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venerdì 27 Novembre 2020




Over65 in aumento nella regione più giovane d’Europa

Dal 2017 apre anche il centro “Casa del tempo”

anziano 2Se è vero che la Campania è tra le regioni più giovani d’Europa, è anche vero che da noi, in linea con un trend in atto in Italia da anni, si invecchia sempre più. E così si scopre che a Napoli, ad esempio, quasi il 20% della popolazione residente (184 su 974mila in termini assoluti, per l’Istat) è costituita da over65 e che, nel 2016, l'indice di vecchiaia per il comune partenopeo è di 127,3, vale a dire che ci sono 127,3 anziani ogni 100 giovani.

Un aumento significativo (se pensiamo che nel 2006 l’indice di vecchiaia era di 100,8) e graduale (basti pensare che nel 2002 il rapporto era di 90,8 ogni 100 giovani). Ma cosa si fa per le persone anziane a Napoli, quali sono i servizi, quali i luoghi che li accolgono e le condizioni che, più in generale, dovrebbero garantire il cosiddetto invecchiamento attivo della popolazione?

Il Comune di Napoli rivolge alla popolazione anziana e non autosufficiente un servizio di assistenza (Assistenza Domiciliare Integrata) e uno pronto intervento (Telesoccorso), oltre a una serie di servizi socio ricreativi (attività di socializzazione e ricreazione come i soggiorni marini o termali).

Gli anziani con più di 65 anni, più o meno autonomi e soli, perché non possono contare su un’adeguata assistenza familiare, che versano in condizioni economiche disagiate, possono essere accolti nei centri e in piccoli appartamenti, con una contribuzione che varia a seconda del caso (strutture residenziali e mini alloggi). Nella maggior parte dei casi, in questo tipo di strutture, l’anziano che ci arriva non necessita di prestazioni sanitarie complesse; alla base di questa scelta, cioè, c’è la mancanza di una rete che possa prendersene cura, la solitudine o la senilità.

Laddove c’è, invece, un problema di non autosufficienza o demenza, ovvero in tutti quei casi in cui l’anziano abbia bisogno di cure sanitarie continue che non possono essere garantite presso il suo domicilio, ci si può rivolgere ai servizi (in questo caso la competenza è integrata, metà Comune di Napoli metà Asl Napoli 1) e richiedere un posto in una struttura residenziale socio-sanitaria (R.S.A).

Dal nuovo anno per gli anziani della zona industriale della città ci sarà anche la Casa del tempo, realizzata dal gruppo Gesco con la cooperativa sociale Accaparlante in locali della Fondazione Centro Storico. Il centro offrirà la possibilità a donne e uomini anziani e soli o carico della famiglia,  di trascorrere qualche ora in compagnia, coinvolgendoli in attività organizzate da personale specializzato. La struttura affiancherà le famiglie nel compito di caregiving negli orari di lavoro: sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18.

Tra i servizi, oltre alle attività di animazione e di socializzazione, anche quelli di trasporto da e per l’abitazione (in zona o in altri quartieri di Napoli), la consulenza alla famiglia e il sostegno psicologico all’anziano, la colazione e il pranzo, preparati ogni giorno dai cuochi del ristorante Il Poggio del gruppo Gesco. Gli ampi locali del centro sono stati adattati in modo da rispettare le esigenze fisiche degli ospiti e non presentano perciò alcun tipo di barriera architettonica, presentandosi come  spazi di socializzazione dove le persone possono incontrarsi, svolgere attività di diverso tipo (dalla scrittura creativa ai cineforum tematici) e godere, all’occorrenza, anche di servizi di estetista, parrucchiere e barbiere.

Il centro Casa del tempo sarà inaugurato mercoledì 28 dicembre 2016 alle ore 11 all’interno della stazione Gianturco della Metropolitana 2 di Napoli alla presenza di Sergio D’Angelo (presidente di Gesco), Adriano Giannola (presidente della Fondazione di Comunità del Centro Storico), Fabrizio Torella (responsabile delle attività sociali d’impresa di Ferrovie dello Stato) e Emanuela Roca (coordinatrice del centro). 

M. N.

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