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venerdì 4 Dicembre 2020




A Napoli triste primato di violenze e omicidi di persone trans

Il 18 novembre la prima marcia nazionale per la libertà trans

transNel 2016 Napoli ha raggiunto il triste primato di città italiana con il maggior numero di omicidi e atti di trans fobia, 3 casi sui 7 nazionali. Sempre il capoluogo campano è il territorio dove la comunità trans è più la radicata, antica e numerosa del Mediterraneo.

Ma Napoli rappresenta tuttora un territorio controverso, nel quale la storia e le azioni concrete di accoglienza e supporto alla popolazione trans si intrecciano con il degrado, l’ostilità e la violenza esercitata verso persone che vivono spesso una condizione di forte emarginazione.

Sarà per questo che la città partenopea è stata scelta per ospitare la prima marcia nazionale per la libertà trans, Trans Freedom March Nazionale TDoR 2017, ideata da Veet Sandeh, che avrà luogo a Napoli il 18 novembre 2017. L’evento è promosso a pochi giorni dal Transgender Day of Remembrance o TDoR, giornata mondiale durante la quale si commemorano le vittime dell'odio e del pregiudizio trans fobico, che cade il 20 novembre.

Nel corso della conferenza stampa a Palazzo San Giacomo gli organizzatori hanno spiegato che “il TDoR non è solo una fiaccolata per commemorare le vittime di violenza transfobica nel mondo ma soprattutto un momento di sensibilizzazione sulle questioni trans”. La marcia è stata proposta in origine, quattro anni fa, dall’Associazione Sunderam Onlus Identità Transgender Torino. A organizzarla su suolo napoletano è l’Associazione Trans Napoli (ATN), orgogliosa di farlo come riconoscimento verso la comunità trans napoletana, che conta oltre duemila persone qui, dopo dieci anni di battaglie per i diritti LGBT.

“Anche se abbiamo un triste primato di violenze e omicidi, per cui si tratta di un evento non bello – ha spiegato Loredana Rossi, vicepresidente di ATN - Sono orgogliosa che questa marcia nazionale si tenga proprio nella ‘città dei femminielli’. Napoli è una città da sempre aperta a tutte le diversità e anche l’amministrazione cittadina ha dimostrato in questi anni di essere vicina al mondo transessuale”. “Ma c’è ancora tanto da fare – ha continuato la Rossi – Parlo della casa di accoglienza per trans e persone cacciate dalla propria casa e famiglia per la condizione che vivono, per cui siamo ancora in attesa di risposte e soluzioni concrete da parte delle istituzioni. Ricordiamoci sempre che le persone trans non hanno molte alternative, non solo in termini di casa ma anche e soprattutto di lavoro, e molte di loro sono ancora costrette a prostituirsi in mancanza di altro da fare per andare avanti”.

“Noi dobbiamo produrre contagio, scardinare gli stereotipi e decostruire i messaggi mistificatori, agendo nell'immediato, soprattutto a beneficio delle generazioni più giovani e di quelle future”, ha detto Simonetta Marino, delegata del Sindaco alle Pari Opportunità. “Le persone Trans sono persone con la propria creatività, con il proprio intelletto e i propri sentimenti, occorre rispettarle in quanto tali” ha sottolineato Sandeh Veet, dell’Associazione Sanderam Identità Transgender Torino Onlus. “La Trans Freedom March è una voce per quel Sud spesso tagliato fuori, simbolo di quella nuova realtà che troverà fondamento anche nella definitiva emancipazione dall'odio e dalla violenza omotransfobica” è quanto fa sapere attraverso una lettera Porpora Marcasciano, presidente MIT (Movimento Identità Transessuale).

“L'impegno sociale ha l'obiettivo di costruire protagonismo, autonomia e partecipazione per le vittime di discriminazione. ATN Napoli con le proprie forze si propone oggi come una nuova dimensione politica e culturale, di vitale importanza”, ha concluso Andrea Morniroli, della cooperativa sociale Dedalus. 

M. N

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