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Domenica 5 Aprile 2020




Criminalità e Sicurezza a Napoli

Franco Roberti: a Napoli meno reati che altrove, il problema è la criminalità organizzata

IMG 20160520 114135E' stato presentato venerdì 20 maggio, alle 10.30 nell'Aula Magna Storica dell’Università Federico II, in corso Umberto I, il Primo rapporto su "Criminalità e sicurezza a Napoli" a cura di Giacomo di Gennaro e Riccardo Maselli pubblicato FedOAPress (Federico II Open Access University Press) frutto di un lavoro multidisciplinare e cerca di dare conto, oltre la dinamica quantitativa e qualitativa, dei fenomeni connessi al crimine. Franco Roberti, procuratore nazionale della DNAA lo ritiene uno strumento utile per definire il quadro della criminalità a Napoli.

Il libro nasce nell'ambito del Master di II livello in Crimonologia e diritto Penale, primo di una serie annuale già programmata, si inserisce in una collana di testi finalizzata a rendere accessibili le ricerche, riunendo insieme gli obiettivi fondamentali del lavoro universitario: la didattica e la ricerca, con l'esigenza di divulgare il sapere su piattaforme comuni per l'editoria digitale.
E' quanto viene sottolineato Gaetano Manfredi, Rettore dell'Università Federico II, Roberto delle Donne, responsabile FedOAPress, e Antonio Iodice, presidente dell'Istituto "S. Pio V" nei saluti introduttivi della presentazione ufficiale del I rapporto su "Criminalità e sicurezza a Napoli". L'utilità e il valore del volume in quanto strumento di analisi e di divulgazione scientifica è messa in rilievo da Franco Roberti che racconta di averlo adoperato "esattamente 15 giorni fa in occasione della visita del Ministro della Giustizia per parlare di cose concrete e fare un quadro d'insieme della criminalità a partire da dati quantitativi e qualitativi. Manca l'analisi della corruzione, ma ce ne occuperemo nelle prossime pubblicazioni".
La prima parte del libro è dedicato ad un'attenta analisi dei fenomeni criminali svolta comparando la delittuosità dell'area metropolitana con quella di altre aree urbane del Paese e con uno sguardo anche ad altre realtà internazionali.
Il ricorso ai dati consente agli autori di sfatare dei falsi miti sulla criminalità partenopea. Il tasso di delittuosità medio in Italia (che risulta pari a 6.418 delitti ogni 100 mila abitanti) comparato con la popolazione residente tra dieci aree metropolitane del Paese (elaborato su tutte le tipologie di delitto) risulta per l'area metropolitana di Napoli molto più basso della media ( 4.426 delitti ogni 100.000 abitanti) e inferiore alle metropoli di Milano, Bologna, Torino.
Anche se si guardano i singoli delitti Napoli risulta agli ultimi posti: rispetto al tasso di violenza sulle donne e alla frequenta di tale reato, Napoli si colloca all'ultimo posto tra le città metropolitane.
Meno confortanti i dati sui reati predatori:
le rapine registrano un tasso medio, su 100 mila abitanti, pari a 326, più del doppio della media calcolata su tutte le città metropolitane che è pari a 145. Tuttavia tra il 2004 e il 2013 registriamo una variazione storica marcata: i reati predatori sono diminuiti del 33%.
Notevole è anche l'indice della criminalità minorile particolarmente alto nell'area metropolitana partenopea: con 895 minorenni denunciati su 100.000 residenti tra i 14 e i 17 anni. con un incremento del 57% di minori denunciati tra il 2004 e il 2013 per l'art. 416 e 416 bis in Campania e l'incremento del 214% degli omicidi e tentati omicidi. Reati gravi che indicano che lo stile deviante si trasformi in carriera criminale.

pp 20 05 2016

Sull'ICV ossia l'indice di criminalità violenta, Napoli primeggia sulle altre città metropolitane soprattutto a causa degli omicidi di camorra e delle rapine legate alla criminalità organizzata. Notevole è anche la pervasività del reato estorsivo funzionale al modello organizzativo dei clan di controllo del territorio (tema della terza parte del report ).
"I picchi statistici dell'indice di criminalità sono determinati da omicidi ed estorsioni, altrimenti Napoli non risulta essere la città più violenta d'Italia. È la presenza della criminalità organizzata ad alterare la sicurezza ambientale in città. Napoli d'altra parte ha infinite potenzialità di sviluppo, ma i cittadini sono sfiduciati. Contrastare la criminalità organizzata significa rendere più tempestiva ed efficace la risposta della giustizia. Come diceva Falcone, non possiamo pretendere la fiducia dei cittadini, dobbiamo noi istituzioni far si che i cittadini si affidino allo Stato. Se veramente lo Stato vuole fare lo Stato i cittadini seguiranno lo Stato. Lo Stato può vincere la camorra se vuole, se ognuno fa la sua parte nella direzione della legalità", commenta in modo accorato il procuratore della DNAA
Il report, nella seconda parte, mette in evidenza anche uno dei punti cruciali segnati dallo Stato sulla criminalità organizzata ovvero La confisca dei patrimoni illecitamente acquisiti. Rispetto a questo tema Franco Roberti ricorda che il disegno di legge sulla confisca è in discussione e che è fondamentale la riforma dell'agenzia del demanio.
Il Rapporto ogni anno sarà distinto in tre sezioni: la prima, di carattere più stabile, risponderà all'esclusiva esigenza di approfondire e aggiornare i dati della delittuosità dell'area comparandoli con altre realtà urbane; le altre due zsezioni documenteranno rispettivamente le azioni di contrasto adottate (aggiornando gli strumenti normativi), le caratteristiche delle vittime e la specificità di reati ogni volta diversi e affrontato con indagini appropriate.

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