La Legge che rivoluziona il Sociale

terzo settoreIl 25 maggio 2016 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge delega al Governo per la Riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale. Le reazioni del Terzo settore.

“Siamo molto soddisfatti -dice il portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri - di essere giunti al termine di questo lungo processo cominciato due anni fa e largamente atteso e voluto dal nostro mondo. Il testo che l’Aula della Camera ha approvato segna un risultato positivo e molto importante per le migliaia di organizzazioni, associazioni, imprese e cooperative che costituiscono il terzo settore perché ne definisce anzitutto natura, ambiti di azione, finalità e confini, consegnandoci una definizione giuridica chiara e unitaria, finora assente. Il testo licenziato è più equilibrato di quello proposto ad inizio percorso, nel quale prevaleva un forte sbilanciamento a favore degli aspetti economici, e a svantaggio della vera essenza del terzo settore: luogo e spazio di aggregazione e partecipazione per milioni di cittadini attivi e bacino di solidarietà, civismo e coesione".
Molti gli aspetti positivi: dal tentativo di superare la frammentazione del terzo settore in un unico Codice del terzo settore, all’istituzione di un registro nazionale unico, alla revisione delle misure di agevolazione fiscale, al riordino in materia di servizio civile, alla scelta di un’unica sede di rappresentanza istituzionale come il Consiglio nazionale, purché preveda un coinvolgimento degli organismi di rappresentanza del terzo settore. Ulteriore aspetto di apprezzamento è che le politiche di governo, promozione e indirizzo siano in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Riforma chiarisce anche quali siano i compiti e ruoli affidati ai Centri di Servizio per il Volontariato e adotta il principio della “porta aperta” per quanto riguarda la base sociale.
A pronunciare la dichiarazione finale alla discussione sul testo è stato il parlamentare e presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Edoardo Patriarca: “Una legge delega che valorizza e finalmente riconosce il valore strategico che assume oggi il Terzo settore nella vita del paese: nel sociale, nello sport, nel culturale, ambientale e non da ultimo anche economico. Il testo che oggi andiamo ad approvare ha il valore di una vera e propria riforma costituzionale. Tra i punti salienti: un vero processo di pubblicizzazione, l’allargamento dello spazio pubblico ai tanti soggetti che sul territorio agiscono per la solidarietà, per il bene comune svolgendo opere di utilità sociale e di cittadinanza attiva. Una nuova cornice fiscale, una nuova alleanza con le istituzioni, trasparenza, uso corretto delle risorse, l’esperienza rilanciata del servizio civile per più di 100.000 giovani. E poi ancora nuove imprese sociali non contrapposte, semmai giustapposte ad altre forme imprese, che in tal modo arricchiranno il tessuto produttivo del paese rendendolo più efficiente e più socialmente responsabile. Abbiamo dato risposta a richieste disattese per decenni dal mondo del Terzo settore. Per noi è un giorno di festa”. http://www.centrovolontariato.net
Nel comunicato stampa della CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) leggiamo: "Il nostro Paese, con la riforma che disciplina il Servizio Civile Universale, porta a compimento l’ispirazione degli obiettori di coscienza al servizio militare che "la Patria si difende anche senza armi" e contribuisce alla piena attuazione di quanto previsto nell’art. 11 e 52 della Costituzione realizzando iniziative di promozione della pace e della nonviolenza.
Il Servizio Civile Universale si propone inoltre all’Unione Europea come una risorsa importante per contrastare i crescenti nazionalismi, razzismi, ed egoismi che ne minano le radici stesse, attraverso la realizzazione di iniziative di cooperazione allo sviluppo anche fuori dall’Unione,
La principale innovazione del testo, che ne giustifica la definizione di Servizio Civile Universale, è l’obiettivo di far partecipare tutti i giovani che vorranno farlo, in modo volontario con, la definitiva apertura all'accesso dei cittadini comunitari e degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. Se per lo Stato è una sfida per le risorse da trovare e per la capacità organizzativa di programmazione da implementare, per le organizzazioni, in primis quelle della Cnesc, è una sfida educativa e di formazione della coscienza civica, oltre che economica e organizzativa, che ben volentieri facciamo nostra. In secondo luogo la scelta, oggetto di acceso dibattito, della difesa non armata della Patria e del dovere di partecipazione civica come finalità uniche, a cui rendere funzionali i settori di intervento, sono la vera architrave culturale, giuridica e formativa del Servizio Civile Universale, superando le ambiguità del Servizio Civile Nazionale, e inserendolo pienamente nel percorso di costruzione di una difesa civile non armata e nonviolenta della Patria". http://www.cnesc.it
Secondo il presidente Anpas, Fabrizio Pregliasco: “Plaudiamo a questo risultato che arriva dopo due anni di lavoro che abbiamo condiviso con i parlamentari, ma auspichiamo più coinvolgimento per la discussione dei decreti delegati affinché i princìpi della legge vengano attivati e che possano chiarire e valorizzare la peculiarità del nostro modo di fare volontariato, soprattutto per quanto riguarda i servizi complessi come il soccorso. Le pubbliche assistenze Anpas infatti ci sono da più di 112 anni, hanno adattato le loro forme e il loro agire alla legge 266 del 1991 e ora vogliono continuare a esserci per continuare a portare assistenza negli oltre mille comuni dove sono presenti i nostri volontari. Condividiamo inoltre la soddisfazione della CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) per le principali innovazioni del testo: la definizione del Servizio Civile Universale quale obiettivo di partecipazione di tutti i giovani che vorranno farlo nonché la possibilità per le nostre associazioni, di misurarsi con questa nuova sfida educativa, di formazione della coscienza civica, oltre che economica e organizzativa. In secondo luogo la scelta della difesa non armata della Patria e del dovere di partecipazione civica come finalità uniche, a cui rendere funzionali i settori di intervento, vera architrave culturale, giuridica e formativa del Servizio Civile Universale, superando le ambiguità del Servizio Civile Nazionale".http://www.anpas.org
Nel comunicato stampa della e ConVol (Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato) si riporta: "Finalmente la riforma del terzo settore è stata definitivamente approvata e ConVol esprime il proprio apprezzamento, pur senza nascondere alcune perplessità.
Apprezzamento per il riconoscimento che questa legge da alle organizzazioni di volontariato, alla loro specificità e ai loro valori fondamentali - ovvero gratuità, democraticità, partecipazione, radicamento sul territorio - e alla promozione della cultura del volontariato - con l'importante richiamo alla Legge 266/91. Rimangono invece due forti perplessità:
La prima sulla revisione dei Centri di Servizio per il Volontariato di cui la legge estende la platea dei beneficiari ben oltre le Organizzazioni di Volontariato: si teme che vengano diminuite al Volontariato le già scarse risorse che oggi ricevono.
La seconda sulla Fondazione Italia Sociale, un Ente di cui non si sentiva alcuna necessità e di cui la legge approvata non chiarisce compiti e finanziamenti.
Ora inizia il percorso di stesura dei decreti attuativi che daranno corpo e sostanza al testo di legge: l'auspicio è che il Governo tenga conto - come già avvenuto durante l'iter parlamentare - del contributo fattivo della ConVol quale rappresentante originaria ed autentica del volontariato organizzato". http://www.convol.it
Giuseppe Guerini presidente di CONFCOOPERATIVE afferma: "Ci auguriamo che la legge sia il preludio a una stagione d’innovazione sociale e istituzionale e rimaniamo in attesa dei decreti legislativi sperando che non deludano le aspettative. Il nuovo testo accoglie le richieste avanzate dalle organizzazioni del Terzo settore, dalle cooperative sociali e dalle imprese sociali riguardo la modifica del Codice civile per la parte che riguarda associazioni e fondazioni, rimasta tale e quale da 74 anni: dal 1942; i cambiamenti alla disciplina dell’impresa sociale, che in 10 anni non ha dato i risultati auspicati, e infine la riforma del servizio civile, che potrà essere una leva importante per l’impegno dei giovani, anche stranieri". http://www.confcooperative.it