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Martedì 23 Luglio 2019




La storia di Maria Rosaria Malapena

La disabile attivista di Arcigay Napoli: “Grazie alla patente, sono una donna libera”

Maria Rosaria on the road“Grazie alla patente, sono una donna libera”. Maria Rosaria Malapena, la giovane disabile attivista di Arcigay Napoli, è la prima “Social Car Driver – Contro le discriminazioni”, titolo di cui è stata insignita oggi dal Comune di Napoli alla presenza della senatrice Monica Cirinnà.

Affetta da tetraparesi spastica, Maria Rosaria ha difficoltà di deambulazione e movimento, ma un posto dove tremori e incertezze spariscono c’è ed è al volante della sua Yaris. Grazie alla sua patente “speciale”, che oggi viene finalmente riconosciuta alla presenza di personalità autorevoli, da oggi potrà offrire passaggi agli amici che hanno voglia di sostenere la lotta alle discriminazioni verso le persone disabili, come è già accaduto per ben due volte in occasione delle visite a Napoli della stessa Cirinnà.

“L’epopea della mia patente – spiega Maria Rosaria - è iniziata nel 2008, quando mi sono recata a Roma, per la prima volta, per fare la prova sul simulatore. Quella mattina ho preso consapevolezza che potevo guidare e ho capito come avrei potuto guidare, anche se subito mi avvertirono che convincere le commissioni mediche sarebbe stato difficile. Il 12 maggio dello stesso anno, ho incontrato un ingegnere a cui ho raccontato della prova brillante sul simulatore ma lui non mi ha creduta e mi ha detto che aveva bisogno di vedermi guidare. Per la precisione, quell'ingegnere volle che tornassi lì con un’auto per fargli vedere come guidavo, ma doveva essere un auto 50 perché mi avrebbe potuto dare al massimo il patentino, non la patente B. A settembre 2008 ho comprato a rate un'auto 50, l'ho adattata alle mie esigenze e sono ritornata alla commissione medica di Napoli. Quella mattina ho portato l'ingegnere e il neurologo in auto con me e il 25 novembre ho ottenuto il primo certificato medico di idoneità e, poi, il patentino”.

Ma Maria Rosaria non è soddisfatta, lei vuole la patente, quella vera. Così, davanti ai rifiuti non si arrende, soprattutto perché comprende che quella che per molti è una cosa scontata, come la patente B, per la sua autonomia può essere indispensabile.

Maria Rosaria ha una madre anziana. “Per mia madre prendere il treno per spostarsi diventava sempre più faticoso – racconta l’attivista di Arcigay - e la mia vettura 50 non poteva percorrere l'autostrada. Iniziai a sentirmi ingiustamente limitata però mi sentivo anche più forte rispetto al 2008 e quindi decisi di riprovare a chiedere la patente B. Questa volta scelsi di fare la visita medica alla commissione di Roma, decisi anche di rifare la prova sul simulatore che, ovviamente, andò meglio della prima volta”.

Dopo varie vicissitudini e difficoltà, la Malapena riesce a iscriversi a una scuola guida e finalmente il 22 maggio 2013 supera l’esame ottenendo la patente B speciale con tanto di complimenti e auguri della commissione.

“Dal 2008 guido, non ho mai tamponato nessuno, piuttosto mi hanno tamponato – sottolinea Maria Rosaria - Senza la mia Yaris non potrei uscire di casa. Non ho nessuno, solo mia madre che ha quasi 72 anni e se non ci fossi io ad accompagnarla, anche lei non potrebbe mai uscire di casa”.

Arriviamo così ad oggi, quando Maria Rosaria Malapena diventa la prima Social Car Driver di Napoli: “Mi ritengo fortunatissima, purtroppo ci sono persone meno fortunate e io spero di aiutare chi è costretto a una vita limitata ad ottenere maggiori spazi di libertà e autonomia. Ringrazio il Comune di Napoli, il sindaco de Magistris, gli assessori Villani e Calabrese, la senatrice Cirinnà e il direttivo Arcigay Napoli, di cui sono parte, per avermi dato tanta fiducia. Come ripeto sempre, non ho scelto di avere un disagio fisico, ma ho scelto di essere una donna libera”. Orgogliosa tutta la sezione partenopea di Arcigay: “Il titolo onorario riconosciuto a Maria Rosaria dal Comune di Napoli è molto più di un'azione simbolica, è il riconoscimento da parte delle istituzioni di un nuovo percorso di collaborazione perché ci siano sempre più strumenti di libertà e sempre meno barriere e muri”, ha affermato il presidente Antonello Sannino.

Maria Nocerino