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venerdì 4 Dicembre 2020




Napoli contro il Bus della libertà

Simonetta Marino (delegata Pari Opportunità) “No a messaggi discriminatori e irresponsabili”

bus gender“I bambini sono maschi, le bambine sono femmine”, “La natura non si sceglie” e “#StopGender nelle scuole”. Saranno questi i messaggi stampati sulle fiancate del “Bus della libertà”, il grande pullman arancione che le associazioni Generazione Famiglia e CitizenGo Italia stanno portando in giro per l’Italia contro l’ideologia “Gender” nelle scuole e che venerdì 29 settembre approderà a Napoli.

L’iniziativa, nata in Spagna ed estesa ad altre parti del mondo, è stata importata nel nostro Paese dai ragazzi di Generazione Famiglia, una delle organizzazioni promotrici degli ultimi due Family Day, nonché anima della sezione italiana di CitizenGo. Con questo pullmann, spiegano gli organizzatori, si vuole porre fine alla cultura Gender nelle scuole e, quindi, alla “violenza di genere sui bambini”, come la chiamano loro.

L’iniziativa, che ha giù suscitato l’ira del mondo LGBT, è stata largamente sostenuta dal partito Fratelli d'Italia, che informa a mezzo Social che il luogo e l'orario della tappa napoletana del #busdellaliberta saranno comunicati soltanto 24 ore prima sulle pagine Facebook di Generazione Famiglia e Citizengo Italia, forse temendo una contromanifestazione, che quasi sicuramente ci sarà in città.

simonetta marino

Dal canto suo, il Comune di Napoli, nella persona della delegata alle Pari Opportunità Simonetta Marino, ha già preso le distanze. “L’amministrazione de Magistris non intende in alcun modo autorizzare o sostenere, qualsiasi tipo di comunicazione, campagna o manifestazione che ispiri e fomenti la transfobia, promuova congetture discriminatorie e veicoli messaggi lesivi dei diritti delle persone trans – spiega la Marino - Diffondere un messaggio che cancella e nega la realtà della transessualità e dell’intersessualità, è un atto altamente discriminatorio, irresponsabile, fuorviante e irrispettoso dell’esistenza di queste persone, che già troppo spesso, sono vittime di una cultura della violenza, efferata e purtroppo diffusa”.

“Questa campagna, negando i diritti delle persone transessuali, nega l’esercizio dei diritti civili fondamentali, gli inalienabili diritti umani, tra cui il diritto alla vita. Occorre fermamente stigmatizzare, inoltre, l’uso improprio e strumentale dell’espressione ‘basta alla violenza di genere’ – continua la delegata del sindaco di Napoli - La legittima autodeterminazione della propria identità non può e non deve essere confusa con quello che è un terribile stigma della nostra società. Giustificare astruse e inverosimili previsioni di anarchia sessuale, con un riferimento alla violenza realmente esercitata su un larghissimo numero di persone, discriminate in base al sesso e alla loro identità sessuale, è contrario a tutte le azioni messe in campo da questa Amministrazione e dal disegno programmatico di una società più inclusiva, aperta, tollerante e coesa”.

“Pertanto e in risposta alla comunicazione pervenuta, inviata dalla Rete  Lanford - l’Avvocatura per i Diritti LGBTI – conclude Simonetta Marino - l’Amministrazione tutta intende ribadire con fermezza e convinzione il proprio dissenso verso una siffatta aggressione alla dignità e all’orgoglio della comunità Trans. Noi vogliamo fermare l'incitamento all'odio gender e omo-transfobico e, nell'auspicio che questa pericolosa deriva d'intransigente fanatismo resti un fenomeno circoscritto e isolato, siamo sicuri che le cittadine e i cittadini di Napoli non si lasceranno coinvolgere da infondati timori, recrudescenze fasciste e ottuso sciovinismo sessista”.

M. N.

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