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venerdì 20 Settenbre 2019




Napoli contro il gioco d’azzardo patologico

Gli esperti: “In atto una ‘mcdonalizzazione’ del gioco”

convegno ludopatiaIn seguito al decreto Balduzzi, che ha previsto l’introduzione del gioco d’azzardo nei Livelli Essenziali di Assistenza, i servizi per dipendenze italiani hanno realizzato una molteplicità di esperienze di servizi pubblici e del terzo settore di grande interesse e innovazione. Nello stesso tempo diversi comuni, e tra questi il Comune di Napoli, hanno approvato e dato attuazione a Regolamenti.

Le strategie delle Asl e dei comuni si sono rivolte a dare una risposta efficace e in tempi utili alla diffusione con azioni differenziate e mirate a contenere l’offerta, ad offrire cure appropriate e a potenziare le competenze e le strategie personali e collettive per evitare ogni forma di dipendenza. Allo scopo di stimolare un dibattito su queste strategie, l’Assessorato al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli e la UOC/Coordinamento Dipendenze della ASL NA1 Centro hanno promosso il convegno nazionale Le strategie italiane dei servizi per il gioco d'azzardo patologico. Orientamenti e prospettive (presso la Sala Giunta di Palazzo S. Giacomo).

L’incontro ha visto la partecipazione di studiosi, operatori socio-sanitari ed esperti locali e nazionali, anche allo scopo di creare una rete di confronto su un tema così delicato.

 “Bisogna ragionare con categoria nuove – ha spiegato Stefano Vecchio, direttore Unità Operativa Complessa Dipendenze Asl Napoli 1 Centro – uscire dalla logica sia dell’emergenza sia della stigmatizzazione applicando al gioco il modello della riduzione del danno e dell’autoregolamentazione, che vale per le dipendenze, e adottando un approccio di presa in carico più complessivo della persona, con la sua storia, il suo vissuto, le sue caratteristiche psicologiche, il suo contesto”.

“Questa amministrazione – ha dichiarato il sindaco Luigi de Magistris – ha deciso di schierarsi, anche a costo di risultare impopolare, contro un modello di città ‘casinò’ e a favore di un modello di città capace di offrire sempre delle alternative in termini di legalità, dimostrando che essere dalla parte del giusto conviene, chi non paga il pizzo non resta da solo, chi decide di cambiare può contare sulle associazioni”.

In questa ottica, l’Asl Napoli 1 Centro, con l’Istituto di ricerca e formazione di Torino Eclectica, sta promuovendo una ricerca per indagare sul contesto napoletano che appare fortemente a rischio per l’espansione del mercato delle concessioni, rispetto al quale il Regolamento comunale rappresenta una prima, seppure parziale risposta, e, allo stesso tempo, per la forte presenza della criminalità organizzata, che risulta infiltrata in molte delle attività “lecite” di gioco.

A questo proposito Sara Rolando, dell’istituto Eclectica: “I costi sociali del gioco sono molto più elevati del guadagno dello Stato e pesano significativamente di più sui ceti meno abbienti della popolazione. Quello sulla liberalizzazione del mercato e sulle conseguenze del gioco d’azzardo è un discorso molto complesso: le vittime non sono solo giocatori patologici, esistono anche persone normali in condizioni stabili che, nella maggior parte dei casi, provengono da famiglie modeste, sulla cui pelle lo Stato genera flussi di denaro. È necessario un approccio multi prospettico al gambling, problema che spazia dall’economia alla società, passando per la giustizia”.

“L’Italia è al quarto posto in Europa per la quantità di soldi persi al gioco – le ha fatto eco Mauro Croce, docente di Patologia delle Dipendenze all’Università della Valle d’Aosta - Il cambiamento riguarda proprio il modello di gioco. Dai quattro amici che giocano a briscola siamo passati ad essere individui contro un algoritmo o davanti a uno schermo: il passaggio è dalla lentezza alla velocità del gioco, dalla sua dimensione sociale alla solitudine, dalla complessità e astuzia alla semplicità di un click. È in atto una ‘mcdonalizzazione’ del gioco, un mercato sempre aperto e disponibile, in cui si può giocare sempre e a qualsiasi ora, sull’onda dell’emozione e di un click fatto apposta per farti entrare su un piano diverso in cui si perde il senso della realtà e si lascia alle spalle le sue afflizioni”.

M. N.