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Domenica 18 Agosto 2019




Povertà in Campania

dossier poverta caritas 2016Sono le famiglie i veri poveri in Campania, e le donne. È quanto emerge dal “Dossier Regionale sulle Povertà 2016 in Campania”, realizzato dalla Delegazione regionale Caritas con quella della Fondazione Migrantes e presentato a Napoli.

Secondo il Dossier sono 12.266 le persone che nel 2015 hanno chiesto aiuto ai centri ascolto Caritas, anche se quelle aiutate indirettamente (tenendo conto dei nuclei familiari) sono circa 40mila. Il 70,5% vive in famiglia, dove lo svantaggio cresce in quelle numerose: se la famiglia è composta da 2 persone l’incidenza della povertà assoluta è del 3,8%, mentre se raggiunge o supera i 5 componenti si arriva al 17,2%. Cresce anche l’incidenza di quelle con 2 figli minori (9,0% nel 2014, 11,2% nel 2015) e si conferma l’enorme divario laddove vi sono almeno 3 o più figli minori (18,6% nel 2014, 18,3% nel 2015), con percentuali doppie e triple rispetto alle altre tipologie. Per quanto riguarda la condizione lavorativa, la più diffusa è quella di disoccupato, che riguarda il 72,0% degli utenti nel 2015. I tassi ufficiali di occupazione confermano questo dato ed evidenziano un’Italia divisa a metà, con un Mezzogiorno (42,5%) che presenta valori inferiori rispetto al Centro-Nord (63,8%) di oltre 20 punti percentuali, dove la Campania è fanalino di coda con il 39,6 per cento e un’incidenza del tasso di occupazione totale inferiore di 3 punti,  con un tasso di occupazione femminile del 27,4%, il più basso in assoluto a livello nazionale. Hanno un domicilio oltre nove utenti su dieci anche se molto spesso vivono in abitazioni precarie ed inadeguate. Rispetto alle situazioni di totale esclusione sociale predomina un profondo disagio sociale, confermato dai dati economici regionali che mostrano che la Campania ha un reddito pro capite pari a 17.077 euro che equivale appena al 63,4% di quello italiano (26.946 euro). Per quanto riguarda la nazionalità, i poveri in Campania sono perlopiù italiani, con una componente del 61,6% nel 2014 e del 61,0% nel 2015, anche se dall’inizio della crisi economica nel 2008 la percentuale degli stranieri è tornata a crescere. Tra le richieste principali ai centri ascolto Caritas, quelle di beni materiali quali viveri e vestiario, oltre che del lavoro e di sussidi economici per il pagamento di utenze e fitti.

Guarda il video di presentazione del Rapporto Povertà

SDA