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Mercoledì 25 Novembre 2020




In Italia sempre meno nati, anche da genitori stranieri

I nomi più scelti Francesco e Sofia

babyIn Italia si muore di più, con una speranza di vita paragonabile a quella dei paesi dell’Est, e si nasce sempre meno. Nonostante le (non sempre riuscite) campagne per la fertilità nonché le varie misure messe in campo dal Governo, come il bonus bebè e i voucher per alcuni servizi all’infanzia - salvo poi scoprire che sono finiti i fondi –  nel 2015 si registra una diminuzione delle nascite.

Natalità

Secondo i dati Istat pubblicati il 28 novembre 2016 (“Natalità e fecondità della popolazione residente”), nell’anno passato sono stati iscritti in anagrafe per nascita 485.780 bambini, quasi 17 mila in meno rispetto al 2014 (-91 mila nati sul 2008). Si tratta di un calo che riguarda principalmente le coppie di genitori entrambi italiani: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e, allo stesso tempo, mostrano una propensione ad avere figli sempre più bassa.

Ma, e questo è il dato più interessante, meno nati ci sono anche dalle coppie di genitori entrambi stranieri (nel 2015 sono 72.096, quasi 3 mila in meno rispetto al 2014). Le cittadine straniere residenti, che finora hanno parzialmente riempito i “vuoti” demografici, stanno a loro volta “invecchiando” per effetto delle dinamiche dell’immigrazione nell’ultimo decennio: negli ultimi anni, con le regolarizzazioni e la conseguente concessione dei permessi di soggiorno, c’è stato infatti un ritorno al paese d’origine delle donne che in precedenza avevano contribuito all’aumento della popolazione. D’altro canto, questo è il segno della sempre maggiore “omologazione” degli stili di vita tra italiani e stranieri.

Il calo delle nascite, stando a quanto rilevato dall’Istat, è anche dovuto ad altri effetti “strutturali”, da un lato le cosiddette baby-boomers (ovvero le donne nate tra la seconda metà degli anni ’60 e la prima metà dei ’70) stanno uscendo dall’esperienza riproduttiva o si stanno avviando a concluderla; dall’altro sono sempre meno numerose le generazioni più giovani.

Età media

L'8,3% dei nati nel 2015 ha una madre di almeno 40 anni, il 10,3% una sotto i 25 anni di età. Fenomeno in atto dalla metà degli anni ’70, la posticipazione della maternità è molto forte soprattutto per le madri italiane. Sta di fatto che nel 2015 le donne hanno in media 31,7 anni alla nascita dei figli, quasi due anni in più rispetto al 1995 (29,8), valore che sale a 32,3 anni per le italiane.

C’è però una forte eterogeneità territoriale, per cui scopriamo che le madri italiane under25 sono l’11,1% al Sud e il 13,4% nelle Isole; nelle stesse regioni le donne con almeno 40 anni sono rispettivamente il 7,0 e il 7,6%. Al contrario, in Liguria, Toscana e Lazio (oltre che in Sardegna) la percentuale di nati da madri ultraquarantenni raggiunge il 12%. In particolare, il più elevato numero medio di figli per donna si registra in Trentino Alto Adige (1,53) tra le regioni del Nord, nel Lazio (1,28) tra quelle del Centro, e in Sicilia e Campania (entrambe 1,33) tra quelle del Mezzogiorno.

Le nascite da madri minorenni sono 1.739, oltre un terzo in meno rispetto al 1995 (3.142 unità): solo in Sicilia e in Campania sono rispettivamente 417 e 361.

Fecondità

Prosegue la diminuzione della fecondità in atto dal 2010. Il numero medio di figli per donna scende a 1,35 (1,46 nel 2010). Le donne italiane hanno in media 1,27 figli (1,34 nel 2010), le cittadine straniere residenti 1,94 (2,43 nel 2010).

Anche in questo caso, possiamo parlare di “due Italie”: da un lato c’è un Centro-Nord, che si va delineando con un modello di fecondità sempre più caratterizzando per una quota importante di donne senza figli (circa 1 su 4 nel Nord e poco più di 1 su 5 al Centro per la generazione del 1970) e per una elevata frequenza di donne con un solo figlio (quasi il 30% al Nord e il 24% al Centro). Dall’altro, c’è un Sud con una quota di donne senza figli, sebbene in aumento, decisamente minoritaria rispetto alla media, e il modello con 2 figli e più che va per la maggiore (71% al Sud per la generazione delle nate nel 1970).

I nomi preferiti dai genitori

Francesco e Sofia i nomi preferiti dai neo genitori italiani. A livello nazionale, si conferma il primato del nome Francesco che si è rafforzato tra il 2013 e il 2014 in seguito verosimilmente all’elezione del papa. Per i maschietti, il secondo nome più frequente è Alessandro, seguito da Mattia; per le femmine, gli altri nomi preferiti dalle coppie italiane sono Aurora (il nome più scelto in assoluto in Campania) e Giulia.

Interessante scoprire che anche tra i nati da stranieri sono molto diffusi i nomi italiani: così, accanto ad Adam, Youssef, Rayan, ci sono Matteo, Alessandro, Davide e Mattia, tra i nomi preferiti per i maschi, mentre per le bambine il primato spetta a Sara, seguita da Sofia, Aurora e Malak.

Maria Nocerino

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