista di una sagra a Ponticelli, almeno è quello che si augurano gli animatori dell’Orto urbano, che pure promuovono una serie di attività ed eventi sul territorio per sensibilizzare la cittadinanza all’agricoltura sociale. La prossima buona occasione per conoscere questa bella esperienza da vicino è il laboratorio di orticoltura urbana e apicultura in programma domenica 22 ottobre (dalle 10.30) in cui sarà possibile scoprire le tecniche di autoproduzione del “miele sostenibile” dei Friarielli Ribelli. Incontro gratuito e aperto sia ai bambini che agli adulti.

M. N.

Orto Sociale Urbano Ponticelli 4

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