Via dal campo rom di Scampia

rom 1Le ruspe stanno abbattendo le prime baracche del campo rom di Cupa Perillo, a Scampia. Numerose famiglie del campo rom, che esiste e resiste nella periferia Nord di Napoli da quasi 30 anni, hanno ricevuto l’ordinanza della Procura che fissa la data dello sgombero all’11 settembre.

Nell’insediamento, considerato ‘storico’ non solo dalle associazioni che ci lavorano da anni ma anche per il livello di integrazione sociale realmente raggiunto con la popolazione residente, vivono circa 600 persone, di cui la metà costituita da bambini e ragazzi, anche se l’ordinanza parla di 250 abitanti. “Si rischia di avere numeri falsati e di vedere la stessa scena del campo di Gianturco”, spiega Emma Ferulano, referente dell’associazione Chi rom…e chi no, riferendosi al caso del campo di via delle Brecce dove dei circa 150 rom sgomberati ad aprile, solo 40 hanno trovato una sistemazione nel nuovo campo di via del Riposo. 

rom 2

Stando all’ordinanza, sono state sequestrate tre aree del campo a pochi passi dall’Asse mediano. Nel campo mancano i servizi igienici e i collegamenti alle fogne, sono stati riscontrati diversi allacci abusivi alle rete elettrica, che sono stati distaccati, e trovati anche diversi manufatti abusivi. È anche emerso un pericolo per la salubrità dell’aria a causa del costante incremento dei roghi di rifiuti nella zona. “Che la situazione sia complessa, si sa da tempo, tra abusivismo, rischi per la salute per i cittadini ed altro. Non ci voleva un’ordinanza della magistratura, per quanto legittima, per scoprirlo. Siamo stati noi i primi a denunciare il degrado e le condizioni igienico-sanitarie precarie in cui vivono e a incoraggiare a una riqualificazione del campo”, continua la Ferulano.

Ma il punto è un altro. “L’ordinanza non tiene conto di una serie di elementi – spiega la responsabile dell’associazione, da sempre accanto dei rom – A partire dalla presenza storica e radicata sul territorio di questa comunità, consideriamo che tra loro ci sono anche cittadini italiani, questa è casa loro, i ragazzini vanno a scuola, sono bene integrati con i napoletani. Per ripristinare la legalità si rischia di avere un atteggiamento disumano. Una disumanità che denunciamo da tempo”.

rom 3

Le comunità rom di Cupa Perillo sono ormai alla seconda generazione di nati in Italia, con una popolazione prevalentemente composta da anziani che sono arrivati qui negli anni ’70 e fanno parte del tessuto cittadino, bambine e bambini che frequentano le scuole del territorio, donne e giovani che partecipano ai percorsi interculturali imprenditoriali forse più all’avanguardia che si siano mai visti a Napoli e in Italia (ad esempio il ristorante italo-romanì Chikù), riconosciuti a livello internazionale. 

Cosa ne sarà di loro? Dal Comune di Napoli nessuna notizia, almeno per il momento. “Temiamo – dice la Ferulano – che l’amministrazione comunale possa attuare la strategia Gianturco, sperando che le persone sparissero da sole in una nuvola di polvere. O, in ultima analisi, come in quel caso, ricollocare solo una minima parte della popolazione, mentre l’amministrazione comunale ha l’obbligo di trovare soluzione alloggiative alternative per tutti. Dove andranno a finire queste famiglie?”.

“Consapevoli dei propri diritti e degli abusi di potere di cui sono state vittime in particolare negli ultimi mesi in cui la polizia municipale ha più volte incoraggiato le famiglie ad andarsene di loro spontanea volontà, un pressing culminato oggi con una ordinanza di sgombero definitiva, le comunità rom di Cupa Perillo con le reti di attivisti e di associazioni, denunciano la precarietà delle condizioni abitative, la miopia progettuale e l’immobilità istituzionale, i falliti tentativi di dialogo e di costruzione di percorsi abitativi e soluzioni non ghettizzanti e non temporanei: campo, villaggio o attrezzature socio – assistenziali, che ignorano e sviliscono il radicamento profondo nel tessuto cittadino e comunitario”, scrive l’associazione Chi rom…e chi no dalla sua pagina Fb, convocando per domani, giovedì 30 luglio, alle 18.30 in Viale della Resistenza 12, a Scampia, un’assemblea cittadina per discutere di come fronteggiare l’imminente sgombero e del futuro degli abitanti di Cupa Perillo.

M. N.