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venerdì 4 Dicembre 2020




Il destino dei rom di via Cupa Perillo

Nella città dell’accoglienza, c’è chi non li vuole sul suo territorio

rogoSono ormai cittadini di Napoli a tutti gli effetti: alcuni vivono qui da oltre trenta anni, i bambini frequentano le stesse scuole di quelli italiani, eppure i rom sono ancora percepiti come un problema da molti.

Succede ancora una volta: è scontro politico sulla nuova risposta alloggiativa da dare ai rom sgomberati dal campo di via Cupa Perillo a Scampia, a seguito dei roghi dello scorso 27 agosto che avrebbero potuto metterne a rischio la salute. Questo il motivo alla base dell’ordinanza firmata dal sindaco di Napoli De Magistris che ha stabilito la messa in sicurezza del campo in cui dopo l’incendio l’aria era diventata irrespirabile. Da domenica scorsa, alcune famiglie vengono ospitate nell’auditorium di Scampia: precisamente 60 persone, 32 adulti, 5 bambini che hanno meno di un anno, 18 bambini tra i due e i 10 anni e 5 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni.

All’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Roberta Gaeta, il compito di occuparsi della sistemazione dei rom sfollati. “Dovevamo trovare una collocazione immediata e urgente a quelle 5 famiglie le cui abitazioni erano andate distrutte nell'incendio. Anche per tutelare la loro salute abbiamo aperto le porte dell'auditorium. Era necessario mettere in sicurezza altre famiglie, per condizioni di rischio elevato e le abbiamo ospitate sempre nell'auditorium”.

rogo 2

Accanto all’auditorium, il Comune di Napoli ha individuato un’altra struttura dell’Ottava Municipalità che potrebbe accogliere le famiglie che ancora restano senza alloggio: la caserma Boscariello, nell'area che ricade però nel territorio di Scampia, non di Miano, si legge in una nota. Ma la notizia ha comunque scatenato l’ira non solo dell’opposizione all’interno del Consiglio comunale e municipale, ma anche degli stessi cittadini e delle associazioni del territorio di Miano, in primis “Miano Protagonista”, pronti a dare battaglia se i rom verranno spostati all’interno dello spazio, destinato, invece, a diventare una cittadella dello sport.

In particolare, alcuni portavoce del Comitato Miano hanno consegnato a de Magistris una petizione popolare già firmata da oltre 2mila persone contro il loro arrivo nella caserma Boscariello. “Per l'amministrazione comunale l'importante è che queste persone restino nelle zone di periferia urbana. Noi dell'associazione di Miano - si legge nella petizione - non vogliamo cadere nell'errore di essere visti come razzisti o inumani nei confronti dei rom ma chiediamo che si realizzino in diversi quartieri della città campi attrezzati come quello di Scampia alle spalle del carcere di Secondigliano, con servizi adeguati e un massimo di 100 nuclei familiari ".

Ma il sindaco ha rivendicato la sua scelta, precisando che si tratta di una soluzione temporanea, che durerà per pochi mesi, al massimo fino a Natale. “Non ci interessa depositare esseri umani - ha detto Luigi de Magistris – Il Comune è parte lesa in questa vicenda, lo è tutta la comunità, non solo quella rom. Perchè Scampia è Napoli e si è trattato di un attentato criminale nei confronti di persone che avrebbero potuto perdere la vita. Io conosco una città che sa vincere la sfida della solidarietà, dell'accoglienza, dei diritti e dei doveri di tutti, compresi i rom. Anche loro partecipano al processo di mantenimento e di cura della città”.

M. N.

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